{"id":53552,"date":"2016-04-27T17:22:44","date_gmt":"2016-04-27T15:22:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/04\/washington-vint-cerf-ricorda-primo\/"},"modified":"2016-04-27T17:22:44","modified_gmt":"2016-04-27T15:22:44","slug":"washington-vint-cerf-ricorda-primo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2016\/04\/washington-vint-cerf-ricorda-primo\/","title":{"rendered":"Washington &#8211; Vint Cerf ricorda primo collegamento Italia a Internet"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Buon compleanno Italia!&#8221;. C&#8217;e&#8217; anche l&#8217;immagine di una torta decorata con il tricolore e le candeline nella presentazione di Vinton Cerf, detto Vint e noto come il &#8216;padre di Internet&#8217;, tra quei pionieri che il 30 aprile 1986 fece la storia collegando l&#8217;Italia a Internet. &#8220;L&#8217;esplorazione italiana era in corso allo stesso tempo di quella americana&#8221;, racconta Cerf all&#8217;ANSA spiegando cosi&#8217; che quell&#8217;episodio dimostra e conferma come &#8220;queste idee e queste tecnologie succedono quando e&#8217; possibile che accadano&#8221;.<\/p>\n<p>E&#8217; l&#8221;approccio Cerf&#8217;, capace di tracciare il percorso della tecnologia per quello che in sostanza e&#8217;: un elemento dell&#8217;evoluzione dell&#8217;uomo. E ha fatto anche questo nel suo stile brillante e accattivante, festeggiando l&#8217;Italian Internet Day all&#8217;ambasciata italiana a Washington, in una anteprima americana d&#8217;eccezione che precede le celebrazioni in Italia tra venerdi&#8217; e sabato volute dal presidente del Consiglio Matteo Renzi per ricordare il giorno in cui il segnale parti&#8217; dal Centro universitario per il calcolo elettronico del Cnr di Pisa (Cnuce) e arrivo&#8217; alla stazione di Roaring Creek in Pennsylvania.<\/p>\n<p>&#8220;Bob Khan ed io lavoravamo con i colleghi italiani gia&#8217; dal 1980, 1981. E al Cnuce a Pisa erano gia&#8217; attivi dall&#8217;inizio degli anni &#8217;70, allo stesso tempo in cui lo eravamo anche noi, parallelamente&#8221;, spiega ancora Cerf che descrive quel 30 aprile come il giorno dell'&#8221;allineamento&#8221;. Sul futuro poi e&#8217; piu&#8217; ottimista che mai: &#8220;La prossima frontiera e&#8217; l&#8221;Internet delle cose'&#8221;. Ovvero si pensi a tutti o la grandissima parte degli oggetti di uso quotidiano che &#8220;improvvisamente sono pieni di software e possibilita&#8217; di comunicazione&#8221;. Uno spartiacque, secondo Cerf, allo stesso livello della rivoluzione scaturita dalla diffusione dello smartphone nel 2007. Anche in questo caso un &#8216;incontro&#8217; &#8220;di tecnologie che si rafforzano a vicenda&#8221;. Ma il vero &#8216;salto&#8217; per Cerf lo si fa andando nello spazio: &#8220;e nello spazio ci siamo gia&#8217;&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Un uomo rinascimentale, l&#8217;esatto contrario di una lettura riduttiva che uno potrebbe dare della tecnologia e della innovazione&#8221;, nota di Cerf l&#8217;ambasciatore d&#8217;Italia Armando Varricchio parlando con l&#8217;ANSA e proprio su questa traccia ricorda che trent&#8217;anni dopo quel collegamento &#8220;l&#8217;Italia tiene fede alla sua missione, di un grande Paese che e&#8217; sempre stato amato, se riesce ad innovare e guardare al futuro. E&#8217; questa la sfida che noi abbiamo: tenere insieme cio&#8217; che ci rende unici nel mondo, e quindi la passione, la storia, la cultura, con la capacita&#8217; di innovare&#8221;.<\/p>\n<p>Una sfida che riguarda anche la diplomazia &#8220;uno strumento, un arte molti direbbero, antica. Che pero&#8217; deve tenere il passo con i tempi&#8221;, osserva ancora Varricchio che da Washington ha un punto di osservazione particolarmente attento a questi temi, &#8220;come cambia la diplomazia nell&#8217;era digitale? Il flusso di informazione e&#8217; continuo, bisogna raffinare l&#8217;informazione e capirne il significato. E&#8217; altrettanto vero pero&#8217; che Internet come tutte le grandi innovazioni racchiude in se&#8217; una opportunita&#8217; e anche una sfida&#8221;. Sottolinea cosi&#8217; due eventi legati in qualche modo entrambi a Internet: &#8220;Nell&#8217;86 Chernobyl. I bambini che sfilano il primo maggio a Kiev non sanno che cinque giorni prima c&#8217;era stata la grande esplosione al reattore. Sono quelli che porteranno per tutta la vita i segni delle radiazioni. Tutto questo oggi non sarebbe possibile, perche&#8217; grazie all&#8217;informazione quei bambini non sarebbero stati quel giorno sulle strade di Kiev. Ma e&#8217; anche vero che Internet e&#8217; lo strumento piu&#8217; utilizzato da coloro che radicalizzano in rete i nuovi adepti del terrorismo estremista. Quindi si dimostra ancora una volta come al centro di tutto ci sia l&#8217;uomo e quanto sia importante che chi si occupa di queste tematiche sia in grado di valutarne l&#8217;effetto&#8221;.<\/p>\n<p>A Washington per l&#8217;occasione e&#8217; volato anche Riccardo Luna, &#8216;digital champion&#8217; del governo italiano: &#8220;L&#8217;internet day venerdi&#8217; in Italia e&#8217; un grande avvenimento culturale, &#8211; dice all&#8217;ANSA &#8211; il Paese che si rende conto di una cosa fondamentale: siamo stati i quarti al mondo a collegarci a Internet, oggi siamo i quartultimi in Europa. Ti fa capire che in questi trent&#8217;anni non abbiamo corso, anzi ci siamo fermati. Cosi&#8217; la nuova sfida e&#8217; far partire finalmente il bando per la banda ultralarga, una cosa di cui parliamo da dieci anni e la gara parte venerdi&#8217;, cio&#8217; vuol dire che entro il 2020 (RPT 2020) tutti gli italiani hanno internet ultraveloce&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#8220;Buon compleanno Italia!&#8221;. 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