{"id":97347,"date":"2023-02-22T12:01:17","date_gmt":"2023-02-22T11:01:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=97347"},"modified":"2023-02-24T12:02:31","modified_gmt":"2023-02-24T11:02:31","slug":"ucraina-ambasciatore-zazo-kiev-apprezza-continuita-sostegno-meloni-adnkronos","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/retediplomatica\/2023\/02\/ucraina-ambasciatore-zazo-kiev-apprezza-continuita-sostegno-meloni-adnkronos\/","title":{"rendered":"Ucraina, ambasciatore Zazo: &#8220;Kiev apprezza continuit\u00e0 sostegno Meloni&#8221; (Adnkronos)"},"content":{"rendered":"<p>Roma 22 febbraio 2023 &#8211; L&#8217;Ucraina &#8220;tiene molto al rapporto con l&#8217;Italia&#8221; e la visita di Giorgia Meloni a Kiev \u00e8 stata l&#8217;occasione per riaffermare &#8220;il grande apprezzamento per la continuit\u00e0 del sostegno&#8221; che il nostro Paese ha assicurato sin dall&#8217;inizio della guerra. L&#8217;ambasciatore italiano a Kiev, Pierfrancesco Zazo, all&#8217;indomani della missione della premier, d\u00e0 conto dell'&#8221;atmosfera eccellente&#8221; nella quale \u00e8 avvenuta e del riconoscimento del nostro impegno.<\/p>\n<p>Un impegno che si declina nel &#8220;ruolo propulsivo decisivo avuto per favorire la concessione dello status di Paese candidato alla Ue, negli aiuti militari, politici, finanziari, economici e umanitari garantiti in questi mesi e nella partecipazione seria e convinta alle sanzioni contro la Russia&#8221;, spiega Zazo in un&#8217;intervista all&#8217;Adnkronos.<\/p>\n<p>La continuit\u00e0 del sostegno italiano avr\u00e0 un ulteriore passaggio nella conferenza sulla ricostruzione annunciata dalla Meloni in aprile a Roma, un appuntamento a cui Kiev guarda con grande attesa, sottolinea l&#8217;ambasciatore: &#8220;In quanto terza economia europea e seconda manifattura in Europa, avendo Italia e Ucraina economie molto complementari, sanno che potremo svolgere un ruolo molto importante&#8221;.<\/p>\n<p>Come quello avuto per la concessione dello status di Paese candidato all&#8217;Ue, su cui l&#8217;Italia, sottolinea Zazo, ha spinto molto e su cui continua a spingere, &#8220;incoraggiando Kiev a fare quello che deve: noi riconosciamo i progressi fatti, ma li esortiamo a continuare le riforme sullo stato di diritto e a continuare la lotta alla corruzione&#8221;. Perch\u00e9 questo percorso, da un lato, consentir\u00e0 di &#8220;velocizzare la progressiva integrazione del Paese nel mercato europeo e accelerare l&#8217;avvio dei negoziati di adesione all&#8217;Ue, dall&#8217;altro aiuter\u00e0 a creare un clima favorevole agli investimenti ed all&#8217;arrivo delle aziende italiane&#8221;.<\/p>\n<p>Tra l&#8217;altro a Kiev non si manca di sottolineare con grande favore &#8220;la nostra adesione ferma&#8221; alle sanzioni contro Mosca, &#8220;sono molto impressionati dalla rapidit\u00e0 con cui ci siamo mossi per ridurre la dipendenza dal gas russo &#8211; sottolinea l&#8217;ambasciatore \u2013 e per congelare i beni degli oligarchi russi&#8221;.<\/p>\n<p>Senza contare, chiosa Zazo, &#8220;il nostro continuo impegno sul fronte umanitario, con gli aiuti arrivati dalla cooperazione, dalle organizzazioni della societ\u00e0 civile, dalla Protezione civile e dalla Croce rossa&#8221; per sostenere la popolazione stremata da un anno di guerra.<\/p>\n<p>L&#8217;inizio dell&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, il 24 febbraio di un anno fa, a cui pochi credevano almeno nelle dimensioni nelle quali \u00e8 poi avvenuta, &#8220;\u00e8 stato uno shock e i primi giorni i pi\u00f9 difficili e rischiosi&#8221;. L&#8217;ambasciatore li ricorda, raccontando quali sono stati i momenti pi\u00f9 impegnativi dal punto di vista personale e professionale. &#8220;Dal punto di vista personale &#8211; dice &#8211; l&#8217;invasione \u00e8 stata un vero shock, con centinaia di italiani che stavano qui, in uno scenario confuso con i russi alle porte. Sono stati i giorni pi\u00f9 difficili e rischiosi&#8221;.