{"id":61499,"date":"2020-11-25T11:55:26","date_gmt":"2020-11-25T10:55:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2020\/11\/messaggio-del-ministro-di-maio-in-apertura-alla-vi-edizione-dei-rome-med-dialogues\/"},"modified":"2020-11-25T11:55:26","modified_gmt":"2020-11-25T10:55:26","slug":"messaggio-del-ministro-di-maio-in-apertura-alla-vi-edizione-dei-rome-med-dialogues","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2020\/11\/messaggio-del-ministro-di-maio-in-apertura-alla-vi-edizione-dei-rome-med-dialogues\/","title":{"rendered":"Messaggio del Ministro Di Maio in apertura alla VI edizione dei Rome MED Dialogues"},"content":{"rendered":"<p>Benvenuti ai <strong>sesti Dialoghi Mediterranei di Roma<\/strong>, promossi dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall\u2019Istituto per gli Studi di Politica Internazionale. Ringrazio<strong> l\u2019Ambasciatore Massolo<\/strong> e il Dott. Magri, e con loro tutta la squadra di ISPI che, assieme al MAECI, ha curato in circostanze che non ci saremmo aspettati questa edizione di MED, in un formato tutto virtuale.<\/p>\n<p>In soli cinque anni Roma \u00e8 tornata al centro della riflessione sui temi del Mediterraneo e i MED Dialogues sono divenuti il <strong>principale foro di dialogo internazionale sul Mediterraneo<\/strong>. Un risultato che ci incoraggia e ci sprona a migliorare anno dopo anno. \u00a0<\/p>\n<p>Per agevolare il dibattito, abbiamo confermato la suddivisione dei Dialoghi in <strong>quattro pilastri <\/strong>tematici: <strong>prosperit\u00e0 condivisa, migrazioni, sicurezza condivisa, cultura e societ\u00e0 civile. <\/strong>In ciascuno di questi ambiti, tutti decisivi per il futuro della regione, a questioni da tempo insolute e storici fattori di criticit\u00e0 si sono improvvisamente sovrapposte, aggravandoli, le urgenti ripercussioni dirette e indirette del contagio.\u00a0<\/p>\n<p>Ne emerge un quadro di preoccupante <strong>fragilit\u00e0 per gli equilibri politici, economici e sociali dell\u2019intera area del Mediterraneo allargato<\/strong>. Lo scenario regionale, da sempre complesso, esprime oggi un <strong>elevato tasso di polarizzazione<\/strong>. <strong><\/strong><\/p>\n<p>Essa \u00e8 il prodotto dell\u2019<strong>interazione tra crisi di lungo periodo<\/strong>, alimentate anche dalla <strong>cronica frammentazione interna<\/strong>, e l\u2019<strong>evoluzione nella competizione geopolitica e ideologica<\/strong>, che a dicotomie pi\u00f9 tradizionali unisce rinnovate <strong>spinte concorrenziali per la sovranit\u00e0 su porzioni di mare e sulle loro risorse<\/strong>, specie quelle energetiche. Di questa eterogenea miscela di instabilit\u00e0 sono visibili tracce evidenti in ciascuno degli attuali scenari di crisi con cui ci confrontiamo nella regione.<strong><\/strong><\/p>\n<p>Prendiamo il caso della <strong>Libia<\/strong>. Rimane essenziale conseguire l\u2019obiettivo di <strong>assicurare l\u2019unit\u00e0, l\u2019integrit\u00e0 e la sovranit\u00e0 del Paese<\/strong>, attraverso una soluzione politica complessiva dell\u2019attuale impasse e a beneficio di tutta la popolazione libica. Dopo mesi di un conflitto che ha portato ai limiti la capacit\u00e0 di sopportazione della popolazione civile, aggravato le condizioni economiche del Paese e messo a rischio l\u2019integrit\u00e0 nazionale, i libici hanno scelto di porre fine alle ostilit\u00e0, concludendo il 23 ottobre scorso un accordo di cessate il fuoco complessivo e permanente, nel solco del <strong>Processo di Berlino<\/strong> e a <strong>guida ONU<\/strong>.