{"id":61557,"date":"2016-07-13T12:23:22","date_gmt":"2016-07-13T10:23:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/07\/vincenzo-de-luca-quanto-conta-l-2\/"},"modified":"2016-07-13T12:23:22","modified_gmt":"2016-07-13T10:23:22","slug":"vincenzo-de-luca-quanto-conta-l-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/07\/vincenzo-de-luca-quanto-conta-l-2\/","title":{"rendered":"Intervista al Direttore Generale Vincenzo De Luca &#8211; &#8220;Quanto conta l\u2019Italia nel mondo. La missione possibile della Farnesina&#8221; (Artribune)"},"content":{"rendered":"<p>Vincenzo De Luca \u00e8 il nuovo Direttore Generale del settore del Ministero degli Affari Esteri che si occupa di promuovere il Sistema Paese nel mondo. E in questa intervista ci dice la sua. Con fiducia. Nonostante il problema delle risorse\u2026<\/p>\n<p><strong>La Direzione Generale che lei presiede da qualche mese si occupa della Promozione del Sistema Paese nel mondo, per i settori dell\u2019economia, della lingua e della cultura, della scienza e della tecnologia. Quali azioni svolge e quali strumenti concreti offre questo comparto del Ministero a chi lavora all\u2019estero in tali settori? Chi beneficia del vostro supporto?<\/strong><strong><br \/><\/strong>Oltre alla rete diplomatico-consolare di 125 Ambasciate e 79 Consolati articolata su cinque continenti, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale gestisce anche 83 Istituti di Cultura distribuiti in 59 Paesi. Non \u00e8 solo un insieme di uffici amministrativi, ma una \u201crete intelligente\u201d fatta di funzionari accuratamente selezionati e altamente formati, che servono l\u2019Italia all\u2019estero.\u00a0\u00c8\u00a0uno straordinario valore aggiunto. Uno\u00a0strumento strategico che la Farnesina mette al servizio degli interessi nazionali dell\u2019Italia nel mondo, dei suoi cittadini, dei suoi operatori, dei suoi artisti, delle sue imprese. Interessi politici e di sicurezza, certo. Ma anche economici, commerciali, culturali, e scientifici. Tutela di interessi, tengo a dirlo, che riguardano quasi tutti gli aspetti della vita di ogni nostro concittadino.<\/p>\n<p><strong>A partire dalle imprese, per esempio.<\/strong><br \/>S\u00ec, grazie alla rete estera del Ministero, la\u00a0Direzione Generale per la promozione del Sistema Paese fornisce sostegno istituzionale alle imprese: facilita i contatti con gli interlocutori statali e pubblici locali, sostiene la partecipazione alle gare, assiste nella risoluzione dei contenziosi. Inoltre, i rapporti che i diplomatici italiani tessono con i decisori politici ed economici locali permettono di acquisire informazioni attendibili e mirate: sia di orientamento ai mercati, sia di\u00a0<em>market intelligence<\/em>\u00a0su opportunit\u00e0 d\u2019affari, piani di investimento, commesse pubbliche, ecc.<br \/>Da anni questa\u00a0Direzione Generale mette a disposizione di imprenditori e aziende italiani due utili piattaforme informatiche: \u201cInfoMercatiesteri\u201d, per le informazioni di contesto, ed \u201cExTender\u201d, per le gare internazionali. A queste si aggiunge la\u00a0newsletter\u00a0\u201cDiplomazia economica\u201d.\u2028Questo Ministero coordina missioni a guida politica in Paesi esteri, cui partecipano imprese e associazioni di categoria. Organizza inoltre eventi a carattere economico alla Farnesina, come\u00a0<em>business forum<\/em>\u00a0e\u00a0<em>country presentation<\/em>,\u00a0per favorire contatti e scambi di informazioni tra le diverse realt\u00e0 economiche mondiali e l\u2019Italia.<\/p>\n<p><strong>Quanto alla promozione culturale e linguistica, invece? Perch\u00e9 \u00e8 ritenuta un\u2019attivit\u00e0<\/strong> <strong>strategica<\/strong>?