{"id":56647,"date":"2015-01-22T17:36:34","date_gmt":"2015-01-22T16:36:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2015\/01\/dei-sole24ore-israele-aperti-concorsi\/"},"modified":"2015-01-22T17:36:34","modified_gmt":"2015-01-22T16:36:34","slug":"dei-sole24ore-israele-aperti-concorsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2015\/01\/dei-sole24ore-israele-aperti-concorsi\/","title":{"rendered":"Dei\/Sole 24 Ore &#8211; Israele: aperti concorsi per cooperazione tecnologica con Italia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Israele: aperti concorsi per cooperazione tecnologica con Italia<\/strong><\/p>\n<p>Il\u00a0Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano e l\u2019Iserd israeliano hanno aperto la raccolta di progetti proponibili per i finanziamenti previsti dall\u2019 accordo di Cooperazione tecnologica tra Italia e Israele.\u00a0I progetti approvati potranno essere finanziati fino al 50% dei costi documentati di ricerca e sviluppo. Il ventaglio dei settori \u00e8 molto ampio:\u00a0medicina, biotecnologie, salute pubblica e organizzazione ospedaliera,\u00a0agricoltura e scienze dell\u2019alimentazione, applicazioni dell\u2019informatica nella formazione e nella ricerca scientifica, ambiente, trattamento delle acque, nuove fonti di energia alternative al petrolio e sfruttamento delle risorse naturali, innovazioni dei processi produttivi, tecnologie dell\u2019informazione, comunicazioni di dati, software, sicurezza cibernetica,\u00a0spazio e osservazioni della terra e pi\u00f9 in generale qualunque altro settore di reciproco interesse.\u00a0\u00a0I testi completi dei bandi sono disponibili accedendo ai link presenti alla pagina\u00a0<a href=\"https:\/\/owa.esteri.it\/OWA\/redir.aspx?C=GTjgajGSFUizi7B8Nm-4SIY0vksgCdJIUferh3ahqDXRt3_dq5hHEPFqTy1BfwxP8nHm-US-iH8.&#038;URL=https%3a%2f%2fmail.ilsole24ore.com%2fOWA%2fredir.aspx%3fSURL%3dd-j0ThkoM3zq_39pjaLqpkPmOY-xvoz7rStySA9tSIPcBgFhOATSCGgAdAB0AHAAOgAvAC8AZQB4AHQAZQBuAGQAZQByAC4AZQBzAHQAZQByAGkALgBpAHQALwBFAHgAdABlAG4AZABlAHIALwBzAGkAdABvAG4AZQB3AC8AYwBoAGkALQBzAGkAYQBtAG8ALgBhAHMAcAA.%26URL%3dhttp%253a%252f%252fextender.esteri.it%252fExtender%252fsitonew%252fchi-siamo.asp\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/extender.esteri.it\/Extender\/sitonew\/chi-siamo.asp<\/a>\u00a0\u00a0oppure richiedendoli al seguendo recapito email:\u00a0<a href=\"https:\/\/owa.esteri.it\/OWA\/redir.aspx?C=GTjgajGSFUizi7B8Nm-4SIY0vksgCdJIUferh3ahqDXRt3_dq5hHEPFqTy1BfwxP8nHm-US-iH8.&#038;URL=https%3a%2f%2fmail.ilsole24ore.com%2fOWA%2fredir.aspx%3fSURL%3dhx-uRqMgenxpuY3amI0tkaG_MYz-WviAouV5IgNtZC2WDwlXOwTSCG0AYQBpAGwAdABvADoAYQBjAGMAbwByAGQAbwAuAGkAdABhAGwAaQBhAGkAcwByAGEAZQBsAGUAQABlAHMAdABlAHIAaQAuAGkAdAA.%26URL%3dmailto%253aaccordo.italiaisraele%2540esteri.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">accordo.italiaisraele@esteri.it<\/a>. In Italia, il progetto dovr\u00e0 essere inviato entro il 16 Aprile 2015 (ore 22.00 CET), esclusivamente ed obbligatoriamente, pena la esclusione del progetto, tramite PEC,\u00a0 al seguente indirizzo:\u00a0<a href=\"https:\/\/owa.esteri.it\/OWA\/redir.aspx?C=GTjgajGSFUizi7B8Nm-4SIY0vksgCdJIUferh3ahqDXRt3_dq5hHEPFqTy1BfwxP8nHm-US-iH8.