{"id":61549,"date":"2018-01-30T16:31:39","date_gmt":"2018-01-30T15:31:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2018\/01\/intervista-del-ministro-alfano_3-2\/"},"modified":"2018-01-30T16:31:39","modified_gmt":"2018-01-30T15:31:39","slug":"intervista-del-ministro-alfano_3-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2018\/01\/intervista-del-ministro-alfano_3-2\/","title":{"rendered":"Intervista del ministro Alfano alla TASS"},"content":{"rendered":"<p>1.Lei sta per partire per una nuova missione che comprende le visite a Kiev e Mosca, due capitali che in questo momento non godono un rapporto ottimale. Quale \u00e8 la Sua agenda?<\/p>\n<p>Si tratta della mia prima missione come Presidente in Esercizio dell\u2019OSCE, che ho ispirato al motto \u201cdialogue, ownership, responsibility\u201d. E proprio su questi tre binari intendo instradare le discussioni che avr\u00f2 sia in Ucraina che in Russia, sia affrontando temi delicati come la crisi in ed intorno all\u2019Ucraina ed i conflitti protratti, che discutendo del futuro dell\u2019Organizzazione.\u00a0 Lancer\u00f2 chiari messaggi di sostegno ad una soluzione politica della crisi, che passi attraverso l\u2019attuazione degli accordi di Minsk grazie agli sforzi del Gruppo di Normandia e dell\u2019OSCE stessa, nelle sue molteplici dimensioni, da quella di osservazione a quella negoziale. Ci sar\u00e0 naturalmente spazio per affrontare anche questioni inerenti l\u2019agenda bilaterale politica ed economica, nonch\u00e9 dossier dell\u2019attualit\u00e0 internazionale, a partire dalle crisi nel mediterraneo ed in Medio Oriente.\u00a0<\/p>\n<p>2.La tratta Kiev-Mosca la fa come il presidente di turno di OSCE. L&#8217;OSCE \u00e8 impegnata nella missione degli osservatori nell&#8217;Ucraina Est, Lei aveva gi\u00e0 dichiarato che per l&#8217;Itala la crisi ucraina sar\u00e0 uno dei temi prioritari. Che contributo pu\u00f2 dare l&#8217;Italia e che cosa si aspetta dal suo viaggio, pensa di avere un quadro pi\u00f9 preciso della situazione? \u00a0<\/p>\n<p>Avr\u00f2 ampie consultazioni sia a Kiev che a Mosca su tutti gli aspetti della crisi in ed intorno all\u2019Ucraina, cui parteciperanno, in alcune parti, anche inviati dell\u2019OSCE. Mi aspetto non soltanto di avere un quadro realistico degli sviluppi sul terreno, ma anche spunti interessanti per costruire il futuro dell\u2019impegno dell\u2019OSCE in Ucraina. Ci\u00f2 vale soprattutto per la missione di monitoraggio speciale, per la quale siamo fortemente impegnati specialmente sotto il profilo della sicurezza. Alcuni recenti accadimenti, compreso il ritiro degli ufficiali russi dal JCCC, sono preoccupanti e richiedono di essere affrontati subito, assieme a Russia ed Ucraina. Sul piano negoziale non vogliamo cambiare l\u2019architettura esistente, ma sostenere ogni iniziativa che possa conferire nuova linfa al dialogo e tenere viva la volont\u00e0 politica delle parti di giungere ad un compromesso duraturo e sostenibile. Nel motto della Presidenza italiana dell\u2019OSCE ho voluto inserire la \u201cownership\u201d, per confermare che non vi pu\u00f2 essere alcun esito positivo delle crisi regionali se non c\u2019\u00e8 volont\u00e0 dei protagonisti di rendersene promotori e sostenitori.<\/p>\n<p>3.L&#8217;Italia come gli altri partner europei ha detto diverse volte che \u00e8 necessaria la piena realizzazione degli accordi di Minsk. Come valuta lo stato di attuazione di tali accordi?<\/p>\n<p>Gli accordi di Minsk sono attuati ancora in maniera non soddisfacente, sia sotto il profilo della sicurezza sul terreno che delle clausole politiche. In questa fase abbiamo l\u2019urgenza di stabilizzare la situazione, attuando un cessate-il-fuoco duraturo e procedendo ad un immediato ritiro degli armamenti pesanti. Ci\u00f2 per evitare il degenerare della situazione umanitaria ed evitare che le popolazioni civili soffrano ancora le conseguenze catastrofiche di un conflitto prolungato. Non meno importante \u00e8 per\u00f2 la composizione politica della crisi, che passa attraverso interventi normativi strutturali che, nel rispetto dell\u2019integrit\u00e0 territoriale, della sovranit\u00e0 e dell\u2019indipendenza dell\u2019Ucraina, assicurino uno \u201cstatus speciale\u201d alle aree dell\u2019Ucraina orientale interessate, venendo cos\u00ec incontro alle aspirazioni delle popolazioni russofone che vi risiedono.