{"id":49595,"date":"2020-02-16T15:13:16","date_gmt":"2020-02-16T14:13:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2020\/02\/intervento-del-ministro-di-maio-alla-conferenza-di-monaco-sulla-sicurezza\/"},"modified":"2020-02-16T15:13:16","modified_gmt":"2020-02-16T14:13:16","slug":"intervento-del-ministro-di-maio-alla-conferenza-di-monaco-sulla-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2020\/02\/intervento-del-ministro-di-maio-alla-conferenza-di-monaco-sulla-sicurezza\/","title":{"rendered":"Intervento del Ministro Di Maio alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>CONFERENZA DI MONACO SULLA SICUREZZA<\/strong>\n<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>INTERVENTO DELL&#8217;ON. MINISTRO LUIGI DI MAIO AL PANEL <\/strong>\n<\/p>\n<div>\n<p align=\"center\"><strong>\u201cEUROVISION CONTEST: A EUROPE THAT PROJECTS\u201d<\/strong>\n\t<\/p>\n<\/div>\n<p align=\"center\">\n<p align=\"center\"><i>(Monaco, 16 febbraio 2020)<\/i>\n<\/p>\n<\/p>\n<p><strong>\u00a0<strong>\u00a0<\/strong><\/strong>\n<\/p>\n<p><i>Cari colleghi e amici,<\/i>\n<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>\n<\/p>\n<p><i>Sono molto lieto e onorato di introdurre la discussione oggi, in questa occasione cos\u00ec prestigiosa e davanti ad un pubblico cos\u00ec attento e addentro alle questioni internazionali di sicurezza.<\/i>\n<\/p>\n<p><i>Capisco che gli organizzatori hanno inteso sviluppare il tema dell\u2019Europa oggi sotto due aspetti: <\/i>\n<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <i>quello della <strong>protezione<\/strong>, quindi del desiderio di preservare il nostro modo di vivere e il nostro sistema di valori dalle insidie di un mondo sempre pi\u00f9 complesso; <\/i>\n<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <i>e quello della <strong>proiezione<\/strong>, cui \u00e8 dedicato questo panel, intesa come lo sforzo di modellare il nostro contesto esterno, per renderlo pi\u00f9 facilmente controllabile e &#8211; in ultima analisi &#8211; continuare a fruire delle opportunit\u00e0 minimizzando i rischi. <\/i>\n<\/p>\n<p><i>Protezione e proiezione sono quindi, entrambe, il risultato di una strategia di preservazione \u2013 e possibilmente di crescita \u2013 con <strong>mezzi diversi e tra loro complementari<\/strong>. <\/i>\n<\/p>\n<p><i>Come si legge nel Rapporto di introduzione della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di quest\u2019anno, la discussione sul <strong>ruolo dell\u2019Europa sulla scena globale<\/strong> ha ripreso quota in questi ultimi mesi, anche in coincidenza con l\u2019avvio del nuovo ciclo istituzionale della UE.<\/i>\n<\/p>\n<p><i>\u00a0<i>La Presidente Von der Leyen ha lanciato la definizione di <strong>\u201cCommissione Geopolitica\u201d: <\/strong>la<strong> <\/strong>leggiamo come una presa di consapevolezza che nella realt\u00e0 che viviamo oggi una <strong>strategia meramente difensiva<\/strong> <strong>non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente<\/strong>. Senza rinunciare ai nostri <strong>valori fondativi<\/strong> \u2013 democrazia, stato di diritto, libert\u00e0 fondamentali, fiducia in un sistema di relazioni internazionali basato sulle istituzioni multilaterali e regole condivise \u2013 dobbiamo essere equipaggiati ad interagire con il contesto esterno in maniera pi\u00f9 strategica ed efficace, utilizzando al meglio le leve di cui disponiamo, come Unione e come singoli Stati Membri. Del resto, queste necessit\u00e0 sono gi\u00e0 state individuate da alcuni anni, e sono alla base della Strategia Globale dell\u2019Unione del 2016, che proprio la nostra moderatrice di oggi, Nathalie Tocci, ha contribuito a redigere.<\/i><\/i>\n<\/p>\n<p><i>Stiamo dunque continuando un percorso di cambiamento dei meccanismi e di tentativo di superamento dei fattori, istituzionali e politici, che limitano l\u2019efficacia della nostra azione. <\/i>\n<\/p>\n<p><i>L\u2019obiettivo \u00e8 di giungere ad un\u2019Europa <strong>pi\u00f9 forte, pi\u00f9 determinata<\/strong> nell\u2019influire su quanto accade al suo esterno, <strong>senza d\u2019altra parte perdere l\u2019ispirazione valoriale<\/strong> che \u00e8 nel suo codice genetico, e che la spinge a cercare <strong>modalit\u00e0 collaborative e inclusive<\/strong> nel suo approccio alle questioni internazionali. Questo vale anche come bussola rispetto alla competizione geopolitica globale, in particolare tra <strong>Stati Uniti e Cina<\/strong>. Qui il potenziale della UE va impiegato al servizio di obiettivi strategici, il pi\u00f9 importante dei quali \u00e8 la ricerca di stabilit\u00e0 e sicurezza \u2013 esigenza fortemente sentita dai nostri cittadini \u2013 adoperandoci nei formati multilaterali di cui siamo parte. Allargare il pi\u00f9 possibile gli spazi di collaborazione \u00e8 senz\u2019altro la strada migliore per <strong>contenere a livelli accettabili il livello di confronto tra le grandi potenze globali<\/strong>.