{"id":24647,"date":"2012-01-16T08:27:13","date_gmt":"2012-01-16T07:27:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/01\/20120116_terzieuropacrescita\/"},"modified":"2012-01-16T08:27:13","modified_gmt":"2012-01-16T07:27:13","slug":"20120116_terzieuropacrescita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2012\/01\/20120116_terzieuropacrescita\/","title":{"rendered":"Terzi:\u00abL&#8217;Europa deve tornare a crescere. Basta pensare soltanto allo spread\u00bb (l\u2019Unit\u00e0)"},"content":{"rendered":"<p><P>L&#8217;Europa, la sua crisi, l&#8217;iniziativa dell&#8217;Italia. Sono i temi centrali dell&#8217;intervista a l&#8217;Unit\u00e0 al ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant&#8217;Agata. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Signor ministro, negli ultimi tempi l\u2019Italia ha scontato un deficit di credibilit\u00e0 a livello internazionale. Come risalire la china ed essere protagonisti in Europa? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abAbbiamo avuto un problema di credibilit\u00e0 legato soprattutto all&#8217; emergenze economico-finanziaria. Un problema che stiamo superando, grazie all&#8217;azione coraggiosa e tempestiva del governo italiano negli ultimi due mesi. Ho contatti continui con i miei colleghi europei e da tutti colgo l&#8217;unanime apprezzamento per la capacit\u00e0 del nostro governo ad adottare misure cos\u00ec impegnative in campo economico ed in cos\u00ec poco tempo. L&#8217;efficacia di quest&#8217;azione ha fatto s\u00ec che in poche settimane l&#8217;Italia potesse tornare a sedersi allo stesso tavolo con i principali partner europei. Non siamo pi\u00f9 il problema dell&#8217;Eurozona, ma parte della soluzione. Certo, i problemi sono tutt&#8217;altro che risolti. La sfida principale, legata al debito, \u00e8 quella della crescita, che stiamo affrontando a livello nazionale con misure forti, come quelle nel campo delle liberalizzazioni. Ci\u00f2 detto \u00e8 chiaro che il problema \u00e8 pi\u00f9 ampio, come abbiamo visto dal declassamento di nove Paesi europei. E riguarda in senso pi\u00f9 ampio il rapporto tra finanza globale da un lato e la solidit\u00e0 della governance europea dall&#8217;altro. Un rapporto che va equilibrato da entrambi i lati&#8230;\u00bb.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Come? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abCon una pi\u00f9 efficace regolamentazione dei mercati e del ruolo delle agenzie di rating e con un salto di qualit\u00e0 della governance dell&#8217;Eurozona, che non pu\u00f2 essere limitata alla disciplina di bilancio, ma deve investire anche i meccanismi di solidariet\u00e0 e i fattori di crescita. Da qui l&#8217;importanza del negoziato sul fiscal compact, al quale il governo italiano pu\u00f2 oggi contribuire da una posizione di autorevolezza\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Insisto. Di Europa ormai si parta solo con il vocabolario economico: bond, spread.. E la politica estera? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00ab\u00c8 vero ed \u00e8 un errore. Anche perch\u00e9 nel rating complessivo di un Paese dovrebbe idealmente rientrare anche la sua dimensione esterna, quel che fa nel mondo, le responsabilit\u00e0 che si assume per garantire la sicurezza globale. Del resto gli oneri di sicurezza che i Paesi internazionalmente virtuosi si assumono &#8211; e tra questi l&#8217;Italia &#8211; influiscono anche sui bilanci degli Stati. Al di l\u00e0 di ci\u00f2 \u00e8 evidente che l&#8217;Europa non \u00e8, n\u00e9 pu\u00f2 essere, solo moneta o fiscalit\u00e0. \u00c8 un attore politico ed economico mondiale, con un identikit ben chiaro e definito dalla comunanza di norme e valori democratici. E se vuole essere competitivo sulla scena globale deve dotarsi di una politica estera pi\u00f9 efficace. Abbiamo in questi anni fatto importanti passi in avanti, abbiamo dispiegato 12 missioni militari e civili europee nei diversi angoli del mondo, ci siamo dotati di nuovi strumenti con il Trattato di Lisbona, tra cui un servizio diplomatico comune, abbiamo deciso a dicembre la creazione di un quartier generale europeo per la pianificazione delle missioni nel Corno d&#8217;Africa. \u00c8 sufficiente? Certamente no. Abbiamo bisogno di una pi\u00f9 chiara definizione delle nostre priorit\u00e0 in un mondo che cambia rapidamente. Ho per questo suggerito di avviare una riflessione sull&#8217;aggiornamento della strategia di sicurezza europea. L&#8217;ultima risale al 2008, prima del trattato di Lisbona, della crisi economica, delle primavere arabe. Occorre poi uno sforzo maggiore per la comunitarizzazione delle risorse ed assets della sicurezza anche in relazione alle esigenze di disciplina di bilancio. E, soprattutto occorre una pi\u00f9 forte volont\u00e0 politica degli Stati membri a far valere, senza gelosie nazionali, le ragioni e gli interessi comuni dell&#8217;Europa. Soprattutto di fronte alle potenze emergenti, la Cina, l&#8217;India, e cos\u00ec via dove \u00e8 il caso di dire l\u2019 \u201cUnione fa la forza\u201d\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Come si sta articolando la sua azione in Europa? