{"id":59054,"date":"2020-10-09T18:11:27","date_gmt":"2020-10-09T16:11:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2020\/10\/libia-rinasce-il-sacrario-italiano-di-hammangi\/"},"modified":"2020-10-09T18:11:27","modified_gmt":"2020-10-09T16:11:27","slug":"libia-rinasce-il-sacrario-italiano-di-hammangi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/retediplomatica\/2020\/10\/libia-rinasce-il-sacrario-italiano-di-hammangi\/","title":{"rendered":"Libia, rinasce il sacrario italiano di Hammangi"},"content":{"rendered":"<p>Il sacrario italiano di Hammangi, a Tripoli, torna a nuova vita dopo i lavori restauro e ristrutturazione a cura dell&#8217;Ambasciata d&#8217;Italia in Libia, in occasione del cinquantesimo anniversario della cacciata degli italiani parte del colonnello Muammar Gheddafi nel 1970. Dopo le numerose profanazioni e devastazioni degli anni scorsi, su iniziativa del Ministero degli Esteri e su progetto dell&#8217;architetto Renato Proietti, nel 2019 sono iniziati i lavori di recupero e di restauro con un budget di 350 mila euro. Malgrado le difficolt\u00e0 dovute sia alla situazione bellica del Paese che alle vicende legate alla pandemia di Covid19, il complesso monumentale italiano di Hammangi ha ora ritrovato la sua luce originaria, grazie all&#8217;impegno dell&#8217;Ambasciatore d&#8217;Italia a Tripoli, Giuseppe Buccino Grimaldi.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Era un nostro preciso dovere&#8221;, ha commentato lo scorso 7 ottobre l&#8217;Ambasciatore d&#8217;Italia a Tripoli, Giuseppe Buccino, durante l&#8217;inaugurazione nella quale \u00e8 stata celebrata una Santa Messa dal vescovo George Bujeja. &#8220;Mio padre, vice superiore della Congrega dei Bianchi a Napoli, diceva sempre che dopo massimo quattro generazioni i sepolcri vengono abbandonati. Qui sarebbe potuto succedere, a causa dell\u2019espulsione, molto prima. Cos\u00ec non \u00e8 stato grazie alla straordinaria opera della Associazione (Airl Onlus), al Ministero degli Esteri e a coloro che sentono amore e riconoscenza per i connazionali che, in varie posizioni e con fortune diverse, contribuirono tutti ad edificare molto di quel buono che \u00e8 oggi in Libia&#8221;.<\/p>\n<p>Il restauro del sacrario del cimitero monumentale di Tripoli \u00e8 stato reso possibile anche grazie all&#8217;impegno personale del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio. &#8220;Oltre a essere un dovere delle istituzioni, la memoria \u00e8 parte fondante di ogni societ\u00e0 e ha bisogno di essere coltivata con azioni concrete. Per questo vorrei ringraziare l\u2019Associazione italiani rimpatriati dalla Libia (Airl) che da tanti anni rappresenta, con passione e intelligenza, gli italiani espulsi dalla Libia e ha favorito numerose iniziative per la memoria e per rivitalizzare il rapporto tra il popolo italiani e quello libico&#8221;, aveva detto il titolare della Farnesina lo scorso 21 luglio, in occasione dell&#8217;evento\u00a0<i>1970-2020: Gli Italiani di Libia e il futuro del Paese<\/i>, organizzato dalla Fondazione del Corriere della Sera, con la collaborazione di Airl Onlus e dell&#8217;European Council on Foreign Relations (Ecfr). All&#8217;insegna della memoria tra le varie iniziative il capo della diplomazia italiana aveva citato proprio i lavori per il restauro del\u00a0cimitero, la cui seconda fase \u00e8 stata attuata in condizioni di sicurezza molto difficili. &#8220;Questa circostanza evidenzia l&#8217;intreccio tra l&#8217;esperienza umana degli italiani in Libia e la crisi che la Libia sta attraversando&#8221;, aveva detto ancora Di Maio.<\/p>\n<p>Giovanna Ortu, presidente dell&#8217;Associazione italiani rimpatriati dalla Libia, ha ripercorso\u00a0per &#8220;Agenzia Nova&#8221;\u00a0la travagliata storia del sacrario italiano. &#8220;I danneggiamenti al cimitero nascono dall&#8217;incuria, colpa di diversi governi italiani che si sono succeduti senza alcuna volont\u00e0 di seguire una vicenda che tocca uno dei nostri aspetti pi\u00f9 intimi: quello della cura dei propri morti&#8221;. Nel cimitero italiano riposavano originariamente 15 mila salme su un&#8217;area di 12 ettari e all&#8217;interno vi era un sacrario dove erano sepolte le salme dei caduti della Seconda guerra mondiale, portate a Tripoli grazie ai buoni rapporti che l&#8217;Italia vantava con re Idris. Dopo il golpe di Gheddafi nel 1970, migliaia di salme (compresa quella di Italo Balbo) furono rimpatriate per evitare una profanazione a causa del regime dittatoriale. Nel corso degli anni, il cimitero \u00e8 rimasto senza guardiani e senza personale, al contrario dell&#8217;attiguo cimitero militare inglese perfettamente manutenuto. &#8220;Gi\u00e0 nel 2004 ho denunciato il tremendo degrado in cui versava il sacrario italiano di Hammangi, con i cani che banchettavano tra le tombe, e ho lanciato un appello affinch\u00e9 venisse restaurato&#8221;, ha aggiunto Ortu. Dieci ettari di terreno sono stati restituiti negli anni alla municipalit\u00e0 di Tripoli e un\u00a0primo restauro \u00e8 stato completato nel 2009. Dopo la rivoluzione del 2011, tuttavia, il cimitero \u00e8 stato preso\u00a0d&#8217;assalto da vandali e profanatori. &#8220;Cercavano qualsiasi cosa di valore: hanno portato via perfino il rame, hanno preso a picconate i mosaici, non credo per odio o razzismo ma semplicemente per le circostanze in cui si \u00e8 trovato il Paese. Abbiamo fatto altri restauri con il contributo dalla Fondazione Intesa Sanpaolo, fino a quando qualche anno fa sono stati stanziati 350 mila euro&#8221;, ha detto ancora Ortu.<\/p>\n<p>Il 31 maggio scorso, un razzo \u00e8 caduto sul cimitero britannico di Tripoli, attiguo a quello italiano, causando\u00a0un numero ancora imprecisato di vittime. Il proiettile ha sfiorato il sacrario dove erano in corso i lavori. &#8220;Se i nostri morti oggi possono riposare in pace \u00e8 merito soprattutto del nostro Ambasciatore Buccino, che con sprezzo del pericolo e mentre a Tripoli c&#8217;erano condizioni difficilissime \u00e8 riuscito comunque a portare a compimento, per il 7 ottobre, questo restauro&#8221;, ha detto ancora Ortu.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Fonte Agenzia Nova<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il sacrario italiano di Hammangi, a Tripoli, torna a nuova vita dopo i lavori restauro e ristrutturazione a cura dell&#8217;Ambasciata d&#8217;Italia in Libia, in occasione del cinquantesimo anniversario della cacciata degli italiani parte del colonnello Muammar Gheddafi nel 1970. 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