{"id":53328,"date":"2016-05-24T11:51:22","date_gmt":"2016-05-24T09:51:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/05\/belgrado-luci-e-storie-del-design\/"},"modified":"2016-05-24T11:51:22","modified_gmt":"2016-05-24T09:51:22","slug":"belgrado-luci-e-storie-del-design","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2016\/05\/belgrado-luci-e-storie-del-design\/","title":{"rendered":"Belgrado &#8211; Luci e storie del Design italiano"},"content":{"rendered":"<p>Il 2016, anno della XXI Triennale di Milano, segna anche i 90 anni dell\u2019attuale sede dell\u2019Ambasciata d\u2019Italia in Serbia. Per l\u2019occasione l\u2019Istituto Italiano di Cultura di Belgrado presenta la mostra <i>Luci e storie del design italiano<\/i> che avr\u00e0 luogo dal 30 maggio al 14 giugno presso la propria sede.<\/p>\n<p>La mostra si articola in due sezioni: da un lato sono presentati i disegni realizzati nel 1926 a seguito di un Concorso indetto per arredare un\u2019ambasciata italiana, vinto dagli architetti e designer Gio Ponti e Tomaso Buzzi, dall\u2019altro sono esposte lampade, prodotte da aziende italiane, che sono entrate a far parte della storia del design e figurano nelle collezioni dei musei di tutto il mondo.<\/p>\n<p>La storia del design italiano \u00e8 strettamente legata alla storia dell\u2019arte, i designer, infatti, hanno una forte formazione artistica, si tratta per la maggior parte di architetti, pittori, personalit\u00e0 versatili il cui interesse si estende secondo lo slogan \u201cdal cucchiaio alla citt\u00e0\u201d, traducendo materia poetica in prodotti industriali.<\/p>\n<p>I visitatori della mostra potranno vedere i disegni del 1926 di Gio Ponti e Tomaso Buzzi, realizzati per il concorso sull\u2019arredo di un\u2019ambasciata italiana. Nello stesso anno, ricordiamo, fu inaugurata l\u2019attuale sede dell\u2019Ambasciata a Belgrado. Il percorso attraverso la storia del design italiano prosegue con la presentazione di una selezione di lampade prodotte da aziende italiane su progetti di designer internazionali, caratterizzate dalla variet\u00e0 dei materiali, dall\u2019eleganza delle forme e dalla funzionalit\u00e0 dell\u2019oggetto, che diventa opera d\u2019arte. Michele De Lucchi, Giancarlo Fassina, Philippe Stark, Ferruccio Laviani, Karim Rashid, Marc Sadler, Rodolfo Dordoni, hanno lavorato per le pi\u00f9 famose aziende di design italiane: Artemide, Diesel, Foscarini, Kartell, Kundalini. Si comincia dall\u2019iconica <i>Tizio<\/i>, esposta al MET e al MoMA di New York, lampada da tavolo disegnata nel 1972 per Artemide da Richard Sapper, vincitore del premio per il design industriale Compasso d\u2019Oro nel 1979, per arrivare a<i> Bokka<\/i> di Karim Rashid per\u00a0 Kundalini, una lampada da tavolo realizzata in vetro soffiato, vera opera d\u2019arte di cui non esistono due copie identiche.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 organizzata dall`Istituto Italiano di Cultura di Belgrado in collaborazione con la ditta Novolux e la Fondazione Sartirana Arte. Rimarr\u00e0\u2019 aperta dal 30 maggio al 14 giugno 2016 presso l\u2019Istituto Italiano di Cultura, in Kneza Milosa 56. L\u2019entrata \u00e8 libera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il 2016, anno della XXI Triennale di Milano, segna anche i 90 anni dell\u2019attuale sede dell\u2019Ambasciata d\u2019Italia in Serbia. 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