\u2028<\/p>\n<p>Perch\u00e9 se alcuni Paesi sono per noi partner strategici, vogliamo che un domani una parte della loro classe dirigente sia italofona e italofila. In questa prospettiva, cultura e lingua sono essenziali. E essenziale la nostra rete di IIC che le promuove, interloquendo con teatri, conservatori, enti lirici, orchestre sinfoniche, compagnie di danza, organizzatori di festival, fiere del libro, atenei. E poi con i dipartimenti di italianistica, di architettura e di storia dell\u2019arte. Rientra nel loro raggio di azione anche chi promuove l\u2019Italia in campo editoriale, cinematografico, artistico, scientifico. Gli IIC lavorano per riunire i ricercatori italiani\u00a0<em>in loco<\/em>, incoraggiandone incontri e associazionismo per favorire scambi di esperienze. Collaborano poi con le locali associazioni dei docenti di italiano, attori essenziali per la promozione della nostra lingua all\u2019estero.<\/p>\n<p><strong>Seguite anche i processi di internazionalizzazione delle Regioni e delle altre Autonomie territoriali: mi interessa una sua opinione sul Sud Italia, che \u2013 pur avendo un potenziale di \u201cesportabilit\u00e0\u201d altissimo \u2013 resta in una condizione grave di disagio economico e isolamento. Che progetti seguite con e per le Regioni del Sud?<\/strong><strong><br \/><\/strong>Penso innanzitutto al progetto <em>Signa Maris<\/em> che coinvolge la Farnesina e la sua rete diplomatico-consolare e il MiBACT. L\u2019iniziativa, avviata nel 2015, ha promosso itinerari turistici connessi alla nautica diportistica in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Il progetto \u00e8 finanziato nel quadro comunitario del Programma Operativo Interregionale 2007-2013 e punta a valorizzare le potenzialit\u00e0 di queste regioni nel settore, in collaborazione con Assocamerestero.\u00a0Inoltre, anche se non \u00e8 diretto solo alle Autonomie territoriali del Mezzogiorno, segnalo il prossimo\u00a0<em>roadshow<\/em>\u00a0per le Citt\u00e0 metropolitane, che ha fra i suoi obiettivi informare gli enti locali degli strumenti per incoraggiarne l\u2019internazionalizzazione.<\/p>\n<p><strong>Parlando di internazionalizzazione, impossibile non fare riferimento alla rete. Le aziende italiane, ma soprattutto i musei e le istituzioni culturali (specie se non parliamo di grandi realt\u00e0), non sono messi bene. Il suo dipartimento d\u00e0 un supporto anche in al senso?<\/strong><strong><br \/><\/strong>L\u2019attivit\u00e0 di promozione integrata non pu\u00f2 prescindere dal\u00a0web. Cos\u00ec \u00e8 per il Ministero, come per la sua rete estera. Vorrei fare un esempio di come lavoriamo alla Farnesina e nella rete diplomatico-consolare italiana. L\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Mosca ha creato il portale <a href=\"http:\/\/www.latuaitalia.ru\/\">\u201cLa Tua Italia\u201d<\/a>. Il sito, che si auto-finanzia con sponsor privati e con inserzioni pubblicitarie di operatori, alberghi e aziende turistici, informa l\u2019utenza con oltre 400 articoli in italiano e in russo sull\u2019offerta turistica in Italia. Inoltre, fornisce servizi\u00a0online\u00a0ai turisti russi in tema di visti: compilare la domanda di visto; prendere appuntamento con i nostri uffici consolari in Russia; pagare le percezioni consolari.\u00a0Infine, sul sito\u00a0gli utenti prenotano\u00a0app\u00a0e \u201ccarte sconto\u201d messe a disposizione da Regioni e Citt\u00e0 italiane per ottenere sconti nei musei.<\/p>\n<p><strong>Dal suo punto d\u2019osservazione privilegiato qual \u00e8, oggi, l\u2019immagine del nostro Paese nel mondo? Rispetto alla stabilit\u00e0 e alla credibilit\u00e0 politica, ma anche al posizionamento internazionale in termini di economia e cultura.