<\/p>\n<p>Resta fuori da questo scenario la Crimea, che rimane una ferita aperta nei rapporti della Russia con l\u2019Occidente.<\/p>\n<p>4.Da quello che si sente in Europa la crisi ucraina ormai sembra una crisi congelata, non se ne parla pi\u00f9, n\u00e9 delle sofferenze del popolo di Donbass. Che sforzo umanitario si pu\u00f2 offrire anche tramite i canali OSCE?<\/p>\n<p>Non \u00e8 affatto vero che in Europa non si parla pi\u00f9 di crisi in ed intorno all\u2019Ucraina, n\u00e9 tantomeno che non vi sia attenzione ai profili umanitari, che sono anzi tenuti sempre nella massima considerazione. Vi \u00e8 per\u00f2 un problema strutturale, legato alle difficolt\u00e0 di accesso degli operatori umanitari alle aree di conflitto, che va risolto senza ritardi. Ed in questo senso, la Russia pu\u00f2 fare molto esercitando pressioni sui gruppi separatisti. Ricordo anche che, a titolo nazionale, abbiamo di recente concesso contributi umanitari tramite UNICEF (500.000 euro), il Programma Alimentare Mondiale (500.000 euro) ed il Comitato Internazionale della Croce Rossa (un milione di euro).<\/p>\n<p>5.C&#8217;\u00e8 stata una sorta di polemica intorno i metodi della messa in sicurezza degli osservatori OSCE in Ucraina. Come si potrebbe meglio garantire la sicurezza, con una missione dei caschi blu?<\/p>\n<p>La sicurezza degli osservatori OSCE \u00e8 una questione di massima priorit\u00e0. Svolgono un ruolo essenziale, poich\u00e9 offrono una valutazione oggettiva degli sviluppi nelle regioni interessate dal conflitto e, pertanto, ci forniscono elementi preziosi per le decisioni politiche. La loro sicurezza era in parte assicurata dal JCCC, il Comitato Congiunto di Controllo e Coordinamento, da cui purtroppo a dicembre, gli ufficiali russi sono usciti. Dobbiamo quindi ristabilire il funzionamento del JCCC ovvero colmare il vuoto che ha lasciato anche ricorrendo a nuovi canali di dialogo sul piano militare. Ne parler\u00f2 sia a Kiev che a Mosca.<\/p>\n<p>Dobbiamo anche continuare a lavorare sul progetto di missione ONU, sulla cui opportunit\u00e0 sia la Russia che l\u2019Ucraina hanno convenuto, prestando tra l&#8217;altro attenzione al suo mandato, alle modalit\u00e0 ed ai tempi del suo dispiegamento, e al necessario coordinamento fra OSCE ed ONU al riguardo.<\/p>\n<p>6.\u00a0 \u00a0Lei pochi giorni fa ha incontrato il leader della opposizione siriana. Avete parlato del Congresso nazionale che stanno organizzando la Russia, Turchia e Iran in Soci?<\/p>\n<p>Che cosa pensa l&#8217;Italia di questa iniziativa? L&#8217;Italia ha sempre ritenuto la Russia un attore ineludibile per una soluzione politica del conflitto siriano.\u00a0 La chiave per una transizione politica sostenibile in Siria \u00e8 consentire finalmente al popolo siriano di scegliere in modo libero e trasparente il sistema di governo ed\u00a0 i propri governanti.\u00a0 Soltanto un processo politico a guida ONU che, in linea con la\u00a0ris. 2254 del\u00a0CdS, crei le condizioni per una nuova costituzione e elezioni credibili sotto supervisione dell&#8217; ONU pu\u00f2 realizzare tali obiettivi.\u00a0 L&#8217;iniziativa di Sochi pu\u00f2 essere utile nella misura in cui sar\u00e0 incardinata nel processo di Ginevra, preservi la leadership dell&#8217; Inviato ONU de Mistura e induca il regime siriano a negoziare in buona fede. Auspichiamo\u00a0che il Congresso di Sochi vada in questa direzione, altrimenti sara&#8217; una occasione perduta. Questo approccio di fondo su Sochi \u00e8 condiviso anche dall&#8217;opposizione siriana che \u00e8 seriamente impegnata nel processo di Ginevra. \u00c8 tempo che la Russia usi la propria influenza su\u00a0Assad\u00a0affinch\u00e9 non si sottragga pi\u00f9 al negoziato ed alla risoluzione 2254 del\u00a0CdS.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"1.Lei sta per partire per una nuova missione che comprende le visite a Kiev e Mosca, due capitali che in questo momento non godono un rapporto ottimale. Quale \u00e8 la Sua agenda? Si tratta della mia prima missione come Presidente in Esercizio dell\u2019OSCE, che ho ispirato al motto \u201cdialogue, ownership, responsibility\u201d. 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