<\/p>\n<p>In questa prospettiva incoraggiante, l\u2019Italia ha accolto con soddisfazione gli esiti della riunione a Tunisi del Foro di Dialogo Politico Libico (LPDF). Sono state assunte decisioni importanti. Ora abbiamo una <strong>road-map verso una soluzione complessiva della crisi<\/strong>, con la creazione di una nuova autorit\u00e0 esecutiva, rappresentativa di tutte le regioni della Libia, e un traguardo fissato al 24 dicembre 2021 in libere elezioni parlamentari e presidenziali nel Paese. Si tratta di sviluppi indubbiamente positivi, ed \u00e8 importante che siano affiancati e sostenuti da <strong>analoghi avanzamenti nel campo della sicurezza<\/strong>.<\/p>\n<p>Alla Comunit\u00e0 internazionale tutta resta l\u2019obbligo di rispettare e <strong>proteggere da interferenze straniere e interne<\/strong> lo spazio di dialogo che i libici, anche grazie all\u2019iniziativa di UNSMIL, sono riusciti a crearsi in questo cruciale passaggio. Ma \u00e8 chiaro che per l\u2019Italia <strong>la stabilizzazione della Libia e il ripristino dello stato di diritto su tutto il suo territorio<\/strong> riveste un\u2019importanza assoluta e prioritaria.<\/p>\n<p>Al riguardo, crescente rilevanza assume il tema della <strong>proiezione<\/strong> <strong>turca nel Mediterraneo orientale<\/strong>, con riflessi non solo sugli assetti politici in Libia, ma anche a Cipro, in Iraq, Siria e, pi\u00f9 in generale, sulla cooperazione energetica regionale. L\u2019Italia e l\u2019UE hanno invitato Ankara ad <strong>astenersi da azioni unilaterali<\/strong>, sottolineando la necessit\u00e0 di portare avanti un confronto trasparente e costruttivo nei tempi stabiliti dal Consiglio Europeo. Se ne condivide il valore e l\u2019interesse, anche la Turchia deve contribuire concretamente a mantenere un contesto stabile, prevedibile e sicuro nell\u2019area. Questo \u00e8 il presupposto minimo per tenere in piedi una <strong>cooperazione reciprocamente vantaggiosa<\/strong>.<\/p>\n<p>Quanto al processo di normalizzazione dei rapporti tra Israele e mondo arabo, avviato con gli <strong>Accordi di Abramo<\/strong>, lo riteniamo un contributo positivo non soltanto alla stabilit\u00e0 e alla pace in Medio Oriente, ma anche al suo sviluppo e alla sua prosperit\u00e0. Testimonia <strong>la forza della diplomazia anche in processi di straordinaria complessit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Deve per\u00f2 rimanere ben chiaro che per assicurare una pace duratura all\u2019intera regione rimane fondamentale la <strong>ripresa del processo di pace israelo-palestinese attraverso negoziati diretti tra le parti<\/strong>, volti a raggiungere una soluzione a due Stati giusta, sostenibile, praticabile e in linea con il diritto internazionale.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 pronta a spendersi in prima persona, come dimostrano le mie recenti visite proprio <strong>in Israele e in Palestina, e negli Emirati Arabi Uniti<\/strong>. Conto <strong>nei prossimi mesi <\/strong>di compiere ulteriori missioni.<\/p>\n<p>Nel <strong>Golfo<\/strong> ci troviamo di fronte a un contesto complesso, eterogeneo e volatile sia nei rapporti internazionali tra Paesi dell\u2019area sia al loro interno. Penso all\u2019<strong>Iraq,<\/strong> un Paese strategico per l\u2019equilibrio della regione. L\u2019Italia e l\u2019UE rimangono impegnate nel rafforzamento delle sue istituzioni, nonostante i rischi e le difficolt\u00e0 legati alla sicurezza interna e alla fragilit\u00e0 del quadro economico nazionale.<\/p>\n<p>In <strong>Siria <\/strong>l&#8217;Italia continua a sostenere il processo politico guidato dalle Nazioni Unite a Ginevra e ne sostiene gli sforzi affinch\u00e9 si registrino progressi nei lavori del <strong>Comitato costituzionale<\/strong> e in tutte le altre questioni menzionate dal Consiglio di Sicurezza. Mi riferisco in particolare al <strong>rilascio dei detenuti<\/strong>.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi lo <strong>Yemen <\/strong>dove si fa giorno dopo giorno sempre pi\u00f9 urgente la necessit\u00e0 di superare l\u2019attuale stallo e progredire verso una composizione politica del conflitto in questo martoriato Paese di <strong>straordinaria importanza geopolitica<\/strong>.