<\/strong><strong><br \/><\/strong>L\u2019esperienza che ho maturato all\u2019estero e in Italia mi porta a condividere appieno le parole di saggezza e orgoglio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione delle celebrazioni della Festa della Repubblica di quest\u2019anno: l\u2019Italia \u00e8 molto migliore di come noi italiani spesso la dipingiamo. Aggiungo io: nei contesti internazionali si \u00e8 valutati in base alla sostanza, ai risultati. Impressioni e luoghi comuni lasciano il tempo che trovano. Sono il nostro contributo alla Comunit\u00e0 internazionale e alle sue cause pi\u00f9 nobili in ambito bilaterale e multilaterale e la nostra solidit\u00e0 economica che si riverberano positivamente sulla credibilit\u00e0 dell\u2019Italia. Sul rispetto delle cancellerie. Sull\u2019immaginario dei cittadini di altri Paesi.<br \/>Per questo, oggi, l\u2019immagine dell\u2019Italia nel mondo si sta arricchendo. Perch\u00e9 siamo seri, leali, affidabili. Senza smettere di essere ingegnosi e creativi.<\/p>\n<p><strong>Conta ancora il mito del <\/strong><em><strong>lifestyle<\/strong><\/em><strong> italiano?<\/strong><br \/>Certo. Ma alla tradizionale attrazione verso lo stile e il \u201cvivere all\u2019italiana\u201d, di cui c\u2019\u00e8 sempre pi\u00f9 domanda, si \u00e8 ormai affiancato un crescente interesse per l\u2019Italia che innova, che crea. Imprese e prodotti d\u2019eccellenza italiani sono richiesti in un numero crescente di settori, ma anche nei comparti tradizionali c\u2019\u00e8 sempre pi\u00f9 un occhio di riguardo per strumenti e metodi di lavoro innovativi di imprese italiane. Si sta ormai creando uno stretto binomio tra innovazione e tradizione, che caratterizza il prodotto\u00a0<em>Made in Italy<\/em>\u00a0e la sua riconoscibilit\u00e0 all\u2019estero. Su questa nuova, positiva dinamica abbiamo il dovere di costruire. E rafforzare il nostro capitale di credibilit\u00e0. Perch\u00e9 in campo internazionale la credibilit\u00e0 \u00e8 moneta pregiata.<\/p>\n<p><strong>A proposito, questo governo come sta lavorando rispetto al potenziamento del Made in Italy all\u2019estero? I fondi e le strategie previsti dalle ultime finanziarie sono sufficienti? Si tratta di operazioni di facciata o c\u2019\u00e8 anche del concreto?<\/strong><strong>\u2028<\/strong><br \/>Il potenziamento del\u00a0Made in Italy\u00a0\u00e8 una priorit\u00e0 del Governo. Lo dimostrano le politiche dinamiche intraprese negli ultimi anni. Penso all\u2019istituzione della Cabina di Regia per l\u2019Italia internazionale, presieduta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dal Ministero dello Sviluppo Economico. Penso alle risorse messe in campo dall\u2019esecutivo con il piano di promozione straordinaria del\u00a0Made in Italy. Oltre 261milioni di euro nel triennio 2015-2017 per sostenere il rafforzamento del Sistema Italia sui mercati esteri con azioni-chiave: la creazione di un\u00a0logo\u00a0unico per i prodotti agricoli e agroalimentari rappresentativi del patrimonio enogastronomico italiano di qualit\u00e0; le campagne di comunicazione per contrastare l\u2019ingannevole prassi commerciale dell\u2019<em>Italian sounding<\/em>; il potenziamento dell\u2019attivit\u00e0 internazionale delle fiere italiane; i\u00a0<em>roadshow<\/em>\u00a0per attrarre investimenti in Italia; gli strumenti per rafforzare l\u2019internazionalizzazione delle PMI, colonna vertebrale dell\u2019apparato economico nazionale.<\/p>\n<p><strong>Parliamo d\u2019arte contemporanea. La collezione della Farnesina \u00e8 un gioiello, che si sta via via incrementando. Molte sono le opere di altissimo pregio e ultimamente si sta provando a spingere anche verso le nuove generazioni. Come pensate di incrementarla e rilanciarla? Chi se ne occupa?