&#038;URL=mailto%3aDGAP.08%40cert.esteri.it\">DGAP.08@cert.esteri.it<\/a>. Contestualmente \u00e8 stata avviata la procedura per la raccolta di progetti finanziabili in base alla componente scientifica dell\u2019accordo Italia Israele relativamente ai seguenti settori : tecnologie idriche e di trattamento del suolo, cybesecurity\u00a0 genomica farmaceutica nel contesto della medicina personalizzata. Per quest\u2019ultimo bando la scadenza \u00e8 fissata al 14 aprile. Su questioni scientifiche si possono richiedere informazioni al seguente recapito email:\u00a0<a href=\"https:\/\/owa.esteri.it\/OWA\/redir.aspx?C=GTjgajGSFUizi7B8Nm-4SIY0vksgCdJIUferh3ahqDXRt3_dq5hHEPFqTy1BfwxP8nHm-US-iH8.&#038;URL=mailto%3aaccordots%40esteri.it\">accordots@esteri.it<\/a><\/p>\n<p>(infoMercatiEsteri)<\/p>\n<p><strong>Australia: Coca Cola contro pomodori italiani\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>I pomodori\u00a0 italiani sono finiti nel mirino del colosso Coca Cola in\u00a0 Australia. La commissione anti-dumping ha infatti aperto una\u00a0 procedura\u00a0 contro La Doria e la Feger di Gerardo Ferraioli per\u00a0 verificare se le due societ\u00e0\u00a0 italiane abbiano adottato\u00a0 prezzi inferiori al loro valore normale\u201d. A promuovere la richiesta di indagine e&#8217; stata la societ\u00e0 (Spc Ardmona)\u00a0\u00a0 controllata al 29% dal gruppo Coca Cola. L&#8217;accusa sostiene che gli aiuti all&#8217;agricoltura della\u00a0 Commissione europea consentano agli operatori italiani di\u00a0<br \/>praticare prezzi inferiori a quelli di mercato. Una prima\u00a0 condanna era gia&#8217; arrivata lo scorso anno per 103 dei 105\u00a0 esportatori italiani di pelati con la conseguenza che erano\u00a0<br \/>stati imposti loro dei dazi (fra il 2 e il 9% del prezzo di\u00a0 vendita). La Doria e Feger avevano invece evitato le sanzioni\u00a0 e contano di uscire indenni anche questa volta.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Africa Subsahariana:\u00a0 \u00e8\u00a0 chiave per futuro energetico dell\u2019Europa (Descalzi)<\/strong><\/p>\n<p>Dobbiamo colmare\u00a0 lo sbilanciamento tra Europa e Usa e guardare all&#8217;Africa:\u00a0 questo e&#8217; il mio messaggio e quello che l&#8217;Eni sta facendo&#8221;.\u00a0 L&#8217;ad di Eni, Claudio Descalzi sintetizza cosi&#8217; il suo\u00a0 intervento al convegno organizzato da Aspen sull&#8217;energia del\u00a0 futuro . L&#8217;Europa deve\u00a0 rivolgersi ai\u00a0 Paesi complementari a noi, come il Nord Africa e l&#8217;Africa\u00a0 subsahariana&#8221; trovando un&#8217;alternativa ai corridoi tradizionali. Proprio in questo momento &#8211; conclude Descalzi &#8211; bisogna\u00a0 pensare al domani che vedra&#8217; una richiesta energetica di gas\u00a0 molto importante. E&#8217; questo il momento di preparare il nostro futuro.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><strong>Paesi del Golfo:\u00a0 FMI taglia stime su crescita\u00a0 Pil con calo da da 300 mld\u00a0 USD<\/strong><\/p>\n<p>I\u00a0 principali Paesi esportatori di greggio del Medio Oriente\u00a0 potrebbero registrare perdite da export pari a 300 miliardi\u00a0 di dollari quest&#8217;anno ma ampi cuscinetti di liquidita&#8217;\u00a0 permetteranno a queste nazioni di assorbire gran parte\u00a0 dell&#8217;effetto del crollo dei\u00a0<br \/>prezzi del petrolio. Lo sostiene il Fondo monetario\u00a0 internazionale, che oggi ha tagliato dell&#8217;1,1% le stime di\u00a0 crescita per il 2015 al 3,4% per i sei Paesi membri del\u00a0 Consiglio di cooperazione del golfo Persico: Arabia Saudita,\u00a0 Bahrain, Oman, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti. L&#8217;idea e&#8217;\u00a0 che gli esportatori di petrolio dovrebbero &#8220;trattare\u00a0 prudentemente il declino del prezzo del greggio come\u00a0 ampiamente permanente. Per il Fondo, i\u00a0<br \/>Paesi che verranno maggiormente colpiti dalla contrazione del\u00a0 greggio sono Kuwait, Qatar, Iraq, Oman, Libia, e Arabia\u00a0 Saudita che dovrebbero\u00a0 introdurre\u00a0 cambiamenti per mantenere la sostenibilita&#8217; fiscale.