{"id":58878,"date":"2020-12-14T16:08:04","date_gmt":"2020-12-14T15:08:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2020\/12\/copenaghen-l-installazione-di-alberto-garutti\/"},"modified":"2020-12-14T16:08:04","modified_gmt":"2020-12-14T15:08:04","slug":"copenaghen-l-installazione-di-alberto-garutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/retediplomatica\/2020\/12\/copenaghen-l-installazione-di-alberto-garutti\/","title":{"rendered":"Copenaghen: l&#8217;installazione di Alberto Garutti"},"content":{"rendered":"<p>In occasione della giornata del Contemporaneo, lo scorso 7 dicembre l&#8217;opera di Alberto Garutti<i>\u00a0<\/i><i>Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora<\/i>\u00a0\u00e8 stata installata\u00a0nel giardino dell&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen.<\/p>\n<p>L\u2019opera consiste in una lastra di pietra della Majella inserita nel prato, sulla quale \u00e8 incisa la frase che ognuno pu\u00f2 far propria. Installata a partire dal 2004 in varie citt\u00e0, crea ogni volta relazioni e traiettorie invisibili tra i diversi luoghi. Questa rete di opere sparse \u00e8 la metafora di una societ\u00e0 complessa e costruisce una mappa di innumerevoli viaggi, esistenze e relazioni. \u00c8 un lavoro che nella diffusione prende maggiore consistenza, si pone in contrasto con il sistema dell\u2019arte imperante, che valorizza l\u2019opera unica, e volutamente non reca la firma dell\u2019autore.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.esteri.it\/mae\/resource\/img\/2020\/12\/copenaghen_appro.jpg\" width=\"700\" height=\"398\" alt=\"copenaghen appro\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" \/><i><\/i><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><i>Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora\u00a0<\/i>\u00e8 un\u2019installazione site-specific realizzata per l\u2019Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen in collaborazione con l\u2019Associazione per l\u2019Arte Contemporanea Zerynthia. A partire dal 2004, diverse versioni della stessa opera sono state installate presso l\u2019aeroporto di Milano-Malpensa, la stazione di Milano-Cadorna, piazza S.M. Novella a Firenze, il Lac di Lugano, la Serpentine Gallery di Londra e la biennale di Kaunas, creando ogni volta una relazione particolare con il contesto circostante. Il lavoro di Alberto Garutti si concentra infatti sulla creazione di opere permanenti in grado di innescare relazioni e connessioni tra istituzioni, sia pubbliche che private, e il tessuto sociale di ogni luogo. L\u2019intervento si rivolge a tutti coloro che, attraversando gli spazi in cui la lastra \u00e8 collocata, si fermeranno a leggere e a meditare su questo breve testo, divenuto parte integrante della pavimentazione o del suolo. In questo modo, l\u2019opera vuole esplorare la fitta rete di relazioni che ogni persona attiva con la propria esistenza, svelando all\u2019improvviso allo spettatore la complessit\u00e0 del proprio vissuto e sottolineando il valore dell\u2019energia cinetica e potenziale racchiusa nella vita di ciascuno di noi. Ad esempio, l\u2019opera collocata in piazza Santa Maria Novella a Firenze, invita i passanti a custodire la memoria della storia della citt\u00e0, ponendo l\u2019incisione in dialogo con la lapide che nel loggiato della Leopoldina ricorda i detenuti politici deportati nei campi di concentramento nel marzo 1944. Questa costellazione di opere va dunque a costituire una sorta di mappa di infiniti viaggi, infinite esistenze, innumerevoli relazioni, e diviene metafora di una societ\u00e0 complessa, stratificata e ubiqua, come la nostra.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.esteri.it\/mae\/resource\/img\/2020\/12\/qui_copen_affiancate_2.jpg\" width=\"700\" height=\"525\" alt=\"qui copen affiancate 2\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" \/><\/p>\n<div>\u00a0<\/div>\n<p><i>Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora<\/i>\u00a0incarna contemporaneamente un carattere di site-specificity e di ubiquit\u00e0, di scala micro e macro. \u201cLe mie opere sono progettate per essere destinate a un luogo preciso \u2013 afferma l\u2019artista \u2013 e al tempo stesso cercano la massima dispersione. [\u2026] Urbanistica e dettaglio hanno una radice comune, e credo di poter dire che una dimensione scaturisca dall\u2019altra e viceversa; si tratta di due differenti approcci allo spazio, che si scambiano i ruoli durante il progetto dell\u2019opera.