{"id":55527,"date":"2015-07-06T16:08:07","date_gmt":"2015-07-06T14:08:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2015\/07\/dei-turchia-e-seconda-tra-paesi\/"},"modified":"2015-07-06T16:08:07","modified_gmt":"2015-07-06T14:08:07","slug":"dei-turchia-e-seconda-tra-paesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2015\/07\/dei-turchia-e-seconda-tra-paesi\/","title":{"rendered":"Dei \u2013 Turchia: \u00e8 seconda tra Paesi emergenti per investimenti in infrastrutture"},"content":{"rendered":"<p>Con 17 nuovi progetti, la Turchia figura al secondo posto per investimenti in infrastrutture fra i 139 Paesi emergenti. E\u2019 quanto emerge da un rapporto della Banca mondiale, che sottolinea come le Turchia si trovi dietro il Brasile ma davanti a Per\u00f9, Colombia e India. Nel 2014 questi cinque Paesi hanno attratto complessivamente 78 miliardi di dollari, ovvero il 73% del totale degli investimenti affluiti in tutti i Paesi emergenti. Le riforme del 2008 hanno influenzato positivamente gli investimenti energetici in Turchia: sono stati investiti 4,3 miliardi di dollari per le centrali termoelettriche di Kemerk\u00f6y e Yenik\u00f6y; 1,1 miliardi di dollari per la centrale termica di Yata\u011fan e 350 milioni dollari per quella di \u00c7atala\u011fz\u0131. Inoltre, anche i progetti per le infrastrutture del sistema di trasporti turco hanno avuto un ruolo da protagonista, con 1,1 miliardi di dollari per il porto di Salipazari e 2,9 miliardi di dollari per il terzo ponte del Bosforo e per il progetto autostradale della zona del Nord Marmara. I dati del report della Banca mondiale coprono un periodo dal 1990 al 2014 e hanno preso in considerazione pi\u00f9 di 6.000 progetti tra i 139 Paesi emergenti.<\/p>\n<p><strong>Germania: entrata in vigore legge su elettromobilit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; entrata in vigore la nuova legge tedesca in materia di elettromobilit\u00e0. Il provvedimento, della durata prevista di 15 anni, punta ad aumentare la domanda e l&#8217;utilizzo di automobili elettriche attraverso misure quali la creazione di aree di sosta riservate, riduzioni tariffarie per parcheggi con stazioni di rifornimento annesse e permessi di circolazione in zone a traffico limitato. Il Governo federale stima che, grazie al nuovo provvedimento legislativo, potranno essere creati 30.000 nuovi posti di lavoro e arrivare alla quota di 1 milione di veicoli elettrici entro il 2020.<\/p>\n<p>Anche grazie ai finanziamenti messi a disposizione dal Governo, nei prossimi mesi si terranno in vari Laender (Baden-Wuettenberg, Berlino\/Brandenburgo, Bassa-Sassonia, Sassonia e Baviera) attivit\u00e0 promozionali e fieristiche dedicate alla mobilit\u00e0 sostenibile.<\/p>\n<p>In occasione della Conferenza sulla mobilit\u00e0 elettrica nazionale, tenutasi a Berlino nei giorni scorsi, la cancelliera Angela Merkel ha detto che l&#8217;ammontare complessivo degli stanziamenti pubblici non \u00e8 stato ancora definito, ma che in ogni caso &#8220;gli incentivi statali non rappresenteranno uno strumento a tempo indeterminato, per non gravare eccessivamente sul debito pubblico&#8221;.<\/p>\n<p>Nonostante alcune indagini di mercato indichino un persistente scetticismo dei consumatori tedeschi per questi nuovi mezzi di trasporto, soprattutto dati gli alti costi e la ridotta autonomia dei veicoli, nei primi quattro mesi del 2015 le vendite di auto elettriche sono raddoppiate, per quanto si tratti di volumi ridotti. Ad oggi i modelli elettrici prodotti da case automobilistiche tedesche sono 19, per fine anno saliranno a 30.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Con 17 nuovi progetti, la Turchia figura al secondo posto per investimenti in infrastrutture fra i 139 Paesi emergenti. E\u2019 quanto emerge da un rapporto della Banca mondiale, che sottolinea come le Turchia si trovi dietro il Brasile ma davanti a Per\u00f9, Colombia e India. 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