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abSull&#8217;Europa, sto accompagnando l&#8217;azione del presidente Monti con una serie di incontri bilaterali con le mie controparti. Ho visto a Roma Westerwelle e Carl Bildt, Jupp\u00e9 a Parigi qualche giorno fa, sar\u00f2 il 26 a Londra per una bilaterale con Hague che ho gi\u00e0 avuto occasione di incontrare in bilaterale a margine dei Consigli dei ministri degli esteri a Bruxelles. Mantengo ovviamente un stretto contatto anche con la Presidenza di turno danese. L&#8217;obiettivo \u00e8 rafforzare la nostra voce nell&#8217;Ue in difesa dei nostri interessi nazionali. Un paio di esempi: il negoziato sulle prospettive finanziarie dell&#8217;Unione per il periodo 2014-2020. L&#8217;Italia \u00e8 contributore netto ed ha un evidente interesse, insieme ad altri paesi contributori netti, tra cui la Francia, la Germania, il Regno Unito, a vedere ridotto il proprio saldo negativo e a far s\u00ec che il prossimi bilancio concili il rigore con le ambizioni dell&#8217;Unione. Sempre legato al prossimo bilancio dell&#8217;Ue c&#8217;\u00e8 l&#8217;esigenza di assicurare risorse sufficienti ai Paesi del Mediterraneo per sostenere le transizioni democratiche. Un altro tema \u00e8 l&#8217;allargamento, in particolare ai Paesi dei Balcani occidentali. \u00c8 un interesse nazionale dell&#8217;Italia che questi Paesi, nostri vicini ed amici, entrino nell&#8217;Ue. Siamo tra i primissimi partner economici di tutti i Paesi balcanici e siamo convinti che, se pienamente integrati in Europa, questi Paesi possano diventare produttori di stabilit\u00e0 con beneficio per tutti. Perci\u00f2 ho chiesto, insieme al mio collega svedese Bildt, che la Serbia sia inserita tra i punti di discussione al prossimo Consiglio dei ministri Ue. Intensificheremo la nostra azione diplomatica per giungere al Consiglio europeo di marzo ad una decisione sulla concessione dello status di candidato alla Serbia. Un&#8217;altra azione che l&#8217;Italia sta portando avanti in Europa riguarda i diritti delle minoranze religiose, in particolare quelle cristiane. Abbiamo appena concluso un&#8217;intesa Farnesina- Comune di Roma per la creazione di un Osservatorio sul rispetto dei diritti delle minoranze religiose e cristiane nel mondo che si avvarr\u00e0 della collaborazione della nostra rete diplomatica e lavorer\u00e0 in raccordo con la task force dell&#8217;Unione europea\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Molto si \u00e8 discusso e polemizzato in questi mesi sulle spese militari. Ma un modello di difesa, anche in chiave europea, non dovrebbe essere in funzione di una politica estera? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abCredo ci\u00f2 esista gi\u00e0 nei fatti. Ed \u00e8 un processo accentuatosi in questi anni, con l&#8217;impegno delle missioni all&#8217; estero, dai Balcani, all&#8217;Afghanistan, al Libano dove abbiamo dimostrato e la coerenza esistente tra la nostra Difesa e la politica estera, l&#8217;interazione e complementariet\u00e0 tra lo strumento militare e la diplomazia. Abbiamo inoltre un coordinamento costante tra Difesa ed Esteri. Il discorso \u00e8 legato anche, nuovamente, all&#8217;Europa. Se vogliamo un&#8217;Europa pi\u00f9 protagonista sulla scena internazionale, occorre che i modelli di difesa nei vari paesi dell&#8217;Ue si ispirino tutti, il pi\u00f9 possibile, alla strategia di sicurezza europea, essendo la sicurezza e difesa una dimensione imprescindibile della politica estera\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>A proposito dl polemiche. Molto si \u00e8 parlato del caso del console Marco Vattani, messo in luce da l\u2019Unit\u00e0, e alcuni temono che vi sia il rischio di un Insabbiamento. Ci pu\u00f2 dire a che punto \u00e8 il processo disciplinare? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abMa quale insabbiamento? Guardi, il 29 dicembre abbiamo preso conoscenza dell&#8217;episodio che aveva coinvolto il nostro funzionario e pochi giorni dopo, il 4 gennaio l&#8217;amministrazione della Farnesina, su mie istruzioni, ha avviato la procedure disciplinari. \u00c8 stata fatta all&#8217;interessato una contestazione formale alla quale dovr\u00e0 rispondere. La questione passer\u00e0 poi nelle mani della Commissione di Disciplina, secondo procedure e tempi che sono eguali per tutti e sono stabiliti dal Testo Unico sui funzionari dello Stato. La vicenda, come tutto ci\u00f2 che facciamo alla Farnesina, sar\u00e0 seguita con il massimo rigore e nel pieno rispetto delle procedure\u00bb.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;Europa, la sua crisi, l&#8217;iniziativa dell&#8217;Italia. Sono i temi centrali dell&#8217;intervista a l&#8217;Unit\u00e0 al ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant&#8217;Agata. 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