<\/strong><strong><br \/><\/strong>Grazie al Comitato Scientifico istituito nel 2013 [composto da Gabriella Belli, Direttore dei Musei Civici di Venezia; Fabio de Chirico, Direttore Servizio I \u2013 Arte e Architettura Contemporanee, MiBACT; Luigi Ficacci, Soprintendente Province Lucca e Massa Carrara; Gianfranco Maraniello, Direttore del MART di Rovereto; Anna Mattirolo, storica dell\u2019arte, MiBACT; Angela Tecce, Direttore del Polo Museale della Calabria,<em> N.d.R.<\/em>], nell\u2019ultimo triennio abbiamo integralmente riprogettato la Collezione Farnesina.<br \/>Abbiamo acquisito nuove opere in comodato: protagonisti della scena italiana della seconda met\u00e0 del Novecento (Burri, Accardi, Sanfilippo, Vedova, Turcato) e altri pi\u00f9 recenti (Zorio, Piacentino, Mochetti, Salvadori). Abbiamo realizzato nuovi allestimenti (I piano; II piano, dedicato agli Anni Ottanta e Novanta; IV piano, dedicato alle giovani generazioni). Abbiamo introdotto e migliorato gli standard di musealizzazione (nuova illuminazione progettata\u00a0ad hoc, nuove didascalie). Abbiamo inoltre realizzato numerose esposizioni itineranti all\u2019estero: Messico (2013), Svezia, Germania, Macedonia (2014), Balcani (2015). E altre ne abbiamo in cantiere per il 2016-2017. Oltre ai progetti di circuitazione internazionale, \u00e8 poi in corso uno studio su nuovi spazi per mostre da realizzarsi alla Farnesina e nuovi allestimenti per i piani III e V.<\/p>\n<p><strong>E nel futuro?<\/strong><strong><br \/><\/strong>Nel prossimo triennio vogliamo accrescere la Collezione con nuovi comodati. E vogliamo utilizzarla come strumento per organizzare convegni, incontri con artisti, dibattiti. Crediamo che la Collezione Farnesina abbia natura di organismo vivo, capace di sollevare domande e riflessioni sui temi dell\u2019attualit\u00e0 contemporanea. E far parlare dell\u2019Italia e della sua straordinaria produzione artistica di oggi.\u2028All\u2019estero, tra l\u2019altro, alcuni IIC dotati di foresterie, quali quelli di Londra e Parigi, hanno da anni avviato progetti di residenze per gli artisti, che sono ospitati per un periodo con l\u2019obiettivo di presentare un\u2019opera al termine del soggiorno. Durante la permanenza vengono aiutati dagli IIC ad allacciare legami con il mondo culturale locale e a promuovere le proprie creazioni.<\/p>\n<p><strong>Un grosso limite di questa collezione\u00a0\u00e8 costituito dall\u2019assenza di fondi per nuove acquisizioni. A oggi si tratta unicamente di prestiti temporanei. Sarebbe invece importante creare un nucleo stabile e sostenere cos\u00ec, nel concreto, gallerie ed artisti. \u00c8 una strada percorribile?<\/strong><strong><br \/><\/strong>La Collezione Farnesina \u00e8 nata nel 2001 come strumento di promozione della ricerca artistica contemporanea italiana. Essa si \u00e8 da subito configurata come un organismo mutevole, sviluppatosi proprio grazie al comodato d\u2019uso gratuito, che ha consentito un regolare avvicendamento delle opere, oggi pi\u00f9 di 450.\u2028Il comodato d\u2019uso garantisce flessibilit\u00e0 alla Collezione e rispecchia la vivacit\u00e0 dei rapporti tra la Farnesina e gli artisti o i loro eredi, cos\u00ec come la collaborazione con prestigiose istituzioni museali, gallerie e fondazioni, che dimostra un segnale forte di fiducia nell\u2019azione del nostro Ministero.\u2028Oggi, in una congiuntura caratterizzata dall\u2019esigenza di equilibrio dei conti pubblici, il comodato d\u2019uso gratuito \u00e8 uno strumento essenziale che consente al Ministero di promuovere l\u2019arte contemporanea italiana utilizzando in maniera mirata e attenta le risorse finanziarie a disposizione.<\/p>\n<p><strong>Spesso i Ministeri non dialogano a sufficienza tra loro. E questo \u00e8 un limite. Voi avete, rapporti, progetti, protocolli d\u2019intesa in corso, con dicasteri che si occupano ad esempio di cultura?