<\/p>\n<p>Dal punto di vista professionale Zazo parla di questi 12 mesi come di &#8220;un&#8217;esperienza molto impegnativa e faticosa dal punto di vista psicologico, un&#8217;impressione condivisa da chiunque stia qui: viviamo la guerra ogni giorno, 24 ore su 24, tra attacchi missilistici e allarmi, e viviamo la tristezza, la rabbia, l&#8217;angoscia degli ucraini, nei confronti dei quali inevitabilmente subentra l&#8217;empatia&#8221;. Senza contare che, &#8220;essendo la crisi ucraina al centro dell&#8217;attenzione della comunit\u00e0 internazionale, l&#8217;ambasciata ha una grande mole di lavoro su tutti i fronti, che svolge con un organico necessariamente limitato a causa dei comprensibili problemi di sicurezza&#8221;, sottolinea.<\/p>\n<p>Il &#8220;grande coraggio&#8221; dimostrato da Volodymyr Zelensky \u00e8 stato un &#8220;game changer&#8221; nell&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, un elemento che potrebbe aver cambiato le sorti di quella che per il Cremlino avrebbe dovuto essere una guerra lampo. E il popolo ucraino si \u00e8 ritrovato compatto intorno al suo presidente, che &#8220;ricorda un po&#8217; Churchill&#8221; durante la seconda guerra mondiale e la resistenza ai nazisti, commenta l&#8217;ambasciatore, all&#8217;indomani delle visite di Joe Biden e della Meloni, servite a riaffermare il sostegno incrollabile all&#8217;Ucraina e a rassicurare sui rischi della &#8216;war fatigue&#8217;.<\/p>\n<p>&#8220;Prima dell&#8217;invasione il tasso di approvazione nei confronti di Zelensky era sceso, c&#8217;era una certa delusione per i risultati poco significativi sul fronte della crescita economica e della lotta alla corruzione &#8211; dice il diplomatico &#8211; Ma con la guerra tutto \u00e8 cambiato: non solo ha dimostrato di essere uno straordinario comunicatore, ma ha provato di avere un indubbio, grande coraggio. Non \u00e8 scappato e questo \u00e8 stato un game changer, gli ucraini hanno trovato in lui una figura di riferimento, Zelensky ricorda un po&#8217; Churchill, ormai \u00e8 un simbolo&#8221;. E, secondo Zazo, &#8220;tutto il popolo ucraino si \u00e8 trovato assolutamente compatto dietro al suo straordinario coraggio e determinazione: secondo un recente sondaggio, l&#8217;85% degli ucraini sostiene la richiesta di una restituzione integrale dei territori e dell&#8217;adesione all&#8217;Ue e alla Nato&#8221;<\/p>\n<p>Una dimostrazione del sentimento che lega il suo popolo a Zelensky la si \u00e8 avuta tra l&#8217;altro nei mesi scorsi, quando gli ucraini, durante la massiccia campagna di attacchi missilistici lanciata dai russi contro le infrastrutture nell&#8217;autunno scorso, &#8220;non sono scappati, sono rimasti senza acqua e senza luce, ma non hanno lasciato il Paese: la rabbia ha prevalso sulla paura&#8221;, sottolinea l&#8217;ambasciatore.<\/p>\n<p>Un anno dopo &#8220;continuano a lottare per la sopravvivenza, nella convinzione che l&#8217;unico modo per terminare questa guerra \u00e8 vincerla&#8221;, dice Zazo, che riferisce poi i timori della popolazione ucraina, grata all&#8217;Occidente per gli aiuti, ma preoccupata che, tra disinformazione e aumento dei costi delle materie prime, si &#8216;stanchi&#8217; della guerra. Un timore fugato con forza da Meloni ieri a Kiev &#8211; &#8220;no a tentennamenti&#8221; &#8211; e da Biden, a Varsavia, con l&#8217;assicurazione che &#8220;non ci stancheremo mai&#8221; di sostenere l&#8217;Ucraina.<\/p>\n<p>Ma quello che si teme \u00e8 che i russi, &#8220;giocando su vari tavoli, con la minaccia di escalation, di coinvolgimento della Nato e con la continua allusione all&#8217;uso di armi nucleari, possano spaventare le opinioni pubbliche occidentali per indurre i governanti a ridurre le sanzioni e gli aiuti&#8221;, avverte l&#8217;ambasciatore. Non solo: gli ucraini, per i quali &#8220;il popolo russo da fratello si \u00e8 trasformato in popolo schiavo, non si fanno illusioni sul possibile collasso del regime di Putin&#8221;.<\/p>\n<p>Zazo commenta poi le ipotesi di uno scenario coreano, con Russia e Ucraina divise come lo sono le due Coree lungo il 38mo parallelo dall&#8217;armistizio del 1953, come via d&#8217;uscita alla guerra su cui ragionano commentatori e analisti. &#8220;\u00c8 ovviamente difficile fare previsioni&#8221; sull&#8217;andamento del conflitto e su come possa concludersi, &#8220;perch\u00e9 molto dipende da quello che succeder\u00e0 nelle prossime settimane&#8221;, premette, osservando che, &#8220;se da un lato non si intravvedono segnali di cedimento da parte della Russia, con le minacce continue di un&#8217;escalation nucleare, dall&#8217;altra gli ucraini sono convinti di potercela fare&#8221;.