{"id":48501,"date":"2021-07-21T17:56:15","date_gmt":"2021-07-21T15:56:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2021\/07\/myanmar-della-vedova-serve-maggiore-impegno-internazionale-per-transizione-democratica-e-fine-violazione-diritti-umani\/"},"modified":"2021-07-21T17:56:15","modified_gmt":"2021-07-21T15:56:15","slug":"myanmar-della-vedova-serve-maggiore-impegno-internazionale-per-transizione-democratica-e-fine-violazione-diritti-umani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2021\/07\/myanmar-della-vedova-serve-maggiore-impegno-internazionale-per-transizione-democratica-e-fine-violazione-diritti-umani\/","title":{"rendered":"Myanmar: Della Vedova, serve maggiore impegno internazionale per transizione democratica e fine violazione diritti umani"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSeguiamo con grande attenzione gli sviluppi della crisi in Myanmar: siamo profondamente preoccupati per le diffuse e gravi violazioni dei diritti umani che si sono verificate a partire dal colpo di stato militare dello scorso 1 febbraio. L&#8217;impegno della comunit\u00e0 internazionale \u00e8 sufficiente? Probabilmente no. Ma dobbiamo fare di tutto per evitare che il Myanmar diventi l&#8217;ennesima crisi \u2018orfana\u2019\u201d. Lo ha detto il sottosegretario agli Affari Esteri, Benedetto Della Vedova, intervenendo all&#8217;evento \u201cI diritti umani in Myanmar. L&#8217;impegno della comunit\u00e0 internazionale \u00e8 sufficiente?\u201d organizzato dall&#8217;Istituto Cervi.<\/p>\n<p>\u201cLa violenta repressione da parte delle Forze armate nei confronti della popolazione civile, che ha causato diverse centinaia di vittime \u2013 ha sottolineato Della Vedova &#8211; \u00e8 deprecabile e rende necessaria una reazione ancora pi\u00f9 incisiva da parte della Comunit\u00e0 internazionale. Destano profondo allarme, in particolare, le violenze contro manifestanti pacifici, giornalisti, difensori dei diritti umani, nonch\u00e9 le diffuse detenzioni arbitrarie\u201d. \u201cL\u2019Italia \u2013 ha aggiunto Della Vedova &#8211; insieme agli altri paesi dell\u2019Unione europea, si \u00e8 espressa con forza in tutte le sedi internazionali competenti per condannare duramente il colpo di stato e richiedere il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. E in questo quadro, continuiamo in primo luogo a sostenere gli sforzi compiuti dall&#8217;Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite\u201d. Secondo il sottosegretario \u201cl\u2019immediato rilascio delle numerosissime persone arbitrariamente arrestate e detenute, tra le quali, la Consigliera di Stato Aung San Suu Kyi, il Presidente Win Myint e la leadership civile, tutti attori determinanti per un processo di transizione democratica sostenibile ed efficace, \u00e8 assolutamente prioritario\u201d. Cos\u00ec come \u00e8 \u201cfondamentale mantenere una forte pressione internazionale per riavviare la transizione democratica nel Paese e porre fine alle violazioni in atto. Continueremo a impegnarci per una soluzione pacifica della crisi in tutti i contesti pertinenti, approfittando anche della prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite\u201d. Infine, Della Vedova ha sottolineato come \u201cnon possiamo poi dimenticare la questione della comunit\u00e0 Rohingya e la sua disperata situazione umanitaria, con oltre 870.000 rifugiati nei campi di Cox\u2019s Bazar in Bangladesh e nei paesi limitrofi\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cSeguiamo con grande attenzione gli sviluppi della crisi in Myanmar: siamo profondamente preoccupati per le diffuse e gravi violazioni dei diritti umani che si sono verificate a partire dal colpo di stato militare dello scorso 1 febbraio. L&#8217;impegno della comunit\u00e0 internazionale \u00e8 sufficiente? Probabilmente no. 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