<\/p>\n<p>Solo una manciata di chilometri dello stretto di Bab el-Mandeb lo separano dal Corno d\u2019Africa, purtroppo tornato a destabilizzarsi con <strong>la crisi nel Tigray<\/strong>, e dalle propaggini meridionali di quella <strong>fascia saheliana<\/strong> che l\u2019Italia considera un\u2019<strong>area di prossimit\u00e0 <\/strong>euro-mediterranea, <strong>essenziale per la sua stabilit\u00e0 e prosperit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Sul <strong>fronte iraniano<\/strong>, infine, uno dei nodi principali rimane l\u2019attuazione dell\u2019<strong>Accordo sul nucleare<\/strong>, che sconta numerose difficolt\u00e0 dopo il <strong>ritiro americano<\/strong> dall\u2019intesa e la progressiva disapplicazione da parte di Teheran dei suoi obblighi. Siamo consapevoli della fragilit\u00e0 dell\u2019accordo, ma anche del suo valore ai fini della stabilit\u00e0 regionale e della non proliferazione. Riteniamo quindi importante, assieme ai partner europei, tornare alla sua piena applicazione, facendo <strong>appello anche al senso di responsabilit\u00e0 dell\u2019Iran<\/strong>, in attesa che siano chiariti gli <strong>orientamenti della nuova amministrazione americana<\/strong>.<\/p>\n<p>A tal riguardo, in Europa e nel mondo, molti si chiedono se e come cambier\u00e0 la politica estera di Washington nei prossimi anni. Ritengo che non possiamo, e non dobbiamo, aspettarci un ritorno al passato. <strong>\u00c8 molto probabilmente finita l\u2019epoca in cui era possibile <\/strong>speculare sull\u2019interventismo salvifico statunitense e confidare in una sorta di delega permanente agli USA anche <strong>per la risoluzione di tutte le questioni che riguardano Mediterraneo e Medio Oriente<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Questo non significa affatto che bisogna lasciar spazio ad altre potenze esterne<\/strong>. Possiamo invece provare a percorrere la <strong>strada della cooperazione<\/strong>, ma servono impegno e strumenti di <i>governance<\/i> adeguati.<\/p>\n<p>Ritengo che proprio la pandemia ci abbia ricordato in modo inequivocabile il <strong>valore di un approccio cooperativo<\/strong> per fronteggiarne le conseguenze dirette e indirette. Da un punto di vista generale, il quadro con cui oggi l\u2019intero Mediterraneo allargato deve fare i conti a causa del COVID-19 converge verso manifestazioni, seppur variabili, di <strong>crescente vulnerabilit\u00e0 sociale ed economica<\/strong>.<\/p>\n<p>Le stime del Fondo Monetario Internazionale per l\u2019area MENA sono eloquenti: si prevede infatti che <strong>l\u2019economia della regione si contrarr\u00e0 del 5,7% quest\u2019anno<\/strong>, a causa del <strong>\u201cdoppio shock\u201d della pandemia e del calo dei prezzi del petrolio<\/strong>, mentre nei Paesi interessati da conflitti il PIL potrebbe subire riduzioni fino al 13%.<\/p>\n<p>Ad aumentare nei Paesi MENA \u00e8 stata anche la <strong>frammentazione sociale<\/strong>. La diffusione del virus sta inoltre avendo un forte impatto sulle <strong>prospettive occupazionali<\/strong> in territori, dove, gi\u00e0 prima della pandemia, un quarto dei giovani e pi\u00f9 di un terzo delle donne risultavano disoccupati.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio che la recessione economica causata dalla pandemia abbia incentivato le opportunit\u00e0 di <strong>trarre profitto dai movimenti migratori verso l\u2019Europa<\/strong>, in primo luogo verso l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Abbiamo risposto, ancora una volta, scegliendo la strada del dialogo e intensificando <strong>la cooperazione in materia di migrazione con i Paesi nordafricani<\/strong>, secondo un approccio integrato e multiforme. Siamo rimasti in prima linea nelle <strong>operazioni di soccorso e di accoglienza dei migranti<\/strong>. Abbiamo fondato sulla tutela della dignit\u00e0 di ogni essere umano la ricerca di un <strong>equilibrio tra diritti individuali e sicurezza della nostra collettivit\u00e0 nazionale<\/strong>.