\u201d (Stefano Boeri, Alberto Garutti, Hans Ulrich Obrist, in \u201cTre tentativi per un catalogo ragionato dell\u2019opera di Alberto Garutti\u201d, Kaleidoscope Press, Milano 2010) L\u2019opera vive quindi della sua propagazione e per questo non se ne possono conoscere i limiti: \u00e8 un lavoro che nella diffusione prende maggiore consistenza e si pone in contrasto con il sistema dell\u2019arte imperante, che valorizza l\u2019opera unica.<\/p>\n<p>L\u2019installazione site-specific si unisce alla collezione permanente di arte contemporanea italiana dell\u2019Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen, di cui fa gi\u00e0 parte l\u2019opera \u201cAstratti furori\u201d di Felice Levini. Il progetto, finalizzato alla promozione e valorizzazione dell\u2019arte italiana, \u00e8 volto alla creazione di un parco scultoreo nel giardino antistante la sede dell\u2019Istituto, in cui l&#8217;interazione tra l\u2019architettura, la natura, il mutare del tempo e delle stagioni rendano la fruizione delle opere un\u2019esperienza unica, ogni volta diversa.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/DetItalienskeKulturinstitut\/videos\/397736838096784\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.esteri.it\/mae\/resource\/img\/2020\/12\/videocopenaghen.jpg\" alt=\"videocopenaghen\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Alberto Garutti, artista e docente, insegna presso lo IUAV di Venezia. \u00c8 stato dal 1990 al 2013 titolare della Cattedra di Pittura all\u2019Accademia di Brera di Milano. Invitato a grandi manifestazioni internazionali, come la Biennale di Venezia nel 1990, la Biennale di Istanbul del 2001 e la Memory Marathon presso la Serpentine Gallery di Londra nel 2012, \u00e8 spesso chiamato a realizzare opere pubbliche per citt\u00e0 e musei: a Gand in Belgio per il Museo S.M.A.K. in occasione della mostra \u201cOver the Edges\u201d (2000), a Herford per il MARTa Museum (2003), nel 2002 a Kanazawa, in Giappone, in collaborazione con il 21st Century Museum of Contemporary Art, a Mosca nel 2011 per il Moscow Museum of Modern Art nel contesto della mostra \u201cImpossible Community\u201d e a Milano nel quartiere di Porta Nuova su commissione di Hines Italia nel 2012. Protagonista di varie personali in spazi privati, Garutti ha esposto in molte gallerie in Italia e all\u2019estero tra le quali Galleria Paul Maenz a Colonia, Galleria Minini a Brescia, Magazzino d\u2019Arte Moderna a Roma, Studio Guenzani, Galleria Marconi a Milano, Buchmann Galerie a Lugano e Berlino, Galleria Massimo de Carlo a Milano. Numerose le collettive negli spazi pubblici nelle quali Alberto Garutti ha esplorato la relazione tra arte, citt\u00e0 e paesaggio: significativi in questo senso i casi di \u201cArte all\u2019Arte\u201d edizioni 2000 e 2005 e \u201cLuna Park\u201d a Villa Manin, Codroipo (2005) a cura di Francesco Bonami. Nel 2008 partecipa alla mostra \u201cITALICS, Arte italiana fra tradizione e rivoluzione 1968-2008\u201d a Palazzo Grassi a Venezia e in seguito a Chicago, presso il Museum of Contemporary Art. Inizialmente presentata presso la Fondazione Remotti di Camogli, la sua opera Temporali \u00e8 stata installata al MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo a Roma nel 2009, parte del ciclo espositivo \u201cDialoghi con la citt\u00e0\u201d, alla Triennale di Milano (2015) alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino nel 2010, al Vitra Design Museum (2013), a Palazzo Cusani nella mostra \u201cI\u2019ll Be There Forever\u201d (2015) e presso la mostra \u201cIntuition\u201d a Palazzo Fortuny evento collaterale della Biennale di Venezia 2017.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In occasione della giornata del Contemporaneo, lo scorso 7 dicembre l&#8217;opera di Alberto Garutti\u00a0Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora\u00a0\u00e8 stata installata\u00a0nel giardino dell&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen. 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