{"id":58579,"date":"2021-06-07T17:44:27","date_gmt":"2021-06-07T15:44:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2021\/06\/italia-e-lussemburgo-per-la-creazione-della-prima-struttura-abitativa-permanente-su-marte\/"},"modified":"2021-06-07T17:44:27","modified_gmt":"2021-06-07T15:44:27","slug":"italia-e-lussemburgo-per-la-creazione-della-prima-struttura-abitativa-permanente-su-marte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/retediplomatica\/2021\/06\/italia-e-lussemburgo-per-la-creazione-della-prima-struttura-abitativa-permanente-su-marte\/","title":{"rendered":"\u201cItalia e Lussemburgo per la creazione della prima struttura abitativa permanente su Marte\u201d"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019evento intitolato\u00a0<i>Space Architecture &#8211; An enabler for the Space Resources industry\u00a0<\/i>\u00e8 stato organizzato in concertazione fra i tre Politecnici italiani e l\u2019Ambasciata d\u2019Italia in Lussemburgo,\u00a0al fine di stimolare una diffusione delle eccellenze italiane presso il tessuto industriale aerospaziale del Lussemburgo, che risulta essere il terminale anche di molte aziende del settore.<\/p>\n<p>Il Politecnico di Bari, il Politecnico di Milano ed il Politecnico di Torino hanno iniziato una collaborazione a fini di ricerca sul tema della Space Architecture e delle tecniche costruttive per la prossima generazione di missioni spaziali ad equipaggio umano. Le implicazioni dello sviluppo di questa ricerca aprono un nuovo capitolo dello sviluppo industriale terrestre e aerospaziale.<\/p>\n<p>All\u2019evento hanno partecipato le Autorit\u00e0 lussemburghesi (in particolare\u00a0<i>ESRIC &#8211; European Space Resources Innovation Centre<\/i>, l\u2019Universit\u00e0 del Lussemburgo, l\u2019Ordine degli Architetti del Lussemburgo) e note agenzie italiane del settore aerospaziale (OHB Italia, Telespazio, TASI, Argotec<i>).\u00a0<\/i>Hanno introdotto i lavori i Rettori del Politecnico di Bari, prof. Francesco Cupertino, del Politecnico di Torino, prof. Guido Saracco, il Direttore del Dipartimento di Ingegneria Aereospaziale del Politecnico di Milano, prof. Giuseppe Sala e il dott. Gerardo Pelosi, giornalista del sole24Ore che ha avviato l&#8217;argomento fornendo un quadro della situazione dell&#8217;esplorazione spaziale alla luce degli ultimi sviluppi.<\/p>\n<p>\u201c<i>Italia e Lussemburgo<\/i>\u201d ha sottolineato l\u2019Ambasciatore d\u2019Italia nel Granducato, Diego Brasioli, \u201c<i>collaborano strettamente nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 di esplorazione spaziale: si tratta degli unici due Paesi UE che hanno aderito al progetto Artemis della NASA che riporter\u00e0 l&#8217;essere umano sulla Luna entro il 2025 con l\u2019obiettivo a lungo termine di stabilire una presenza autosufficiente sul nostro satellite ed esplorare altri corpi celesti. Il webinar odierno intende presentare un\u2019eccellenza italiana e fornire un ulteriore strumento di sostegno alle nostre imprese per portare il Made in Italy nello spazio, in linea con l\u2019azione dell\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Lussemburgo e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Il Prof. Giuseppe Fallacara, relatore del progetto di Tesi di Laurea presso il Politecnico di Bari, ha da parte sua, puntualizzato che \u201c<i>La space architecture \u00e8 un ambito di ricerca intrinsecamente multi e pluridisciplinare, e si inquadra all\u2019interno della Extreme Environment Architecture (ovvero una branca dell\u2019architettura che studia le tecniche e i metodi per consentire la vita umana in luoghi ostili e inabitabili: abissi oceanici, poli terrestri, aree desertiche, ecc.) occupandosi della diadeprogettuale riguardante sia Orbital Architecture che Planetary Architecture. La prima si occupa della vita umana in orbita spaziale mentre la seconda, oggetto specifico della nostra attenzione, si occupa della vita umana su basi stabili planetarie.\u00a0(\u2026)\u00a0La principale tecnica costruttiva ipotizzata per Hive Mars \u00e8 la \u201cadditive manufacturing\u201d effettuata tramite l\u2019opportuna configurazione di rover, autonomi e con controllo da remoto. \u00c8 necessario prendere le mosse da una attenta fase\u00a0di studio e prototipazione in ambiente terrestre (analogo a quello lunare o marziano per pressione e temperatura, gravit\u00e0 &#8230;) utilizzando simulanti di suolo lunare e marziano disponibili in commercio, facendo ricorso a varie tecniche costruttive (additive manufacturing, subtractive manufacturing e formative manufacturing) e validando i test tramite opportune verifiche di tipo strutturale. Gli esiti di tali sperimentazioni rappresenteranno, nel prossimo futuro, un considerevole passo in avanti nella ricerca le cui ricadute terrestri risulteranno molteplici e tra l\u2019altro in linea con le nuove strategie economiche riferite all\u2019industria 4.0 applicata all\u2019architettura, all\u2019ingegneria e in generale a tutto il comparto edilizio del XXI secolo.<\/i>\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019evento intitolato\u00a0Space Architecture &#8211; An enabler for the Space Resources industry\u00a0\u00e8 stato organizzato in concertazione fra i tre Politecnici italiani e l\u2019Ambasciata d\u2019Italia in Lussemburgo,\u00a0al fine di stimolare una diffusione delle eccellenze italiane presso il tessuto industriale aerospaziale del Lussemburgo, che risulta essere il terminale anche di molte aziende del settore. 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