{"id":61567,"date":"2015-03-31T10:37:26","date_gmt":"2015-03-31T08:37:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2015\/03\/gentiloni-la-serbia-deve-essere\/"},"modified":"2015-03-31T10:37:26","modified_gmt":"2015-03-31T08:37:26","slug":"gentiloni-la-serbia-deve-essere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2015\/03\/gentiloni-la-serbia-deve-essere\/","title":{"rendered":"Gentiloni: \u00abLa Serbia deve essere premiata per il coraggio di compiere quello che l\u2019Eu le sta chiedendo\u00bb (Politika)"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Il Ministro Paolo Gentiloni intervistato dal quotidiano &#8216;Politika&#8217;<\/strong><\/em><\/p>\n<p><i>Traduzione non ufficiale<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p>L\u2019Italia ha sempre sostenuto l\u2019esigenza di una sollecita apertura di un primo capitolo negoziale con la Serbia, in considerazione del coraggio e della determinazione dimostrati dal Paese nell\u2019affrontare le delicate riforme richieste dalla UE. Il coraggio e la determinazione vanno riconosciuti. I dubbi di altri Paesi europei vanno superati, afferma Paolo Gentiloni, il titolare della Farnesina, rispondendo alla domanda di Politika su perch\u00e8 l\u2019UE rivolge delle parole belle a Belgrado ma senza permettergli di passare ad un livello successivo nel processo di integrazione europea.<\/p>\n<p>Gentiloni, che in un Governo di centro-sinistra del Presidente del Consiglio Matteo Renzi gestisce gli affari esteri da quando Federica Mogherini \u00e8 diventata il Capo della Diplomazia europea, oggi \u00e8 in visita ufficiale a Belgrado.<\/p>\n<p>In un\u2019intervista esclusiva concessa al nostro quotidiano, il Ministro ha ricordato che nonostante la buona volont\u00e0 di alcuni Paesi che vedono la Serbia nell\u2019ambito dell\u2019UE, non ci sono tante scorciatoie dal momento della candidatura, status assegnato alla Serbia tre anni fa fino all\u2019adesione all\u2019UE.<\/p>\n<p>Si tratta di un processo negoziale declinato in 35 capitoli ed inevitabilmente lungo, complesso e basato su condizionalit\u00e0 e procedure dal profilo fortemente tecnico e giuridico, per quanto abbia un\u2019elevata valenza politica.<\/p>\n<p><strong>Quale messaggio sta portando alle Autorit\u00e0 serbe?<\/strong><\/p>\n<p>In occasione della mia visita a Belgrado ribadir\u00f2, in primo luogo, il convinto sostegno dell\u2019Italia al percorso europeo della Serbia. L\u2019Italia non ha mai mancato \u2013 e mai mancher\u00e0 &#8211; di sostenere la piena integrazione della Serbia nell\u2019UE, cos\u00ec come anche degli altri Paesi dei Balcani Occidentali. Per l\u2019Italia, l\u2019UE non \u00e8 completa senza la piena integrazione della regione balcanica.<\/p>\n<p>Nel corso dei miei incontri con i vertici istituzionali serbi, anche in previsione della prossimo Vertice intergovernativo e della visita del Presidente della Repubblica Mattarella, non mancher\u00f2 di sottolineare la solidit\u00e0 che sta alla base delle nostre relazioni, che vedono il nostro Paese essere non solo un punto di riferimento fondamentale per le Autorit\u00e0 di Belgrado, ma anche il principale investitore e il principale partner commerciale della Serbia.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Si parla che uno di questi investitori potrebbe &#8211; FIAT potrebbe lasciare la Serbia. Che cosa ne sa?<\/strong><\/p>\n<p>Preferisco parlare di fatti pi\u00f9 che di voci, e i fatti in questo caso sono che FIAT Serbia \u00e8 il primo investimento straniero in Serbia (pi\u00f9 di 1,2 miliardi di Euro) e lo scorso anno si \u00e8 confermata come il primo esportatore della Serbia.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 di 500 imprese italiane hanno investito due miliardi di euro, e quindi l\u2019Italia \u00e8 il principale investitore in Serbia. Inoltre, dal 2013, l\u2019Italia \u00e8 anche il primo partner commerciale della Serbia, con quasi 4 miliardi di interscambio nel 2014.<\/p>\n<p><strong>Come anche il suo predecessore, lei \u00e8 contrario all\u2019estensione di sanzioni alla Russia. La vostra posizione diventa isolata nell\u2019UE?