<\/strong><strong><br \/><\/strong>Siamo al\u00a0lavoro con MiBACT, MIUR, RAI e Societ\u00e0 Dante Alighieri su un protocollo per la promozione integrata del turismo all\u2019estero. L\u2019obiettivo \u00e8 rafforzare il coordinamento delle nostre azioni in vista del varo del Piano Strategico per il turismo, che punter\u00e0 a orientare le scelte degli operatori del settore verso l\u2019innovazione e l\u2019impiego delle tecnologie digitali e verso la valorizzazione di territorio e patrimonio. Il fine ultimo \u00e8 il rafforzamento\u00a0del \u201cmarchio Italia\u201d nel mondo in tutte le sue declinazioni: economica, culturale, scientifica, linguistica, ecc.<br \/>La Farnesina avr\u00e0 anche un ruolo di rilievo nello studio dei mercati turistici esteri di maggior interesse e nell\u2019attivit\u00e0 promozionale, in raccordo con la nuova struttura dell\u2019ENIT.\u2028Il MiBACT ha poi alcune competenze in materie che hanno anche un chiaro riflesso internazionale. Penso alle borse di studio per giovani artisti, alla collaborazione tra musei e al loro finanziamento: per questo, negli ultimi anni, la Farnesina ha molto rafforzato la collaborazione con il MiBACT, in direzione di una promozione integrata della cultura italiana nel mondo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Nel 2014 scoppi\u00f2 la polemica in seguito all\u2019annuncio del governo di voler chiudere alcuni IIC ritenuti improduttivi. Gli intellettuali si mobilitarono, ma qualcuno \u2013 tra cui <a href=\"http:\/\/www.artribune.com\/2014\/02\/la-spending-review-non-perdona-e-alla-farnesina-affilano-le-cesoie-a-rischio-diversi-istituti-italiani-di-cultura-chiuderli-gli-intellettuali-non-ci-stanno-ma-siamo-certi-che-sia-un-male\/\"><em>Artribune<\/em><\/a> \u2013 sostenne quella decisione. \u00c8 infatti vero che,\u00a0a fronte di diversi Istituti ben diretti, che funzionano a dovere, altri non tengono il passo, lasciando spazio anche a iniziative deboli, attivit\u00e0 di profilo non internazionale, se non vere e proprie \u201cmarchette\u201d. Qual \u00e8 oggi la situazione? Come stanno lavorando gli Istituti? I fondi sono sufficienti?<\/strong><strong><br \/><\/strong>Come ho accennato prima, l\u2019esigenza di contenimento del bilancio pubblico ha imposto sacrifici dolorosi. E gli IIC hanno fatto la loro parte, con una considerevole riduzione delle loro risorse finanziarie e umane. Non appena vi saranno le condizioni, queste risorse andrebbero aumentate per consentire agli IIC di rafforzare ancora di pi\u00f9 la loro funzione di \u201chub culturale\u201d dell\u2019Italia nel mondo.<\/p>\n<p><strong>I direttori, scelti non per concorso ma per nomina diretta, sono sempre in grado di operare con eccellenza, dal punto di vista dei contenuti, ma anche del\u00a0fundraising? O esiste un problema proprio a livello delle nomine e del personale?<\/strong><strong><br \/><\/strong>\u2028I direttori di chiara fama \u2013 al momento 7 \u2013 stanno lavorando egregiamente. I loro risultati sono la miglior prova della bont\u00e0 del sistema di selezione con avviso pubblico introdotto dalla Farnesina per assicurare trasparenza al processo di nomina.\u2028Il livello di promozione culturale resta molto elevato, sul piano della qualit\u00e0 e della quantit\u00e0. E questo nonostante i responsabili siano spesso da soli in ciascuna sede a gestire una macchina complessa a cui si chiede sempre pi\u00f9 di aprirsi a tutti i settori delle industrie creative e coordinarsi con gli altri attori del Sistema Italia.\u2028 I nostri dirigenti e i funzionari di carriera, me lo lasci dire, stanno davvero facendo miracoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Vincenzo De Luca \u00e8 il nuovo Direttore Generale del settore del Ministero degli Affari Esteri che si occupa di promuovere il Sistema Paese nel mondo. E in questa intervista ci dice la sua. Con fiducia. 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