{"id":24653,"date":"2012-01-12T08:28:05","date_gmt":"2012-01-12T07:28:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/01\/20120112_terzisicurezzadifesa\/"},"modified":"2012-01-12T08:28:05","modified_gmt":"2012-01-12T07:28:05","slug":"20120112_terzisicurezzadifesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2012\/01\/20120112_terzisicurezzadifesa\/","title":{"rendered":"Terzi: \u00abE ora sicurezza e difesa per un\u2019Europa pi\u00f9 unita\u00bb (La Stampa)"},"content":{"rendered":"<p><P>Roma &#8211; Nell&#8217;accelerarsi della crisi, l&#8217;Italia ha l&#8217;esigenza di costruire qualcosa di fondamentale per la stabilit\u00e0 globale: passare da un&#8217;eurozona monetaria e finanziaria a un&#8217;integrazione delle politiche fiscali e di bilancio. La fase successiva, dovr\u00e0 guardare alle politiche di sicurezza e di difesa\u00bb. E&#8217; appena rientrato da Parigi, Giulio Terzi di Sant&#8217;Agata, e racconta gli sviluppi di una crisi dell&#8217;eurozona nel giorno in cui Monti vede la Merkel a Berlino. La percezione dal fronte diplomatico non \u00e8 ovviamente distonica, \u00abAlain Jupp\u00e9 me lo ha detto esplicitamente: ma come avete fatto, in cos\u00ec poco tempo, a riformare il sistema pensionistico? In Francia se ne discute invano da 7, 8 anni&#8230;\u00bb <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Lei dice, ministro, che c&#8217;\u00e8 perfino sorpresa per la reattivit\u00e0 italiana di fronte a una crisi che, sino a un certo punto, avevamo contribuito a determinare&#8230; <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abS\u00ec, c&#8217;\u00e8 rispetto e perfino ammirazione per lo scatto di cui siamo stati capaci\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ma ce la far\u00e0 l&#8217;Italia, a convincere la Merkel a superare le rigidit\u00e0 di bilancio e a favorire la crescita?<\/STRONG> <\/P><br \/>\n<P>\u00abSiamo in una situazione unica, nella lunga storia dell&#8217;Europa. Forse un paragone \u00e8 possibile solo con l&#8217;Atto Unico, con il salto di qualit\u00e0 del passaggio da un&#8217;unione doganale a un mercato comune che contiene in embrione il coordinamento politico. Un passaggio metabolizzato nel tempo, mentre qui l&#8217;Italia torna protagonista, giocando per se stessa e per l&#8217;Europa, in un vortice di tempo strettissimo\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Appunto, non \u00e8 semplice: ci riusciremo? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abL&#8217;Italia \u00e8 protagonista in questo negoziato. In questo momento, in vista dell&#8217;incontro a Roma con Merkel e Sarkozy, il punto \u00e8 la solidariet\u00e0 europea. Io l&#8217;ho avvertita nell&#8217;incontro con Alain Jupp\u00e9, il presidente Monti l&#8217;ha ricevuta dalla Cancelliera Merkel a Berlino. Ora, quella solidariet\u00e0 deve diventare consapevolezza e concretizzarsi nel fiscal compact e con la disponibilit\u00e0 dei fondi che verranno autorizzati dall&#8217;European Stability Mechanism e diventare la risposta che l&#8217;Europa d\u00e0 all&#8217;andamento dei mercati, il cosiddetto \u00abfire wall\u00bb. In altre parole, l&#8217;Europa ha bisogno dell&#8217;Italia, ed \u00e8 essenziale che la risposta dei partner europei sia omogenea, che ci venga incontro nella stessa direzione\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Monti, ricevuti i pubblici elogi da Merkel, ha detto di aspettarsi tassi di interesse pi\u00f9 bassi. Un modo per accennare al tema della crescita. A che punto \u00e8 il negoziato sul nuovo Trattato? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abI lavori a livello tecnico procedono speditamente, e si concluderanno per il Consiglio del 30 gennaio. Non abbiamo particolari problemi per quanto riguarda la regola del pareggio di bilancio, condividiamo in questo l&#8217;impostazione tedesca e la seguiamo, rassicurando i mercati. Il punto per noi pi\u00f9 delicato \u00e8 quello relativo al ritmo di riduzione del debito pubblico. L&#8217;obiettivo di abbattere di 1\/20 all&#8217;anno la parte eccedente il 60 per cento di debito in rapporto al Pil gi\u00e0 esiste, ma se si interpreta la norma in modo solo meccanico e rigido non tarderebbero a prodursi effetti recessivi molto pesanti. Si rischierebbe di morire di risanamento, il che non \u00e8 interesse di nessuno, in Europa. Poi c&#8217;\u00e8 un&#8217;esigenza di equilibrio tra disciplina fiscale e crescita, ed equilibrio tra disciplina fiscale e solidi meccanismi di stabilizzazione. Abbiamo alleati su questo: la Francia, e la Germania che sta assumendo un approccio realistico. La convocazione di un Consiglio europeo a fine gennaio dedicato a crescita ed occupazione conforta le nostre posizioni\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Lei presto sar\u00e0 a Londra. Si tratta di recuperare al negoziato gli inglesi. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abCerto, avremmo preferito un&#8217;intesa a 27, ma abbiamo mantenuto fermo il principio che il nuovo Trattato venga integrato nei Trattati Ue non appena possibile. Vedremo dopo l&#8217;incontro di Monti con Cameron, e il mio con Hague questo 26 gennaio. Con la Francia ho invece potuto constatare un rapporto molto stretto e una condivisione molto forte. Abbiamo l&#8217;appoggio francese, e al di l\u00e0 del negoziato sul fiscal compact abbiamo un comune orientamento di spostare i due terzi dei fondi per la politica di vicinato sul Mediterraneo, ed \u00e8 il nuovo progetto di bilancio dal 2014 al 2020. Con la Francia, siamo tornati partner paritari\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ci tolga una curiosit\u00e0, inizialmente sembrava che lei e Monti avreste affrontato insieme il dossier nuovo Trattato. Cos&#8217;\u00e8 successo poi, Monti segue l&#8217;Europa e lei il resto del mondo? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abE&#8217; il Trattato di Lisbona che per semplificare i negoziati a 27 li affida in prima persona ai capi di Stato o di governo. La Farnesina \u00e8 in prima linea, sul Trattato, e i miei continui contatti con i responsabili della diplomazia francese, inglese, tedesca, danese, sono paralleli a quelli del presidente Monti. E certo, ci sono anche altri dossier. Con Alain Jupp\u00e9 abbiamo affrontato il tema del bilancio della Ue, dell&#8217;allargamento e in particolare della concessione dello status di candidato alla Serbia: anche qui, piena sintonia con i francesi, mentre c&#8217;\u00e8 qualche riserva tedesca. E poi la politica mediterranea e la situazione incandescente in Siria\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ministro, superata la crisi dell&#8217;eurozona, l&#8217;Europa si impegner\u00e0 a trovare ulteriore coesione? L&#8217;Italia continuer\u00e0 a giocare da protagonista, o passata la bufera tutto torner\u00e0 all&#8217;ordinaria, burocratica, amministrazione? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abDopo una maggiore integrazione nelle politiche di bilancio, credo si debba aprire il capitolo della politica di sicurezza e di difesa. La strategia attuale risale al 2008. L&#8217;Italia \u00e8 all&#8217;origine di un&#8217;azione che a dicembre ha portato alla creazione di un centro di pianificazione operativo a Bruxelles, sebbene limitato specificamente alle operazioni per il Corno d&#8217;Africa, e senza con questo duplicare la Nato. E&#8217; un punto di partenza: occorre andare avanti, costruire. L&#8217;Europa ha bisogno di una politica di sicurezza e di difesa comune, in chiave di complementariet\u00e0 con la Nato. Ed \u00e8 un salto di qualit\u00e0 necessario anche per il programma di diplomazia multilaterale dell&#8217;amministrazione Obama. Dobbiamo, noi europei, assumerci sempre maggiori responsabilit\u00e0, dobbiamo avere una politica di difesa comune ed arrivare ad essere, per gli Stati Uniti, partner paritari anche nella sicurezza\u00bb.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Roma &#8211; Nell&#8217;accelerarsi della crisi, l&#8217;Italia ha l&#8217;esigenza di costruire qualcosa di fondamentale per la stabilit\u00e0 globale: passare da un&#8217;eurozona monetaria e finanziaria a un&#8217;integrazione delle politiche fiscali e di bilancio. La fase successiva, dovr\u00e0 guardare alle politiche di sicurezza e di difesa\u00bb. 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