{"id":53018,"date":"2016-07-06T09:39:46","date_gmt":"2016-07-06T07:39:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/07\/juno-destinazione-raggiunta-la\/"},"modified":"2016-07-06T09:39:46","modified_gmt":"2016-07-06T07:39:46","slug":"juno-destinazione-raggiunta-la","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2016\/07\/juno-destinazione-raggiunta-la\/","title":{"rendered":"JUNO, destinazione raggiunta &#8211; La sonda della NASA a forte partnership italiana \u00e8 entrata con successo nell&#8217;orbita di Giove"},"content":{"rendered":"<p>Dopo un viaggio di quasi cinque anni, iniziato il 5 agosto 2011, e di circa tre miliardi di chilometri, JUNO \u00e8 arrivata a destinazione. Alle 20:53 del 4 luglio 2016 (ora della California), JUpiter Near-polar Orbiter \u00e8 entrata correttamente nell\u2019orbita del pianeta pi\u00f9 grande del Sistema Solare con una delicata manovra che ha richiesto l\u2019accensione del motore principale per 35 minuti, in modo da frenare la sua corsa ed effettuare il JOI (Jupiter Orbit Insertion).\u00a0\u00a0\u00a0 E ora per la sonda della NASA inizia un intenso programma esplorativo, che si basa su una serie di fly-by &#8211; ne sono previsti 37 &#8211; in cui si avviciner\u00e0 a Giove pi\u00f9 di quanto abbia mai fatto in precedenza un qualsiasi altro veicolo spaziale.\u00a0<\/p>\n<p>JUNO quindi scender\u00e0 al di sotto della coltre di nubi del pianeta, s\u00ec immerger\u00e0 nella magnetosfera e nelle sue aurore polari. Con queste manovre la sonda potr\u00e0 misurare l&#8217;abbondanza di acqua nell&#8217;atmosfera, studiare il movimento dei fluidi, mappare i campi gravitazionale e magnetico del pianeta e indagare sulla sua struttura interna.<\/p>\n<p>Di grande rilievo il contributo italiano alla missione, come ha sottolineato Barbara Negri, Responsabile Unit\u00e0 Osservazione dell\u2019Universo dell\u2019ASI: \u201cI due strumenti italiani a bordo del satellite JUNO, realizzati dall\u2019ASI, rappresentano un esempio di eccellenza scientifica e tecnologica. Lo strumento JIRAM (Jovian InfraRed Auroral Mapper) \u00e8 stato progettato per studiare la dinamica e la chimica delle aurore gioviane nel vicino infrarosso. A differenza di altri strumenti di questo tipo che si trovano a bordo di altre missioni planetarie, questo \u00e8 il primo che funziona su di satellite spinnato. E\u2019 anche il primo strumento che usa un sistema di raffreddamento passivo e che si trova ad operare in un ambiente caratterizzato da forti radiazioni\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019esperimento di radioscienza &#8211; ha aggiunto Barbara Negri &#8211; ha il compito di studiare la struttura interna del pianeta e si pone come obiettivo scientifico la mappatura del campo di gravit\u00e0 di Giove. Lo strumento chiave dell\u2019esperimento \u00e8 il transponder in banda Ka (KaT) fornito dall\u2019ASI e realizzato da Thales Alenia Space. Il transponder KaT fornisce un collegamento in banda Ka two-way con la stazione di terra per misure accurate di distanza e velocit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>\u201cJUNO \u00e8 una missione storica che vede ancora una volta NASA e ASI insieme alla ricerca di informazioni fondamentali per spiegare le origini del Sistema Solare &#8211; ha dichiarato il Presidente dell\u2019ASI Roberto Battiston &#8211; Lo studio di Giove \u00e8 anche una grande sfida scientifica e tecnologica a cui l\u2019Italia partecipa con due strumenti all\u2019avanguardia grazie all&#8217;INAF e a industrie come Leonardo Finmeccanica e Thales Alenia Space\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cQuesta missione &#8211; ha concluso Battiston &#8211; dimostra come la comunit\u00e0 scientifica italiana giochi un ruolo di primissima importanza, inoltre la partnership storica con la NASA si \u00e8 dimostrata una cruciale opportunit\u00e0 di crescita sia delle aziende che dei ricercatori italiani. Lavorare fianco a fianco con l\u2019agenzia spaziale numero uno al mondo ha permesso un salto di qualit\u00e0 immenso per il sistema paese, sia per la capacit\u00e0 tecnologica che per il nostro capitale umano\u201d.<\/p>\n<p>&#8220;Finalmente dopo undici anni di lavoro di cui 5 di viaggio attraverso lo spazio siamo finalmente a Giove, la meta tanto attesa! &#8211; ha commentato Alberto Adriani dell\u2019INAF, Principal Investigator dello strumento JIRAM -\u201cE adesso arriva il bello: non vediamo l&#8217;ora di accendere i nostri strumenti e raccogliere i primi dati scientifici, che ci permetteranno di svelare molti aspetti ancora ignoti del pi\u00f9 grande e ostile di tutti i pianeti del nostro Sistema solare!&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Ho assistito con grande emozione ed orgoglio all&#8217;inserimento nell&#8217;orbita di Giove della sonda JUNO dal Jet Propulsion Laboratory della NASA\/CalTech a Pasadena&#8221; &#8211; ha commentato l&#8217;Ambasciatore d&#8217;Italia negli Stati Uniti, Armando Varricchio &#8211; &#8220;Un evento di portata storica che ancora una volta vede l&#8217;Italia grande protagonista grazie alla straordinaria pluridecennale collaborazione tra Italia e Stati Uniti in campo spaziale. Sulle orme di Galileo Galilei, grazie a JUNO la scienza e la tecnologia italiane raggiungono nuove frontiere sinora inesplorate&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dopo un viaggio di quasi cinque anni, iniziato il 5 agosto 2011, e di circa tre miliardi di chilometri, JUNO \u00e8 arrivata a destinazione. 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