\u00a0\u00a0<br \/>(Il Sole 24 Ore Radiocor)<\/p>\n<p><strong>Turchia:\u00a0 Azimut sigla accordo per jv con\u00a0 Bosphorus<\/strong><\/p>\n<p>Partnership\u00a0 turca per Azimut che acquistera&#8217; il 70% del principale\u00a0 gestore indipendente del Paese. In una nota, Azimut e\u00a0 Bosphorus Capital Prtfoy Yonetimi annunciano di aver\u00a0<br \/>raggiunto un accordo di investimento e patto parasociale per\u00a0 dar vita a una alleanza nel risparmio gestito. Bosphorus, a\u00a0 dicembre 2014, aveva masse in gestione superiori al miliardo\u00a0 di lire turche (390 milioni) di cui quasi il 70% in fondi\u00a0 comuni domiciliati in Turchia e il 30% in gestioni\u00a0 patrimoniali.\u00a0 L&#8217;operazione, da sottoporre alle autorizzazioni delle\u00a0 autorita&#8217; competenti, prevede l&#8217;acquisto tramite Az\u00a0 International Holdings del 70% di Bosphorus per circa 7,4\u00a0 milioni di euro. Al termine\u00a0 dell&#8217;operazione di ingresso in Bosphorus, Azimut avra&#8217; masse\u00a0 consolidate in Turchia per oltre due miliardi di lire turche\u00a0<br \/>(pari a circa 750 milioni di euro): l&#8217;ammontare include i 230\u00a0 milioni di euro investiti in Az Fund Global Sukuk, il piu&#8217;\u00a0 grande fondo Ucits Sharia-compliant che investe in bond\u00a0<br \/>islamici, e in Az Fund Lira Plus, che ha come obiettivo\u00a0 quello di convertire in euro i rendimenti dei tassi di\u00a0 interesse locali. L&#8217;integrazione commerciale tra Azimut\u00a0<br \/>Portfoy, Az Notus e Azimut Bosphorus &#8211; si legge nella nota &#8211;\u00a0 crea il piu&#8217; grande operatore indipendente in Turchia. Con questa operazione la\u00a0 quota di mercato di Azimut in Turchia raggiunge il 2,5%\u00a0 dell&#8217;industria totale, superiore alla quota di mercato\u00a0<br \/>attuale in Italia.<\/p>\n<p>(Il Sole 24 Ore Radiocor)<\/p>\n<p><strong>USA:\u00a0 Discovery acquista Deejay Tv da gruppo Espresso<\/strong><\/p>\n<p>Deejay Tv passa\u00a0 dal Gruppo Espresso a Discovery Italia che fa capo al gruppo USA Discovery Communication. La finalizzazione\u00a0 dell&#8217;operazione e&#8217; prevista entro il mese di gennaio. Il\u00a0 valore e&#8217; stimabile in circa 17 milioni di euro. Il canale\u00a0 continuera&#8217; a essere distribuito sui multiplex di Pesidera. In base\u00a0 all&#8217;accordo, il nuovo editore Discovery Italia produrra&#8217; il\u00a0 canale in partnership con Elemedia (societa&#8217; editrice delle emittenti radiotelevisive di Gruppo Espresso) sempre col brand Deejay TV.<\/p>\n<p>(Il Sole 24 Ore Radiocor)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Israele: aperti concorsi per cooperazione tecnologica con Italia Il\u00a0Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano e l\u2019Iserd israeliano hanno aperto la raccolta di progetti proponibili per i finanziamenti previsti dall\u2019 accordo di Cooperazione tecnologica tra Italia e Israele.\u00a0I progetti approvati potranno essere finanziati fino al 50% dei costi documentati di ricerca e sviluppo. 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