<\/p>\n<p>Il buon esito di questa difficile conciliazione esige per\u00f2 che siano <strong>responsabilizzati e coinvolti in un dialogo paritario ma franco <\/strong>non solo i Paesi di destinazione dei flussi migratori, ma anche quelli di transito e d\u2019origine, sostenendone le strutture istituzionali e di controllo. Facciamo fino in fondo la nostra parte, ma <strong>chiediamo in cambio limpida collaborazione e impegno concreto<\/strong>.<\/p>\n<p>Questa stessa attitudine da parte di tutti i partner della regione \u00e8 indispensabile anche per contenere e <strong>marginalizzare il fenomeno terroristico<\/strong>. Rimuovere le cause profonde di <strong>minacce ibride<\/strong> e transazionali \u00e8 fondamentale per promuovere pace, stabilit\u00e0 e sviluppo nel Mediterraneo allargato. Ma non basta.<\/p>\n<p>A fronte dei molteplici <strong>rischi associati alla crescente polarizzazione<\/strong>, occorre persistere in un<strong> dialogo costruttivo<\/strong> <strong>con ciascuno degli attori regionali <\/strong>e ottenere il massimo dal<strong> potenziale delle strutture di <i>governance<\/i><\/strong> gi\u00e0 attive nell\u2019area o di pi\u00f9 recente istituzione.<\/p>\n<p>La strategia italiana parte dal presupposto che\u00a0l\u2019interazione tra i Paesi di entrambe le sponde del Mediterraneo debba svolgersi <strong>tra partner a pieno titolo<\/strong>, <strong>ciascuno dei quali \u00e8 parte della soluzione e non del problema<\/strong>.<\/p>\n<p>Certo, la sola proiezione geografica non basta a far s\u00ec che l\u2019Italia resti <strong>centrale per gli equilibri dell\u2019intero Mediterraneo allargato, orientandone in senso esclusivamente cooperativo la <i>governance<\/i>. Ma non ci mancano determinazione e capacit\u00e0 di iniziativa politica e diplomatica<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il contributo italiano \u00e8 indispensabile per mettere ordine nelle molteplici contese che increspano la superficie di questo mare<\/strong> e porre i presupposti perch\u00e9 tutti gli attori regionali in gioco traggano beneficio dalla loro soluzione.<\/p>\n<p><strong>Abbiamo risorse e assetti<\/strong>. Mettiamo sul tavolo <strong>capacit\u00e0 addestrative<\/strong>, una riconosciuta perizia nei programmi di consolidamento istituzionale, di riforma dell\u2019economia e del welfare. Offriamo cooperazione in campo sanitario, energetico, scientifico e culturale. Disponiamo di <strong>capitale diplomatico <\/strong>e <strong>dinamismo economico-commerciale<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel 2019 l\u2019<strong>interscambio tra l\u2019Italia e l\u2019area MENA ha superato i 61 miliardi di Euro<\/strong>, riguardando per il 43% i soli Paesi del Nord Africa. Il valore delle nostre <strong>esportazioni ha sfiorato i 30 miliardi di Euro<\/strong>, corrispondenti al 6,2% sul totale del nostro export. Ma sono certo che ci sia un grande potenziale ancora inespresso.<\/p>\n<p>La promozione di un\u2019agenda cos\u00ec ambiziosa per questo nostro spazio comune richiede uno sforzo congiunto e trasparente anche a livello UE. Da sempre sosteniamo una <strong>Politica europea di Vicinato<\/strong> efficiente, in grado di avvicinare l\u2019Unione ai partner della sponda Sud e di favorire la creazione di una grande area di prosperit\u00e0, stabilit\u00e0 e buon governo nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>Proponiamo un nuovo approccio europeo basato sulla <strong>gestione congiunta dei \u201cbeni comuni mediterranei\u201d<\/strong>, ossia quelle risorse, materiali e immateriali, condivise da tutti i Paesi e le comunit\u00e0 dell\u2019area. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di incoraggiare i Paesi della sponda Sud affinch\u00e9 all\u2019impegno europeo corrisponda un <strong>loro contributo pi\u00f9 robusto alla stabilit\u00e0 e alla sicurezza dell\u2019area mediterranea<\/strong>, anche con riferimento alle dinamiche migratorie irregolari.<\/p>\n<p>Il ripristino di equilibrio, sviluppo e sicurezza nel Vicinato Sud sono essenziali anche da una <strong>prospettiva transatlantica<\/strong>. Questo significa intensificare il <strong>dialogo politico e la cooperazione tra la NATO e i suoi partner del Fianco Sud e nel Sahel<\/strong>.<\/p>\n<p>Sotto questo profilo, la realizzazione dell\u2019Agenda 2030 ci offre una grande opportunit\u00e0. Resta il quadro di riferimento per <strong>l\u2019azione della nostra cooperazione bilaterale nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo<\/strong>.<\/p>\n<p>[Ma] pu\u00f2 rappresentare anche l\u2019ambito tematico privilegiato per un rilancio di <strong>strumenti di cooperazione regionale<\/strong>, che necessitano di un aggiornamento, come l\u2019<strong>Unione per il Mediterraneo, <\/strong>che dopodomani festegger\u00e0 il venticinquesimo anniversario della Dichiarazione di Barcellona.<\/p>\n<p>Prendiamo, ad esempio, i settori della protezione dell\u2019ambiente, dell\u2019economia circolare e della conservazione delle risorse, a cominciare da quelle energetiche. L\u2019<strong>energia<\/strong> resta evidentemente un tema centrale per l\u2019intera regione MENA, che include molti dei maggiori esportatori mondiali di idrocarburi. Su questo terreno si giocher\u00e0 la <strong>competizione per rimodulare gli equilibri locali e globali<\/strong> nel medio-lungo periodo.<\/p>\n<p>\u00a0Cresce, sotto questo profilo, la rilevanza dei <strong>giacimenti di gas naturale nel Mediterraneo orientale<\/strong>, e con essa il rischio che qui si allarghi rapidamente una <strong>nuova faglia di conflittualit\u00e0 regionale<\/strong>. La nostra ambizione, invece, \u00e8 di giungere a una <strong>condivisione delle risorse che sia equa e vantaggiosa per tutti<\/strong>. Per questo, non faremo mancare il nostro sostegno alle occasioni di dialogo e di coordinamento settoriale tra gli attori coinvolti.<\/p>\n<p>Penso alla nostra partecipazione all\u2019<strong>East Mediterranean Gas Forum<\/strong>,<strong> <\/strong>iniziativa concepita per discutere di politiche comuni per l\u2019impiego del gas estratto dai fondali del Levante e regolarizzare un <strong>coordinamento di mutuo beneficio fra Paesi produttori, di transito e di consumo<\/strong>.<strong> <\/strong><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio che emerga poi un interesse condiviso e collettivo a gestire e <strong>favorire la transizione energetica <\/strong>attraverso le fonti di energia rinnovabili, lo sviluppo delle interconnessioni elettriche e delle tecnologie adatte all\u2019utilizzo dell\u2019idrogeno. L\u2019<strong>Italia<\/strong>, grazie anche a molte sue imprese all\u2019avanguardia, pu\u00f2 fungere da <strong>\u201cponte energetico\u201d<\/strong> verso l\u2019Europa e stimolare nuove forme di crescita economica basate sull\u2019<strong>energia verde<\/strong>.<\/p>\n<p>Si tratta di un <strong>settore chiave per le nostre molteplici iniziative per lo sviluppo<\/strong> dei Paesi nella sponda sud del Mediterraneo. Crediamo infatti che la creazione di impiego e il sostegno per le piccole e medie imprese locali siano condizioni essenziali per innescare un circolo virtuoso di investimenti e creazione di ricchezza.<\/p>\n<p>\u00c8 ci\u00f2 cui vogliamo, ad esempio, contribuire nel <strong>Maghreb<\/strong>, dove la nostra azione \u00e8 concentrata: sull\u2019assistenza tecnica e finanziaria delle filiere produttive; sulla diffusione di pratiche industriali innovative e rispettose dell\u2019ambiente; sulla formazione professionale; sulla creazione di partenariati che permettano di condividere conoscenze ed esperienze, anche adoperando con regolarit\u00e0 lo <strong>strumento dei <i>business forum<\/i><\/strong>.