<\/i>\n<\/p>\n<p><i>Non possiamo dimenticare che una componente essenziale del patrimonio genetico dell\u2019Unione Europea \u00e8 <strong>la relazione con gli Stati Uniti<\/strong>. La sua fondamentale validit\u00e0 non pu\u00f2 per noi essere messa in discussione. N\u00e9 possiamo mettere in dubbio la nostra azione nel quadro della NATO e delle relazioni transatlantiche in generale. <\/i>\n<\/p>\n<p><i>\u00c8 chiara la necessit\u00e0 di avere un\u2019Europa pi\u00f9 forte. Per questo, dobbiamo operare su tre livelli: <\/i>\n<\/p>\n<ol>\n<li><i>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/i><i>la <strong>capacit\u00e0 di agire<\/strong> strategicamente;<\/i><\/li>\n<li><i>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/i><i>\u00a0la <strong>volont\u00e0 <\/strong>di farlo, ovvero di essere davvero un attore internazionale rilevante, parlando con una sola voce;<\/i><\/li>\n<li><i>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/i><i>un <strong>assetto istituzionale<\/strong> dell\u2019Unione Europea efficace. <\/i><\/li>\n<\/ol>\n<p><i>\u00a0<\/i>\n<\/p>\n<p><i>Questi tre fattori vanno visti in rapporto allo <strong>scenario esterno<\/strong>, quello della <strong>competizione globale<\/strong> come quello delle difficilissime <strong>crisi regionali<\/strong> che ci circondano. <\/i>\n<\/p>\n<p><i>La complessit\u00e0 dell\u2019attuale assetto istituzionale dell\u2019Unione Europea \u00e8 spesso nemica dell\u2019efficacia strategica, direi anche in termini di comunicazione \u2013 che comunque \u00e8 parte rilevante di ogni strategia. La buona notizia \u00e8 che per questa via l\u2019Unione nel suo insieme dispone di <strong>molti e rilevanti strumenti<\/strong>, in misura di gran lunga superiore a quella della sommatoria dei suoi Stati Membri. Basti pensare alle <strong>politiche commerciali<\/strong>: non c\u2019\u00e8 confronto possibile tra come riusciamo a difendere i nostri interessi insieme e come riusciremmo a farlo come singoli Stati Membri. O anche, su un altro versante, al potenziale di trasformazione positiva che hanno le <strong>politiche di allargamento<\/strong>. E questo ci spinge a chiedere di dare segnali concreti ai Paesi della Regione balcanica che vogliono accedere all\u2019Unione, innanzitutto aprendo nei prossimi mesi i <strong>negoziati con Albania e Nord Macedonia. <\/strong><\/i>\n<\/p>\n<p><i>L\u2019estensione degli spazi di libert\u00e0 e democrazia sul continente europeo \u00e8 una conquista che dobbiamo preservare anche ai fini della ricostruzione di relazioni cooperative, fondate sul dialogo e sull\u2019ascolto reciproco, nell\u2019area euro-atlantica. Possiamo avere &#8211; e abbiamo di fatto &#8211; opinioni diverse su come interagire con la <strong>Russia<\/strong>, ma \u00e8 innegabile che Mosca sia un attore fondamentale per la sicurezza internazionale. <\/i>\n<\/p>\n<p><i>La complessit\u00e0 della UE rende ancora pi\u00f9 <strong>difficile la sfida del rapporto con il contesto esterno, nella gestione delle crisi internazionali<\/strong>, che per loro natura richiedono <strong>capacit\u00e0 di azione<\/strong> rapida \u2013 diplomatica e anche militare \u2013 e <strong>unit\u00e0 di intenti<\/strong>.<\/i>\n<\/p>\n<p><i>Non sorprender\u00f2 nessuno se introduco il tema del <strong>Mediterraneo allargato<\/strong>: sappiamo che \u00e8 una realt\u00e0 frammentata, in cui, oltre all\u2019aggravarsi della <strong>crisi libica<\/strong>, all\u2019endemica instabilit\u00e0 in <strong>Siria<\/strong> e ai forti rischi di escalation nel <strong>Golfo<\/strong>, assistiamo ad una crescente proliferazione di <strong>attori non statali<\/strong> (milizie, gruppi terroristici, organizzazioni criminali dedite a traffici di stupefacenti, armi ed esseri umani) che hanno gradualmente sviluppato capacit\u00e0 di radicamento ed espanso il loro raggio d\u2019azione.