{"id":59096,"date":"2020-09-22T09:11:06","date_gmt":"2020-09-22T07:11:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2020\/09\/passi-affrettati-in-svedese-dacia-maraini-a-stoccolma\/"},"modified":"2020-09-22T09:11:06","modified_gmt":"2020-09-22T07:11:06","slug":"passi-affrettati-in-svedese-dacia-maraini-a-stoccolma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/retediplomatica\/2020\/09\/passi-affrettati-in-svedese-dacia-maraini-a-stoccolma\/","title":{"rendered":"&#8216;Passi affrettati&#8217; in svedese, Dacia Maraini a Stoccolma"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>La scrittrice Dacia Maraini\u00a0\u00e8 a\u00a0Stoccolma in occasione della pubblicazione in Svezia \u2013 a cura dell\u2019Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma &#8211; \u00a0di un suo testo teatrale, \u2018Passi affrettati\u2019 (\u2018Raska steg\u2019, in lingua svedese), scritto nel 2007 e in cui racconta storie di \u00a0donne vittime di violenza nel mondo.<\/p>\n<p>Il testo di Maraini \u00e8 un lavoro che nasce dall\u2019elaborazione di una\u00a0<strong>serie di testimonianze<\/strong>\u00a0raccolte in tutto il mondo: dalla Cina alla Giordania, dalla Nigeria alla California fino all\u2019Europa. Sette storie di donne appartenenti a culture e religioni differenti, tutte accomunate dalla stessa esperienza della violenza subita fra le mura domestiche. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.esteri.it\/mae\/resource\/img\/2020\/09\/copertina_raska_steg.jpg\" alt=\"copertina raska steg\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" \/><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u201c<em>Una testimonianza, una denuncia, ma anche un atto di simpatia e di attenzione verso tutte quelle donne che sono ancora prigioniere di un matrimonio non voluto, di una famiglia violenta, di uno sfruttatore, di una tradizione e di una discriminazione storica difficile da superare<\/em>\u201d, afferma l\u2019autrice Dacia Maraini.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>L\u2019idea di tradurre questo testo teatrale in svedese \u00e8 nata a seguito dell\u2019epidemia da Covid-19 che ha costretto molti paesi al lockdown facendo registrare un aumento esponenziale dei casi di violenza femminile in casa in tutto il mondo. \u201c<em>Sembra un paradosso \u2013 prosegue Maraini &#8211; ma in tutti i paesi, sia i pi\u00f9 aperti che i pi\u00f9 conservatori, il modello di violenza femminile \u00e8 molto simile e deriva dalla paura dell&#8217;uomo di perdere il possesso che ritiene di avere sulla donna e che crede il destino gli abbia assegnato. Questo senso di possesso \u00e8 qualcosa che per natura \u00e8 sempre esistito, ma che \u00e8 stato codificato dalle societ\u00e0 patriarcali nel corso dei secoli<\/em>\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>Tre gli eventi che vedranno Dacia Maraini protagonista nella capitale svedese per presentare \u2018Raska steg\u2019. Si comincia oggi, 22 settembre; nel pomeriggio (alle 18), nella sede\u00a0dell&#8217;IIC, \u00a0la scrittrice terr\u00e0 una conversazione con la regista e drammaturga Suzanne Osten. Evento realizzato in collaborazione con l\u2019Ambasciata di Svezia in Italia.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>Il secondo evento, dal titolo \u201c<strong>Literature and archives \u2013 When real life feeds the written stories.\u00a0The journey of Dacia Maraini through the archives as a literary source<\/strong>\u201d , si terr\u00e0 domani,\u00a023 settembre\u00a0\u00a0(Stadsarkivet Liljeholmskajen, ore 17.30); qui l\u2019autrice far\u00e0 una riflessione sulla relazione tra letteratura e archivi in un dialogo con\u00a0<strong>Lennart Ploom<\/strong>, archivista e direttore di\u00a0<strong>Stockholms Stadsarkiv<\/strong>\u00a0(archivio civico di Stoccolma). L\u2019evento \u00e8 realizzato in collaborazione con\u00a0<strong>Stockholms Stadsarkiv<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>\u200bInfine, gioved\u00ec 24 settembre, \u00e8 in programma la proiezione del film \u2018Paura e amore\u2019 del 1988 di Margherete von Trotta (Filmhuset, ore 18). E sul film e sul suo rapporto col cinema, Dacia Maraini sar\u00e0 intervistata. L\u2019evento \u00e8 realizzato in collaborazione con\u00a0<strong>Svenska Filminstitutet.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>La versione svedese dell\u2019opera di Maraini \u2013 nata a Fiesole nel 1936 &#8211; \u00e8 stata tradotta da\u00a0<strong>Ida Andersen<\/strong>; la prefazione \u00e8 della giornalista\u00a0<strong>Kristina Kappelin<\/strong>\u00a0mentre la\u00a0<strong>postfazione<\/strong>\u00a0\u00e8 di\u00a0<strong>Emma Dante<\/strong>, regista teatrale e drammaturga italiana.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.esteri.it\/mae\/resource\/img\/2020\/09\/dacia_maraini_in_istituto_a_stoccolma_primavera_2019.jpg\" alt=\"dacia maraini in istituto a stoccolma primavera 2019\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" \/><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La scrittrice Dacia Maraini\u00a0\u00e8 a\u00a0Stoccolma in occasione della pubblicazione in Svezia \u2013 a cura dell\u2019Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma &#8211; \u00a0di un suo testo teatrale, \u2018Passi affrettati\u2019 (\u2018Raska steg\u2019, in lingua svedese), scritto nel 2007 e in cui racconta storie di \u00a0donne vittime di violenza nel mondo. 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