{"id":61503,"date":"2017-12-22T15:52:34","date_gmt":"2017-12-22T14:52:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/12\/discorso-dell-on-ministro-all-evento_12\/"},"modified":"2017-12-22T15:52:34","modified_gmt":"2017-12-22T14:52:34","slug":"discorso-dell-on-ministro-all-evento_12","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2017\/12\/discorso-dell-on-ministro-all-evento_12\/","title":{"rendered":"Discorso dell\u2019On. Ministro all\u2019evento celebrativo dell\u2019Ottocentesimo anniversario della Custodia francescana in Terra Santa"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\" style=\"text-align: left;\">Farnesina, 21 dicembre 2017<\/p>\n<div itemprop=\"articleBody\">\n<p>(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Eccellenze, cari ospiti, signore e signori,<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Vorrei rivolgere a tutti un caloroso benvenuto alla Farnesina in occasione di queste speciali celebrazioni degli 800 anni della Custodia francescana in Terra Santa. In particolare, vorrei ringraziare i nostri ospiti stranieri e tutti coloro che hanno offerto la loro collaborazione per realizzare due giornate dedicate alla Custodia, fra cui: il Prof. Salvatore Martinez, Presidente dell\u2019Osservatorio sulle minoranze religiose nel mondo e sul rispetto della libert\u00e0 religiosa; e il Custode, Padre Francesco Patton, che \u00e8 un onore avere con noi oggi. Inoltre, rivolgo un sentito ringraziamento ai relatori che con le loro testimonianze contribuiranno ad arricchire la discussione, inclusi l\u2019Ambasciatore del Regno del Marocco<i>, <\/i>l\u2019Ambasciatore di Israele e il Sindaco di Betlemme<i>.<\/i><\/p>\n<p>Questa mattina abbiamo incominciato a discutere del tema alla Pontificia Universit\u00e0 Antonianum. Domani la discussione proseguir\u00e0 ad Assisi, in terra francescana. Oggi pomeriggio, qui alla Farnesina, abbiamo voluto dare un taglio politico-diplomatico.<\/p>\n<p>La premessa \u00e8 infatti che la tutela della libert\u00e0 religiosa \u00e8 uno dei compiti centrali della politica estera. Significa salvaguardare l\u2019essenza del diritto, fondato su quelle libert\u00e0 che ci garantiscono pace, sicurezza e prosperit\u00e0. La libert\u00e0 religiosa \u00e8 un principio essenziale di convivenza umana e delle relazioni fra Stati. La sua negazione mette in pericolo i diritti elementari di ogni persona. In pi\u00f9, se l\u2019aggressione \u00e8 perpetrata contro intere comunit\u00e0, si innesca una spirale perversa che mette in pericolo la sicurezza e la pace tra i popoli.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la ragione per la quale ho voluto dare impulso, quest\u2019anno, all\u2019istituzione dell\u2019Osservatorio sulle minoranze religiose nel mondo e sul rispetto della libert\u00e0 religiosa, presieduto dal Prof. Martinez e incardinato nella Farnesina. E questa Conferenza internazionale \u00e8 uno degli atti pubblici del lavoro svolto in questi mesi dall\u2019Osservatorio. Colgo inoltre questa occasione per ricordare che il rispetto della libert\u00e0 di religione e della protezione delle minoranze sono un punto fermo della nostra candidatura al Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Dir\u00f2 di pi\u00f9: siamo convinti che la libert\u00e0 religiosa sia un diritto naturale che precede persino la dimensione politica. Il rapporto fra l\u2019uomo e il proprio Dio \u00e8 molto pi\u00f9 antico del rapporto fra l\u2019uomo e la sua forma di Governo. La libert\u00e0 di pregare \u00e8 all\u2019origine del diritto e della democrazia. Ne discende che \u00e8 una libert\u00e0 che deve essere \u201criconosciuta\u201d e non \u201cconcessa\u201d dallo Stato all\u2019individuo.