<\/strong><\/p>\n<p>Quello di una soluzione politica alla crisi ucraina \u00e8 un obiettivo condiviso da tutta l\u2019Unione Europea. Siamo fermamente convinti che non ci siano alternative a un compromesso che deve essere raggiunto tra tutte le parti coinvolte attraverso negoziati. A tal fine, noi guardiamo con favore gli sforzi messi in campo da Francia e Germania nel cosiddetto formato \u201cNormandia\u201d, i cui risultati incoraggianti, a partire dall\u2019accordo raggiunto a Minsk, devono essere sostenuti e incoraggiati. A tal proposito, abbiamo condiviso la decisione presa dal Consiglio Europeo di collegare la durata delle misure restrittive imposte alla Federazione Russa alla completa attuazione degli accordi di Minsk.<\/p>\n<p>Siamo convinti che Mosca debba riacquisire, non appena le condizioni lo consentiranno, il proprio ruolo di attore internazionale globale e capace di fornire un contributo per la soluzione delle principali crisi internazionali, dalla Libia alla Siria, dalla lotta al terrorismo internazionale al Processo di Pace in Medio Oriente.<\/p>\n<p><strong>Quando si creeranno queste condizioni, dato che la situazione diventa pi\u00f9 aspra, la NATO sta facendo delle esercitazioni militari nelle prossimit\u00e0 del confine con la Russia, mentre \u00a0il Congresso statunitense invita a mandare armi a Kiev? <\/strong><\/p>\n<p>Le esercitazioni NATO sono difensive. Esse fanno parte delle misure di rassicurazione adottate in seguito al verificarsi della crisi ucraina e vale la pena ricordare che la Russia sta tenendo le proprie esercitazioni non lontano dai territori dei Paesi membri della NATO.<\/p>\n<p>l\u2019Italia sta pianificando delle attivit\u00e0 di assistenza, anche attraverso la NATO, che non comportano il trasferimento di armi: posso ad ogni modo tranquillamente dire che siamo contrari a fornire armi all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p><strong>Il vostro governo \u00e8 centro-sinistra, ma si ha l\u2019impressione che, quando c\u2019\u00e8 di mezzo l\u2019economia, il vostro Presidente del Consiglio prediliga le riforme nello stile liberal economico atipiche per la sinistra. Siete pi\u00f9 vicini alla Germania della Merkel o alla Grecia siriziana?<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0Abbiamo deciso di avvicinare la tradizione sociale delle nostre forze politiche di centro-sinistra alle esigenze dell\u2019economia globale e delle societ\u00e0 contemporanee. L\u2019Italia sta compiendo grandi riforme e finalmente anche progressi economici. Il nostro modello? L\u2019Italia di Matteo Renzi.<\/p>\n<p><strong>Secondo Lei, la Grecia uscira dall\u2019eurozona e, se s\u00ec, che cosa vorr\u00e0 dire per l\u2019UE?\u00a0 <\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 inaccettabile l\u2019idea che un grande Paese come la Grecia possa uscire dall\u2019Eurozona. Oltre ai costi economici immediati, sia per la Grecia che per gli altri Stati membri, un\u2019eventuale uscita della Grecia finirebbe per indebolire l\u2019intera struttura della moneta unica e pregiudicarne la credibilit\u00e0 di fronte ai mercati finanziari. Non dobbiamo inoltre sottovalutare i costi politici: l\u2019Unione Economica e Monetaria resta anche un progetto politico, uno dei punti pi\u00f9 alti raggiunti finora dal processo di integrazione europea, rispetto a cui l\u2019uscita di uno Stato membro non potrebbe che segnare un passo indietro \u2013 un fallimento.\u00a0\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Ministro Paolo Gentiloni intervistato dal quotidiano &#8216;Politika&#8217; Traduzione non ufficiale \u00a0 L\u2019Italia ha sempre sostenuto l\u2019esigenza di una sollecita apertura di un primo capitolo negoziale con la Serbia, in considerazione del coraggio e della determinazione dimostrati dal Paese nell\u2019affrontare le delicate riforme richieste dalla UE. Il coraggio e la determinazione vanno riconosciuti. I dubbi [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23],"tags":[9,76],"class_list":["post-61567","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviste","tag-europa","tag-ministri-precedenti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61567","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=61567"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61567\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=61567"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=61567"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=61567"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}