<\/p>\n<p>In questo scenario, per\u00f2, resta da capire quale sarebbe la linea rossa per Kiev, se il recupero dei territori conquistati da Mosca dopo il 24 febbraio, con la regione di Zaporizhzhia, per esempio, che \u00e8 controllata al 60% dai russi, e Kherson, ripresa dagli ucraini, circostanza che per\u00f2 il Cremlino di fatto ignora&#8221;. Mentre Putin &#8220;continua a non riconoscere la legittimit\u00e0 di uno Stato ucraino separato dalla madrepatria russa o perlomeno a volerlo riportare sotto la sfera di influenza di Mosca, annettendo le quattro regioni di Zaporizhzhia, Kherson, Luhansk e Donetsk e anche quelle aree da lui non controllate nonch\u00e9 ad impadronirsi della maggior parte possibile del territorio alla sinistra del Dniepr abitato dalle popolazioni russofone&#8221;, spiega l&#8217;ambasciatore.<\/p>\n<p>La guerra russa in Ucraina sar\u00e0 ricordata anche per una serie di errori e sottovalutazioni, politici e sul campo di battaglia, a causa dei quali non si \u00e8 risolta nel blitz di pochi giorni che si aspettava il Cremlino, con la caduta di Kiev e la fuga di Volodymyr Zelensky. Tra questi errori &#8220;l&#8217;illusione di Vladimir Putin sull&#8217;accoglienza che la popolazione russofona avrebbe tributato ai suoi militari&#8221;, spiega il diplomatico.<\/p>\n<p>&#8220;All&#8217;inizio, francamente, non mi aspettavo che la guerra sarebbe durata un anno &#8211; ammette Zazo, a Kiev dal 2021 &#8211; ma immediatamente ho avuto la sensazione che per i russi non sarebbe stato facile. Quando ho visto uomini di tutte le et\u00e0, giovani e anziani, in fila per arruolarsi, per imparare a fare le bombe molotov, pronti ad andare a combattere, ho capito che se anche i russi fossero riusciti a entrare a Maidan, la piazza principale di Kiev, il loro ingresso si sarebbe trasformato in un gigantesco Afghanistan&#8221;.<\/p>\n<p>E &#8220;gigantesco &#8211; sottolinea l&#8217;ambasciatore &#8211; \u00e8 stato l&#8217;errore di valutazione di Putin sulla reazione della popolazione russofona, l&#8217;essersi illuso che avrebbe accolto con benevolenza i suoi soldati e che sarebbe stato facile insediare un governo fantoccio. Immediatamente c&#8217;\u00e8 stata la conferma di una totale sottovalutazione del sentimento di identit\u00e0 nazionale che in questi anni si \u00e8 molto rafforzato in Ucraina&#8221;.<\/p>\n<p>Bucha &#8220;\u00e8 stato un punto di non ritorno nella guerra fratricida&#8221; tra russi e ucraini, conclude l&#8217;ambasciatore, rievocando uno dei momenti pi\u00f9 drammatici del conflitto, quando emersero le prime notizie degli orrori commessi dalle truppe russe a Bucha, Irpin, Borodyanka. Orrori e torture la comunit\u00e0 internazionale ha definito crimini di guerra.<\/p>\n<p>&#8220;Quando sono arrivate le notizie di quello che era successo in quei luoghi, abbiamo capito che il conflitto era cambiato completamente &#8211; racconta Zazo, che ieri ha accompagnato la premier, commossa, in quei luoghi &#8211; E&#8217; subentrato un sentimento di odio profondo degli ucraini nei confronti dei russi, \u00e8 stato un punto di non ritorno in una guerra fratricida&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Roma 22 febbraio 2023 &#8211; L&#8217;Ucraina &#8220;tiene molto al rapporto con l&#8217;Italia&#8221; e la visita di Giorgia Meloni a Kiev \u00e8 stata l&#8217;occasione per riaffermare &#8220;il grande apprezzamento per la continuit\u00e0 del sostegno&#8221; che il nostro Paese ha assicurato sin dall&#8217;inizio della guerra. L&#8217;ambasciatore italiano a Kiev, Pierfrancesco Zazo, all&#8217;indomani della missione della premier, d\u00e0 [&hellip;]","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20],"tags":[375,360],"class_list":["post-97347","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-retediplomatica","tag-ansa-ambasciatori","tag-ucraina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/97347","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=97347"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/97347\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":97349,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/97347\/revisions\/97349"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=97347"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=97347"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=97347"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}