\u00a0<\/p>\n<p>Anche per questo rifiutiamo l\u2019opinione di coloro che sono per la libert\u00e0 di credo purch\u00e9 \u201cnon si veda\u201d o purch\u00e9 sia \u201cpraticata dentro le mura di casa\u201d. E\u2019 la negazione dei principi democratici e liberali. Ogni persona deve avere il diritto di esprimere liberamente il proprio credo, non solo attraverso il culto, ma anche attraverso la partecipazione alla vita della comunit\u00e0 e l\u2019accesso ai propri luoghi sacri. \u00a0<\/p>\n<p>La Custodia dei luoghi sacri assurge quindi ad attivit\u00e0 politico-diplomatica. Da una parte, c\u2019\u00e8 il ruolo storico che svolge anche il nostro Consolato Generale a Gerusalemme nella veste di \u201cgarante\u201d in stretta sintonia con la Custodia. Dall\u2019altra, custodire \u00e8 un compito che va oltre quello di un semplice guardiano. Soprattutto in un luogo ricco di memoria e di significato, ma molto fragile e instabile, come la Terra Santa. E come ha detto il Santo Padre: prendersi cura della fragilit\u00e0 delle persone e dei popoli significa custodire la memoria e la speranza. La Custodia \u00e8 stata capace di preservare non solo l\u2019architettura, ma anche la spiritualit\u00e0, la memoria e la speranza dei luoghi sacri, per consentire a popoli diversi di incontrarsi, di pregare e di crescere insieme.\u00a0 \u00a0<\/p>\n<p>Un altro punto fondamentale \u00e8 che la Custodia non si \u00e8 limitata solo a custodire, ma ha anche investito in \u201csocialit\u00e0\u201d, a partire dal bene grande dell\u2019istruzione. L\u2019istruzione, in Terra Santa, \u00e8 una delle missioni storiche della Custodia. Negli anni, i padri francescani hanno realizzato uno straordinario impegno educativo, coinvolgendo docenti e studenti cristiani, ebrei e musulmani. Siete stati i \u201cbravi maestri\u201d del dialogo e della sapienza, aprendo le aule delle scuole e delle universit\u00e0 a studenti di ogni etnia e religione, contro i \u201ccattivi maestri\u201d dell\u2019odio e dell\u2019intolleranza. E ricordo che negli \u201950 i francescani introdussero nelle loro scuole anche lo studio del Corano.<\/p>\n<p>Cultura, istruzione e dialogo sono i valori in cui crediamo e che promuoviamo con la nostra politica estera. Perch\u00e9 quando questi valori vengono a mancare, prevalgono gli scontri violenti e gli estremismi. Fateci caso: i terroristi prendono spesso di mira i rappresentanti della cultura e i fautori del dialogo. Vorrei ad esempio ricordare oggi un altro custode con funzioni laiche &#8211; la figura di Khaled al-Asaad &#8211; il \u201ccustode-archeologo\u201d che fu barbaramente ucciso da Daesh per aver voluto salvaguardare la memoria e la speranza simboleggiati dagli scavi di Palmira in Siria.\u00a0<\/p>\n<p>Rivolgo un pensiero commosso, sia alla Siria, sia all\u2019Iraq, dove la furia di Daesh ha decimato la popolazione cristiana. In Iraq, nella Piana di Ninive, se prima del 2003 la popolazione cristiana era maggioritaria, oggi conta meno del 20% sul totale della popolazione. Ora, finalmente, Daesh \u00e8 sconfitto in quelle terre, ma i dividendi della pace e della riconciliazione non si percepiranno fino a quando non rinascer\u00e0 un dialogo fra cristiani, yazidi, shabak, turcomanni e curdi.<\/p>\n<p>La nostra Cooperazione \u00e8 gi\u00e0 molto impegnata per consentire alle minoranze perseguitate da Daesh di fare ritorno nelle proprie terre, a partire proprio dalla Piana di Ninive. E la nostra diplomazia \u00e8 attiva in Iraq per promuovere la riconciliazione tra le varie componenti della complessa realt\u00e0 irachena. Il dialogo inclusivo, e non la vendetta, \u00e8 lo strumento per evitare in futuro la recrudescenza del terrorismo.<\/p>\n<p>Quel dialogo che dobbiamo riconoscere alla Custodia di aver favorito, tra le varie componenti religiose, in particolar modo a Gerusalemme, citt\u00e0 simbolica per la sua dimensione spirituale e storico-culturale. Gerusalemme \u00e8 molto di pi\u00f9 di una citt\u00e0: \u00e8 \u201cuna missione comune\u201d fra ebrei, musulmani e cristiani, eredi del messaggio di Dio ad Abramo. Cos\u00ec come \u00e8 una \u201cmissione\u201d lo \u201cstatus quo\u201d dei luoghi santi, radicata nelle coscienze di chi abita e di chi governa Gerusalemme, e cos\u00ec dovr\u00e0 rimanere anche nel futuro, qualunque sar\u00e0 lo status politico della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Sullo status di Gerusalemme, l\u2019Italia \u00e8 convinta che il negoziato tra le parti, e non la violenza, sia l\u2019unica via per deciderlo. Come ho ribadito in Palamento pochi giorni fa: lo status di Gerusalemme va definito da israeliani e palestinesi nell&#8217;ambito di un processo di pace basato sulla soluzione dei due Stati.