{"id":52246,"date":"2016-11-23T12:54:10","date_gmt":"2016-11-23T11:54:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/11\/australia-calzature-abbigliamento\/"},"modified":"2016-11-23T12:54:10","modified_gmt":"2016-11-23T11:54:10","slug":"australia-calzature-abbigliamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2016\/11\/australia-calzature-abbigliamento\/","title":{"rendered":"Australia &#8211; Calzature, abbigliamento e design: il made in Italy vince in Australia"},"content":{"rendered":"<p>Calzature, pelletteria, abbigliamento, ma anche design e articoli per la casa. Sono questi i beni di consumo made in Italy che hanno una maggiore potenzialit\u00e0 in Australia.<\/p>\n<p>La ricerca di mercato \u2013 commissionata dal Consolato Generale a Melbourne alla Colmar Brunton \u2013 \u00e8 stata presentata al pubblico nel corso della visita in Australia del sottosegretario agli Affari esteri Vincenzo Amendola, durante un evento organizzato dal Console Generale Marco Cerbo presso l\u2019Istituto italiano di cultura di Melbourne.<\/p>\n<p>Gli esiti del sondaggio rivelano che le calzature made in Italy sono il bene di consumo pi\u00f9 interessante per il consumatore australiano: tre quinti degli australiani (59%) prenderebbero in considerazione l&#8217;acquisto italiano di scarpe, due quinti (43%) pagherebbero un prezzo pi\u00f9 elevato rispetto ad altre calzature e tre su dieci (30%) sarebbero disposti a spostarsi dal proprio quartiere per acquistarle.<\/p>\n<p>Seguono nelle preferenze gli articoli di pelletteria, e i capi d&#8217;abbigliamento. Insieme alle calzature, questi sono anche i primi tre prodotti per cui gli australiani pagherebbero di pi\u00f9 della media e il dato vale per tutte le fasce di reddito. Anche elettrodomestici, articoli per la casa e la cucina hanno ottenuto un ottimo riscontro, ma la percezione della qualit\u00e0 non \u00e8 allo stesso livello di calzature, pelletteria e abbigliamento. Infatti, mentre quasi la met\u00e0 degli australiani \u00e8 disposta all\u2019acquisto di prodotti made in Italy, solamente un decimo sarebbe disposto a pagare un prezzo pi\u00f9 elevato. L\u2019arredo di design si posiziona bene nelle preferenze dei consumatori, ma soltanto chi ha un reddito superiore a $78.000 all&#8217;anno (la fascia medio-alta) \u00e8 disposto a effettuare un investimento oneroso per procedere all\u2019acquisto.<\/p>\n<p>Lo stesso vale per gli autoveicoli. In generale, le indicazioni che mergono sono due: il \u201cmade in Italy\u201d conserva un forte ascendente sul consumatore australiano, che si manifesta soprattutto nei settori in cui la qualit\u00e0 della nostra produzione ha una tradizione consolidata, come quello delle calzature. Allo stesso tempo, per\u00f2, il fattore \u201cmade in Italy\u201d non \u00e8 sufficiente per la maggior parte dei beni di consumo a indurre a una spesa maggiore o a ricercare i prodotti in negozi lontani da casa. Ne deriva la necessit\u00e0, per chi voglia esportare in Australia, di prestare forte attenzione al prezzo al dettaglio e di individuare una rete di distribuzione adeguata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Calzature, pelletteria, abbigliamento, ma anche design e articoli per la casa. Sono questi i beni di consumo made in Italy che hanno una maggiore potenzialit\u00e0 in Australia. 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