\u00a0<\/p>\n<p>Ritengo infatti che tutto il nord Africa abbia ancora importanti margini di crescita e di complementarit\u00e0 con il sistema produttivo italiano. Per questo motivo, vogliamo approfondire le <strong>iniziative di diplomazia scientifica e culturale<\/strong>, e le collaborazioni avviate in materia di <strong>innovazione tecnologica e start-up<\/strong>, con l\u2019obiettivo di stimolare il talento imprenditoriale di tanti giovani maghrebini desiderosi di costruirsi un futuro migliore in patria.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 attivit\u00e0 come queste portino i loro frutti, \u00e8 per\u00f2 fondamentale assicurare il coinvolgimento <strong>della societ\u00e0 civile<\/strong>, per il contributo alla stabilizzazione e alla costruzione di societ\u00e0 pi\u00f9 inclusive nel Mediterraneo. A questo riguardo, vorrei citare in particolare <strong>il ruolo delle donne<\/strong>. Per sostenere e valorizzare il loro contributo decisivo a pace, sviluppo e diritti nella regione, mi preme ricordare l\u2019iniziativa lanciata nel 2017 dal Ministero degli Esteri: il <strong>Mediterranean Women Mediators Network<\/strong>.<\/p>\n<p>Come per le passate edizioni, abbiamo inoltre organizzato con ISPI una serie di <strong>eventi che precedono i MED Dialogues<\/strong><i>, <\/i><strong>aprendo il dibattito a migliaia di persone collegate da tutti i Paesi della regione<\/strong>. Con loro<strong> abbiamo gi\u00e0 cominciato a discutere di futuro nel grande spazio del Mediterraneo allargato, di come pensarlo e di come costruirlo dopo la pandemia. <\/strong>Mi auguro che i lavori di MED Dialogues proseguano con questo stesso spirito propositivo e costruttivo, di guarigione e ricostruzione.<\/p>\n<p>Al riguardo, permettetemi un\u2019ultima digressione che renda merito all\u2019impegno del mio Paese per garantire un <strong>accesso universale ed equo a vaccini, <i>screening<\/i> e trattamenti medici per il COVID-19<\/strong>. Ci anima la ferma convinzione che in queste straordinarie circostanze la salute debba essere considerata un interesse e un bene pubblico globale, reso disponibile alle popolazioni di tutti i Paesi.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 necessit\u00e0 di progredire velocemente in questa prospettiva. Per questo l\u2019Italia convocher\u00e0 nel 2021 un \u201c<strong>Summit Globale della Salute<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Ritengo che la pandemia ci offra <strong>un\u2019occasione che viene data solo una volta a ogni generazione<\/strong>: quella di delineare un mondo finalmente modellato sul criterio della <strong>sostenibilit\u00e0 economica, sociale e ambientale<\/strong>. L\u2019Italia sente di avere nei prossimi mesi una responsabilit\u00e0 particolare nel volgere il coordinamento internazionale in questa direzione, in qualit\u00e0 di co-presidenza della <strong>CoP26 <\/strong>e, soprattutto, di <strong>Presidenza G20<\/strong>.<\/p>\n<p>La nostra ambizione \u00e8 quella di <strong>fare del<\/strong> <strong>Mediterraneo allargato il laboratorio di questo processo<\/strong> <strong>evolutivo<\/strong> che ripristini la centralit\u00e0 delle persone, accordi precedenza alla salvaguardia del pianeta e, su tutto questo, ponga le basi per una prosperit\u00e0 condivisa tra le genti e le generazioni.<\/p>\n<p>Nel Mediterraneo allargato c\u2019\u00e8 ancora <strong>spazio per soluzioni a problemi comuni fondate sul dialogo<\/strong>.<\/p>\n<p>Apro formalmente i lavori dei MED Dialogues 2020 e auguro a tutti i partecipanti un buon lavoro!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Benvenuti ai sesti Dialoghi Mediterranei di Roma, promossi dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall\u2019Istituto per gli Studi di Politica Internazionale. 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