<\/p>\n<p>Sia chiaro, non sono mai messi in discussione n\u00e9 i vincoli di fraterna alleanza con gli Stati Uniti n\u00e9 i legami di profonda amicizia che ci uniscono allo Stato ebraico e che ci vedono impegnati per contribuire alla sua sicurezza. Per questa ragione, ad esempio, abbiamo condannato fermamente i vili attacchi contro Israele, a partire dai lanci di missili da Gaza, perch\u00e9 la questione dello status di Gerusalemme non pu\u00f2 mai giustificare atti violenti contro il territorio di Israele, n\u00e9 incitamento all\u2019odio o manifestazioni di antisemitismo.<\/p>\n<p>Anche in virt\u00f9 di questi legami, abbiamo voluto porre la lotta contro l\u2019antisemitismo al centro della Presidenza italiana dell\u2019OSCE nel 2018. Su questo tema stiamo organizzando alla Farnesina, a fine gennaio, una Conferenza internazionale. Questa iniziativa si pone in linea di continuit\u00e0 con il mio forte impegno, anche da Guardasigilli e da Ministro dell\u2019Interno, per la criminalizzazione del negazionismo e dell\u2019intolleranza antisemita. Ricordo di aver firmato centinaia di decreti di espulsione di estremisti che volevano piantare nella nostra societ\u00e0 i semi di questa orribile intolleranza.<\/p>\n<p>Israele \u00e8 esempio di democrazia e di quel pluralismo che va tutelato e promosso anche nel Medio Oriente. Analogamente, \u00e8 immutato anche il sostegno italiano al rafforzamento delle capacit\u00e0 istituzionali della Palestina e al suo sviluppo democratico, economico e sociale, come ho voluto testimoniare personalmente ad Abu Mazen e al Ministro degli Esteri palestinese quando li ho incontrati qui a Roma.\u00a0<\/p>\n<p>In conclusione, essendo questa una giornata dedicata al dialogo e al pluralismo pi\u00f9 autentico, ho voluto che con noi ci fossero tanti giovani diplomatici. Nei giorni scorsi Papa Francesco ha detto che le \u201c<i>fake news<\/i>\u201d e la disinformazione sono un grave \u201cpeccato\u201d. Anche qui, la storia secolare della Custodia ci pu\u00f2 essere di aiuto. Perch\u00e9, con il suo spirito rispettoso, di comprensione e di ricerca del punto di vista altrui, la Custodia \u00e8 sempre stata al di sopra di quella propaganda settaria che favorisce la diffusione &#8211; soprattutto tra i nostri giovani &#8211; dell\u2019odio e della menzogna. Nessuna istituzione pu\u00f2 sopravvivere 800 anni, se non \u00e8 sostenuta dalla grande serenit\u00e0 e dalla forza che discendono dal promuovere con trasparenza e sincerit\u00e0 la memoria e il dialogo aperto. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Auspico vivamente che lo spirito di dialogo tra comunit\u00e0 di religioni diverse e tra culture diverse, nel rispetto della memoria e nella comprensione reciproca, continui ad ispirare e forgiare la politica estera. E\u2019 vero che &#8211; nel nostro mondo digitale e di comunicazione ad alta velocit\u00e0 &#8211; il dialogo non \u00e8 sempre facile. Ma \u00e8 anche vero che \u00e8 l\u2019unica via possibile. Quella perseguita da 800 anni e con eccellenti risultati dalla Custodia. \u00a0<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00a0 Farnesina, 21 dicembre 2017 (Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) \u00a0 Eccellenze, cari ospiti, signore e signori, \u00a0 Vorrei rivolgere a tutti un caloroso benvenuto alla Farnesina in occasione di queste speciali celebrazioni degli 800 anni della Custodia francescana in Terra Santa. 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