{"id":61547,"date":"2018-02-01T15:38:17","date_gmt":"2018-02-01T14:38:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2018\/02\/intervista-del-ministro-alfano_4-2\/"},"modified":"2018-02-01T15:38:17","modified_gmt":"2018-02-01T14:38:17","slug":"intervista-del-ministro-alfano_4-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2018\/02\/intervista-del-ministro-alfano_4-2\/","title":{"rendered":"Intervista del ministro Alfano a Nezavisimaya Gazeta"},"content":{"rendered":"<p>1. Onorevole Alfano, da Ministro degli Affari Esteri ha gi\u00e0 visitato Mosca alcune volte. Qual \u00e8 l\u2019obiettivo di questa Sua visita?<\/p>\n<p>La mia missione a Mosca si inquadra all\u2019interno di una pi\u00f9 ampia visita che mi porter\u00e0 anche a Kiev, come Presidente in Esercizio dell\u2019OSCE. In tale veste, assieme al collega Lavrov affronter\u00f2 i temi al centro dell\u2019agenda dell\u2019Organizzazione, dalla crisi in ed intorno all\u2019Ucraina ai conflitti protratti, fino alle sfide che impegneranno nel prossimo futuro l\u2019Organizzazione.<\/p>\n<p>Il mio primo obiettivo \u00e8 quello di confermare, a Mosca come a Kiev, il nostro sostegno pieno ad una soluzione politica della crisi ucraina, che passi attraverso l\u2019attuazione degli accordi di Minsk grazie agli sforzi del Gruppo di Normandia e dell\u2019OSCE stessa, nelle sue molteplici dimensioni, da quella di osservazione a quella negoziale.<\/p>\n<p>Con il Ministro Lavrov ci sar\u00e0 naturalmente spazio per affrontare anche questioni inerenti l\u2019agenda bilaterale politica ed economica, nonch\u00e9 dossier dell\u2019attualit\u00e0 internazionale, a partire dalle crisi nel mediterraneo ed in Medio Oriente.<\/p>\n<p>2. Gli esperti russi ritengono che nei momenti di inasprimento dei rapporti tra la Russia e l\u2019Occidente \u00e8 proprio l\u2019Italia ad assumere il ruolo del mediatore. In quale misura questa tesi corrisponde alla realt\u00e0?<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 sempre stata fra i Paesi che ritengono fondamentale perseverare nel dialogo con la Federazione russa, in politica come in economia, pur nei perimetri tracciati dalle misure restrittive.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non vuol dire per noi condividere alcune scelte politiche di Mosca che riteniamo comunque sbagliate o accettare situazioni illegittime come l\u2019annessione della Crimea. Vuole invece dire confrontarsi con Mosca su temi e questioni che ci riguardano tutti da vicino, a partire dalle minacce globali ai temi della crescita e dello sviluppo economico, dai diritti umani e libert\u00e0 civili, fino alla stabilizzazione delle aree di crisi.<\/p>\n<p>Abbiamo nel tempo costruito un rapporti di amicizia e di fiducia con la Federazione Russa, che ci consente di interloquire con franchezza anche sui temi per i quali le nostre posizioni restano distanti. Ci\u00f2 rimane un fondamentale aspetto positivo delle nostre relazioni del quale siamo particolarmente soddisfatti.\u00a0<\/p>\n<p>3. Se non mi sbaglio, in passato l\u2019Italia si \u00e8 espressa contro il rinnovo automatico delle sanzioni antirusse da parte dell\u2019UE. Questa posizione di Roma rimarr\u00e0 invariata comunque sia l\u2019esito del voto di marzo?<\/p>\n<p>L\u2019Italia crede nel valore politico delle sanzioni, che \u00e8 quello di ricondurre la Russia su un binario di cooperazione costruttiva. Le sanzioni europee sono caratterizzate da flessibilit\u00e0 e gradualit\u00e0, ci\u00f2 che consente di modularle in funzione degli sviluppi sul terreno ed al tavolo negoziale. Per questo abbiamo insistito perch\u00e9 in occasione dei rinnovi, si affrontasse una discussione politica sullo stato di avanzamento dell\u2019attuazione delle Intese di Minsk, che rimane l\u2019orizzonte temporale per stabilire la durata delle sanzioni.