{"id":60564,"date":"2018-11-07T15:23:37","date_gmt":"2018-11-07T14:23:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2018\/11\/mostra-a-rabat-su-lavoro-archeologi-italiani-in-marocco\/"},"modified":"2018-11-07T15:23:37","modified_gmt":"2018-11-07T14:23:37","slug":"mostra-a-rabat-su-lavoro-archeologi-italiani-in-marocco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/retediplomatica\/2018\/11\/mostra-a-rabat-su-lavoro-archeologi-italiani-in-marocco\/","title":{"rendered":"Mostra a Rabat su lavoro archeologi italiani in Marocco"},"content":{"rendered":"<p>Una mostra multimediale sugli ultimi vent&#8217;anni di ricerche archeologiche che l&#8217;universita&#8217;\u00a0di Siena\u00a0ha condotto in Marocco,\u00a0che spiega\u00a0le metodologie utilizzate, le attivita&#8217; di formazione e i laboratori, gli studi per la preservazione e la valorizzazione del patrimonio archeologico locale, \u00e8 stata inaugura a Rabat. L&#8217;esposizione, &#8216;MedIT 98-18&#8242;, ospitata presso la Galleria Bab Rouah, organizzata dall&#8217;Ambasciata d&#8217;Italia in Marocco in collaborazione con l&#8217;Istituto di Cultura e le istituzioni locali, mette in risalto il grande lavoro svolto, grazie all&#8217;Italia, nei principali siti archeologici\u00a0che ha contribuito\u00a0alla ricostruzione della storia del Marocco. Il primo sito studiato e&#8217; stato quello di Thamusida presso il quale sono state sperimentate tecniche di documentazione, diagnostica e rilievo,\u00a0 indagini geofisiche\u00a0 fino alle ricostruzioni tridimensionali delle strutture studiate. Thamusida e&#8217; un villaggio sorto in eta&#8217; maura, diventato prima un insediamento militare romano nel I secolo d.C., poi occupato fino all&#8217;eta&#8217; islamica.\u00a0Poi sono state\u00a0svolte ricerche a Lixus, una citta&#8217;\u00a0del nord del Marocco che gia&#8217; nel primo millennio a.C. era stata occupata da coloni venuti dall&#8217;Oriente, poi abitata senza soluzione di continuita&#8217; fino all&#8217;epoca islamica.\u00a0 Attualmente e&#8217; in corso il &#8221;Progetto di preservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico del Marocco&#8221;,\u00a0 che si avvale di un finanziamento di due milioni di euro\u00a0 in tre anni, nell&#8217;ambito degli accordi di riconversione del debito marocchino verso l&#8217;Italia siglati nel 2013.\u00a0Il progetto ha permesso di stipulare una convenzione di partenariato scientifico, tecnico e culturale tra la Direzione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura marocchino\u00a0e l&#8217;Universita&#8217; di Siena. Grazie a questa collaborazione sono stati restaurati e\u00a0 valorizzazione di alcuni importanti monumenti e siti\u00a0come la Medersa di Chellah, il palazzo del governatore\u00a0 a Volubilis ed il sito di eta&#8217; maura e romana di Zilil nel nord del Marocco. Per\u00a0\u00a0quest&#8217;ultimo progetto\u00a0sono state utilizzate tecnologie\u00a0all&#8217;avanguardia come\u00a0la realizzazione della fotogrammetria tridimensionale da drone, le ricostruzioni 3D e le indagini geofisiche su tutta l&#8217;estensione del sito con l&#8217;individuazione dei limiti dell&#8217;antica citta&#8217; romana in vista degli scavi previsti per il 2019. Nell&#8217;inaugurare la mostra, che rester\u00e0 aperta fino al 28 novembre, l&#8217;Ambasciatore d&#8217;Italia in Marocco, Barbara Bregato,\u00a0 ha ricordato come &#8221;l&#8217;intenso programma di formazione a beneficio di archeologi, restauratori, direttori di musei, curatori e sovrintendenti marocchini, svolto da parte italiana, abbia permesso la conservazione, la valorizzazione e l&#8217;allestimento di percorsi turistici e un centro di interpretazione in quattro importanti siti archeologi presenti sul territorio marocchino: Volubilis, presso Meknes, Chellah, nella citta&#8217; di Rabat, Lixus, nei pressi di Larache e Zilil, nella regione di Tangeri-Asilah, nonche&#8217; l&#8217;allestimento a Volubilis di un modernissimo laboratorio di restauro archeologico, il primo in Marocco, dotato di macchinari italiani all&#8217;avanguardia&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una mostra multimediale sugli ultimi vent&#8217;anni di ricerche archeologiche che l&#8217;universita&#8217;\u00a0di Siena\u00a0ha condotto in Marocco,\u00a0che spiega\u00a0le metodologie utilizzate, le attivita&#8217; di formazione e i laboratori, gli studi per la preservazione e la valorizzazione del patrimonio archeologico locale, \u00e8 stata inaugura a Rabat. 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