{"id":61566,"date":"2015-07-12T10:38:48","date_gmt":"2015-07-12T08:38:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2015\/07\/gentiloni-presi-di-mira-perche-2\/"},"modified":"2015-07-12T10:38:48","modified_gmt":"2015-07-12T08:38:48","slug":"gentiloni-presi-di-mira-perche-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2015\/07\/gentiloni-presi-di-mira-perche-2\/","title":{"rendered":"Gentiloni: &#8216;Presi di mira perch\u00e9 in prima linea contro il Califfato&#8217; (La Repubblica)"},"content":{"rendered":"<p>ROMA. L&#8217;attentato contro il consolato del Cairo \u00e8 un tentativo di intimidire l&#8217;Italia, impegnata accanto al governo egiziano nella lotta contro il terrorismo. Ma noi non ci lasciamo intimorire. Lo sottolinea con forza il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, anticipando che domani sar\u00e0 nella capitale egiziana per portare la sua solidariet\u00e0 al personale della sede diplomatica.<\/p>\n<p><strong>Ministro, il cosiddetto Stato Islamico ha rivendicato l&#8217;autobomba. E&#8217; una rivendicazione credibile? E qual era lo scopo dell&#8217;attentato?<\/strong><\/p>\n<p>Non mi sorprende che Daesh (il nome arabo dell&#8217;Is, ndr) rivendichi l&#8217;attacco. E&#8217; la linea che seguono sempre, per ogni azione. Che poi questo corrisponda a una effettiva responsabilit\u00e0 sull&#8217;autobomba, non abbiamo elementi per dirlo. Le caratteristiche dell&#8217;attacco ci dicono che lo scopo era sicuramente intimidatorio, colpire la presenza internazionale nell&#8217;ambito di uno scontro fra terrorismo fondamentalista ed Egitto. Ma noi non ci lasciamo intimidire.<\/p>\n<p><strong>Secondo lei, l&#8217;attacco \u00e8 legato al contesto egiziano o pi\u00f9 in generale al ruolo dell&#8217;Occidente nella lotta contro il fondamentalismo islamico?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 molto difficile fare distinzioni, la dinamica interna egiziana ha le sue specificit\u00e0 ma \u00e8 legata al contesto della lotta al terrorismo integralista. Oggi l&#8217;Egitto \u00e8 un Paese chiave dal punto di vista della sfida del fondamentalismo, per cui l&#8217;avvertimento puo&#8217; avere anche una dimensione internazionale.<\/p>\n<p><strong>Come mai l&#8217;Italia, da sempre nazione del dialogo e &#8220;ponte&#8221; per ogni trattativa, senza preclusioni per nessuno, \u00e8 diventata un obiettivo per i jihadisti?<\/strong><\/p>\n<p>Non vorrei che si esagerasse con la dietrologia: si \u00e8 voluto colpire l&#8217;Italia per questo e quest&#8217;altro motivo&#8230; Attentati come questo possono avere anche aspetti casuali, cio\u00e8 essere legati alla possibilit\u00e0 logistica di colpire una nazione occidentale che sostiene la lotta al terrorismo del governo egiziano. Noi siamo e restiamo il Paese del dialogo, abbiamo rapporti di amicizia con le diverse parti in tutta l&#8217;area di crisi, tanto con l&#8217;Arabia Saudita quanto con la Turchia, tanto con l&#8217;Iran quanto con Israele, e pi\u00f9 che mai continuiamo ad avere un ruolo di ponte e di mediazione.<\/p>\n<p><strong>Puo&#8217; esserci un collegamento fra l&#8217;attentato del Cairo e le scelte pi\u00f9 &#8220;aggressive&#8221; dell&#8217;ultimo periodo, soprattutto la rivendicazione di un ruolo dell&#8217;Italia alla guida di una missione internazionale in Libia?<\/strong><\/p>\n<p>Non partecipo alla lotteria delle congetture. Di certo c&#8217;\u00e8 che l&#8217;Italia deve reagire con tranquilla fermezza, non ci facciamo intimidire. In Egitto la tensione \u00e8 molto alta, non dimentichiamo che solo pochi giorni fa \u00e8 stato ucciso in un attentato il Procuratore generale Hisham Barakat. Quanto alla Libia, per il momento siamo impegnati a dare una mano nella ricerca di un accordo fra le fazioni libiche, senza di questo non si va da nessuna parte.<\/p>\n<p><strong>Esiste la possibilit\u00e0 di una risposta congiunta europea di fronte a questo tipo di minacce?<\/strong><\/p>\n<p>Il contesto in cui si collocano questi episodi \u00e8 quello di una sfida terroristica globale, al centro di cui c&#8217;\u00e8 Daesh, il sedicente Stato Islamico. Al centro della risposta c&#8217;\u00e8 la coalizione anti-Daesh, in cui \u00e8 coinvolta anche l&#8217;Europa, ma che va comunque al di l\u00e0 dell&#8217;Unione. E l&#8217;Italia fa la sua parte.<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 chi considera il ruolo italiano in queste operazioni marginale, persino troppo timido. Che ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p>Gli alleati apprezzano molto le nostre capacit\u00e0 di ricognizione e la nostra abilit\u00e0 di istruttori. E&#8217; quello che ci \u00e8 stato chiesto, e lo facciamo molto bene. Ma la sfida non \u00e8 solo militare. Molto dipende dalla diplomazia e dalla politica. Serve un accordo sul nucleare iraniano accompagnato da un lavoro per rassicurare i paesi che lo osteggiano, da quelli del Golfo a Israele. E serve un sostegno a Paesi particolarmente minacciati come sono la Tunisia o il Libano dove andr\u00f2 domani.<\/p>\n<p><strong>Parliamo della sicurezza degli italiani all&#8217;estero: qual \u00e8 la situazione in Paesi come l&#8217;Egitto? I nostri concittadini sono a rischio?<\/strong><\/p>\n<p>Il primo consiglio \u00e8 sempre quello di consultare il sito &#8220;Viaggiare sicuri&#8221; curato dalla Farnesina. Suggerisco prudenza ma escludo qualsiasi &#8220;attenzione negativa&#8221; particolare verso gli italiani.<\/p>\n<p><strong>Verranno applicate nuove misure di sicurezza per controllare e difendere le sedi diplomatiche nei Paesi pi\u00f9 esposti?<\/strong><\/p>\n<p>In qualche caso le misure di sicurezza saranno rafforzate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"ROMA. L&#8217;attentato contro il consolato del Cairo \u00e8 un tentativo di intimidire l&#8217;Italia, impegnata accanto al governo egiziano nella lotta contro il terrorismo. Ma noi non ci lasciamo intimorire. 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