<\/p>\n<p>4. Nel 2018 l\u2019Italia ha la presidenza all\u2019OSCE; vede come priorit\u00e0 la risoluzione del conflitto nell\u2019Est dell\u2019Ucraina? Se s\u00ec, quali passi Roma intende compiere su questo fronte?<\/p>\n<p>La soluzione della crisi in ed intorno all\u2019Ucraina \u00e8 una priorit\u00e0 per la nostra Presidenza dell\u2019OSCE. L\u2019Organizzazione fa gi\u00e0 molto per contribuire alla soluzione della crisi, sia attraverso la missione di\u00a0 monitoraggio speciale, che la missione di controllo dei punti di passaggio a Gukovo e Donetsk, sia infine con una strutturata attivit\u00e0 di mediazione nel quadro del gruppo trilaterale di contatto.<\/p>\n<p>A noi toccher\u00e0 facilitare e dare nuovo impulso a questi formati, che lavorano in coordinamento ed in stretto raccordo con il Gruppo di Normandia. Non intendiamo cambiare l\u2019architettura del negoziato, n\u00e9 le sue finalit\u00e0, vale a dire l\u2019attuazione delle intese di Minsk. Vogliamo anzi creare da un lato le condizioni perch\u00e9 le discussioni fra le parti procedano in maniera rapida ed efficace e, dall\u2019altro, lavorare perch\u00e9 sia garantita la sicurezza degli osservatori della Missione di Monitoraggio Speciale. Questo \u00e8 un aspetto al quale tengo molto, per il quale non risparmieremo sforzi e rispetto al quale mi aspetto un impegno genuino e effettivo di tutti gli attori coinvolti, Russia compresa.<\/p>\n<p>5. Tenendo conto dell\u2019importanza strategica della Libia per l\u2019Italia, conta sulla collaborazione della Russia nella sistemazione della crisi libica?<\/p>\n<p>Certamente la collaborazione con Mosca sul dossier libico rappresenta una priorit\u00e0 per l\u2019Italia e una costante della nostra azione. D\u2019altro canto, condividiamo con Mosca la medesima visione sulla crisi libica e sul percorso per una sua risoluzione. Con coerenza, l\u2019Italia ha sempre prestato la massima attenzione al fine di assicurare la costante partecipazione russa a tutti gli appuntamenti di alto livello sul dossier libico e le nostre consultazioni sul dossier sono molto frequenti. Lo dimostra da ultimo proprio la recente lunga e proficua conversazione tra il Presidente Gentiloni e il Presidente Putin in cui ancora una volta questa profonda sintonia, fondata sul sostegno all\u2019azione del Rappresentante Speciale del Segretario Generale Salame\u2019 e alle Istituzioni previste dall\u2019Accordo Politico Libico, \u00e8 stata pienamente confermata.<\/p>\n<p>Vorrei ricordare poi il ruolo centrale di Mosca nell\u2019assicurare la coesione del Consiglio di Sicurezza su una serie di questioni legate all\u2019evoluzione del complesso dossier libico. Anche grazie all\u2019impegno della Russia in seno al CDS, infatti, \u00e8 stato ad esempio possibile adottare il 14 dicembre scorso una Dichiarazione Presidenziale che ha ribadito in termini formali la validit\u00e0 del quadro istituzionale previsto dall\u2019Accordo Politico fino al completamento del percorso di transizione. Tale passaggio ha rappresentato un momento altamente significativo per la Comunit\u00e0 Internazionale a sostegno del Piano d\u2019Azione del Prof. Salame\u2019 e delle sue diverse componenti, in vista del completamento del processo elettorale entro il 2018. Le sfide per arrivare a questo appuntamento sono numerose e complesse. Poter continuare a contare su questa positiva coesione della Comunit\u00e0 Internazionale, e in particolar modo sulla consonanza di Roma e Mosca, sar\u00e0 quanto mai fondamentale nei prossimi mesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"1. Onorevole Alfano, da Ministro degli Affari Esteri ha gi\u00e0 visitato Mosca alcune volte. Qual \u00e8 l\u2019obiettivo di questa Sua visita? La mia missione a Mosca si inquadra all\u2019interno di una pi\u00f9 ampia visita che mi porter\u00e0 anche a Kiev, come Presidente in Esercizio dell\u2019OSCE. 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