\u00a0 <\/i>\n<\/p>\n<p><i>La <strong>stabilizzazione duratura e sostenibile della Libia \u00e8 uno dei cardini della stabilit\u00e0, sicurezza e prosperit\u00e0 dell\u2019intera regione<\/strong> del Mediterraneo allargato, ma anche dell\u2019Africa sub-sahariana. Questo obiettivo prioritario rappresenta una costante dell\u2019azione di politica estera e sicurezza nazionale dell\u2019Italia. \u00c8 nostro dovere perseguire la stabilizzazione della Libia <strong>nell\u2019interesse innanzitutto del popolo libico<\/strong>, che merita un futuro di pace, prosperit\u00e0 e benessere dopo nove anni di crisi. Per l\u2019Italia, tale obiettivo non pu\u00f2 prescindere dai principi cardine dell\u2019unit\u00e0, integrit\u00e0 territoriale e sovranit\u00e0 della Libia e dal rifiuto di qualsiasi opzione militare. La <strong>Conferenza di Berlino<\/strong> ha rappresentato una tappa importantissima di un percorso che sappiamo benissimo essere ancora lungo e irto di insidie ed il cui completamento, oltre al ruolo chiave di primo piano degli stessi libici, richieder\u00e0 l\u2019impegno coeso e corale dell\u2019intera Comunit\u00e0 Internazionale. Una coesione d\u2019intenti e di principio tutt\u2019altro che scontata, che \u00e8 stata suggellata prima nelle <strong>Conclusioni di Berlino<\/strong> \u2013 di cui condividiamo ogni singolo punto \u2013 poi nella <strong>risoluzione<\/strong> adottata mercoled\u00ec scorso dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Si tratta ora di <strong>colmare il persistente divario tra retorica diplomatica e comportamenti e fatti sul terreno: <\/strong>ancora oggi, tra violazioni continue del cessate il fuoco e dell\u2019embargo internazionale, in Libia si racconta purtroppo una storia diversa da quella scritta a Berlino e che prelude ad un possibile conflitto di ampia scala, che dobbiamo scongiurare ad ogni costo. <\/i>\n<\/p>\n<p><i>\u00c8 necessario <strong>che l\u2019Europa si mostri presente e coesa<\/strong> per riguadagnare lo spazio politico che le compete: occorre che metta in campo le sue capacit\u00e0 e risorse, anche sul versante della sicurezza, a sostegno del processo politico di stabilizzazione della Libia. L\u2019Italia sta lavorando costantemente anche sulla base della Risoluzione appena approvata dal Consiglio di Sicurezza, per una missione UE che possa garantire <strong>l\u2019attuazione dell\u2019embargo sulle armi. <\/strong>L\u2019Italia auspica che vi possa essere anche un chiaro impegno europeo<strong> <\/strong>per un <strong>monitoraggio efficace del cessate-il-fuoco<\/strong>, non appena sar\u00e0 formalizzato. Auspico che soprattutto sulla questione dell\u2019embargo il Consiglio Affari Esteri di domani possa segnare un progresso rilevante.<\/i>\n<\/p>\n<p><i>Resta poi sempre presente la minaccia terroristica di <strong>Daesh<\/strong> non solo in Siria e Iraq, ma su scala globale, attraverso una rete di organizzazioni affiliate. Per combattere con maggiore efficacia, dobbiamo anche ampliare la nostra sfera di azione (contrasto e prevenzione) <strong>al Sahel<\/strong>: la regione \u00e8 un crocevia di traffici di esseri umani e assistiamo a un rafforzamento dei gruppi terroristici locali e al conseguente aumento di attacchi. In occasione della <strong>riunione ministeriale allargata della Coalizione Anti-Daesh<\/strong> che ospiteremo <strong>a Napoli il 31 marzo<\/strong>, abbiamo deciso di dedicare una sessione ad hoc proprio al Sahel, accanto ai Paesi \u201ccore\u201d in cui opera la Coalizione (Siria e Iraq).<\/i>\n<\/p>\n<p><strong><i>Il Sahel, ma anche il Corno d\u2019Africa, \u00e8 un\u2019altra area di grande interesse per l\u2019azione esterna dell\u2019Unione, nella quale possiamo fare la differenza; <\/i><\/strong><i>ma a condizione di sapere esercitare quella combinazione di coerenza di indirizzo e disponibilit\u00e0 di strumenti \u2013 in altri termini, volont\u00e0, capacit\u00e0 ed efficienza istituzionale europea \u2013 di cui parlavo in apertura.<\/i>\n<\/p>\n<p><i>Quello che intendo sottolineare, in chiusura, \u00e8 che su scala globale l\u2019Unione Europea pu\u00f2 svolgere un ruolo di contenimento dei possibili effetti deleteri della competizione geopolitica, ma \u00e8 nella gestione di crisi come quella libica, siriana e yemenita, cos\u00ec come nella prevenzione di altre potenziali situazioni di instabilit\u00e0 nelle regioni pi\u00f9 prossime <strong>che si gioca la credibilit\u00e0 dell\u2019azione esterna europea, e in ultima analisi la sua legittimit\u00e0<\/strong> agli occhi degli stessi cittadini europei. <\/i>\n<\/p>\n<p><i>Non abbiamo altra scelta che essere tutti all\u2019altezza di questa sfida. <\/i>\n<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00a0 CONFERENZA DI MONACO SULLA SICUREZZA INTERVENTO DELL&#8217;ON. 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