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Iniziativa Adriatico Ionica (نص في مرحلة الترجمة)

 

Iniziativa Adriatico Ionica (نص في مرحلة الترجمة)

Storia
L’Iniziativa Adriatico-Ionica (IAI) è stata avviata con una Conferenza sullo Sviluppo e la Sicurezza nel Mare Adriatico e nello Ionio tenutasi ad Ancona il 19-20 maggio 2000, cui hanno partecipato i Capi di Governo e i Ministri degli Esteri di sei Paesi rivieraschi (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia e Slovenia).

Al termine della Conferenza, i Ministri degli Esteri, alla presenza della Commissione Europea, firmarono la “Dichiarazione di Ancona”, affermando l’importanza della cooperazione regionale quale strumento di promozione della stabilità economica e politica, condizioni necessarie per il processo di integrazione europea.

Ai sei membri originari si è aggiunta l’unione di Serbia-Montenegro nel seguito alla scissione della federazione, nel 2006, entrambi gli Stati hanno mantenuto la membership nell’Iniziativa, attualmente costituita quindi da otto Paesi.

Obiettivi
Con l’istituzione della IAI si era voluta rafforzare la cooperazione regionale tra le due sponde adriatiche al fine di promuovere soluzioni concordate per problemi comuni, relativi sopratutto alla sicurezza e stabilità della regione ma anche alla protezione ambientale del bacino adriatico-ionico.

Dieci anni dopo, il quadro geopolitico in cui opera l’Iniziativa Adriatico Ionica è profondamente mutato. La Slovenia è diventata membro dell��Unione Europea nel 2004, e anche gli altri Paesi IAI del versante orientale (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Montenegro e Serbia), pur con tempi e modalità differenti, hanno avviato un percorso di avvicinamento alle istituzioni comunitarie nel quadro del Processo di Stabilizzazione e Associazione e in vista di una definitiva integrazione nell’UE. Tuttavia, le ragioni che hanno determinato l’istituzione della IAI hanno mantenuto se non accresciuto la loro validità nel corso degli anni.

A causa dell’accresciuta interdipendenza tra gli Stati insita nei processi di globalizzazione, la soluzione concertata dei problemi che riguardano la regione adriatica richiede un ulteriore livello di cooperazione, non solo tra i Paesi della regione ma anche tra iniziative regionali. La cooperazione ha pertanto assunto nuove forme, non ultima quella del partenariato tra attori locali.

Struttura
L’Organo decisionale dell’Iniziativa Adriatico Ionica è il Consiglio dei Ministri degli Esteri (Consiglio Adriatico-Ionico), la cui agenda viene elaborata nel corso degli incontri periodici tra i Senior Officials, che si tengono tre volte l’anno.

La Presidenza ruota annualmente secondo un criterio alfabetico e l’avvicendamento avviene generalmente tra i mesi di maggio e giugno. L’Italia è succeduta alla Grecia il 1° giugno 2009 e ha concluso il proprio anno di presidenza nel maggio 2010, quando l’incarico è stato assunto dal Montenegro.

Nel giugno 2008, grazie all’appoggio della Regione Marche, è stato inaugurato ad Ancona un Segretariato Permanente dell’Iniziativa. Scopo del Segretariato è quello di garantire la continuità nel passaggio tra due presidenze e di dare all’Iniziativa un taglio “project oriented”, operando come catalizzatore di proposte da parte dei Paesi membri.

L’Iniziativa Adriatico-Ionica ha rapporti con molte altre organizzazioni e iniziative regionali che operano nel Sud-Est Europa, in particolare con l’Iniziativa Centro-Europea (InCE), con il Consiglio di Cooperazione Regionale (RCC) e il Processo di Cooperazione per il Sud Est Europa (SEECP), con la Cooperazione Economica del Mar Nero (BSEC) e con il processo di cooperazione del Danubio (DCP).

Il Segretariato Permanente IAI ha avviato una cooperazione con i fora Adriatico-Ionici che già operano nella regione: il Forum delle Camere di Commercio e quello delle Città dell’Adriatico e dello Ionio e UniAdrion. Sono previsti incontri periodici di coordinamento con i suddetti organismi.

Aree di intervento
La IAI opera in diverse aree della cooperazione regionale, anche attraverso riunioni periodiche (Round tables) cui partecipano esperti dei vari settori provenienti da tutti i Paesi membri. Attualmente, i settori di principale interesse sono:

1. Piccole e medie imprese
Un “Protocollo di Cooperazione che istituisce una rete di servizi a sostegno delle PMI nel quadro dell’Iniziativa Adriatico Ionica” è stato firmato nel marzo 2003 sotto la presidenza di turno italiana. Il Protocollo evidenziava la necessità di una più stretta cooperazione tra Distretti industriali che condividono le stesse difficoltà nel proiettarsi in maniera competitiva sui mercati internazionali europeo e globale. L’impegno dei Paesi IAI a cooperare nel settore è stato rinnovato con la firma di un nuovo Memorandum per la cooperazione tra PMI nell’Adriatico-Ionio, firmato nel gennaio Verona, che valorizza anche, in particolare, la cooperazione per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile.

2. Turismo

La cooperazione in ambito turistico si avvale di un approccio multi-settoriale finalizzato allo sviluppo di un’economia del turismo sostenibile, attraverso l’elaborazione di prodotti congiunti che consentano di valorizzare le destinazioni meno frequentate decongestionando al tempo stesso i luoghi tradizionalmente di eccessiva affluenza. In tale ottica, sono stati realizzati degli studi di fattibilità (ad es., quelli condotti sotto il progetto denominato “Adriatic Ionian Seas of Europe”). Nel 2005, il Consiglio Adriatico-Ionico ha adottato una Dichiarazione sulla cooperazione nel settore turistico. Il 16 dicembre 2010 è stata ultimata la procedura della firma del Protocollo sul Turismo che mira a incentivare adeguatamente lo sviluppo del bacino adriatico-ionico come destinazione turistica integrata ed a fare leva su offerta, ricchezza, varietà e complementarietà delle risorse naturali, storiche e culturali degli otto Paesi IAI.

3. Sviluppo Rurale

Il Protocollo IAI sullo sviluppo rurale è stato firmato in presenza del Ministro Galan presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali il 26 maggio 2010. Il Protocollo mira a stabilire un sistema di procedure permanenti che siano in grado di garantire il trasferimento di pratiche ed esperienze nel settore dello sviluppo rurale, identificare progetti di collaborazione tra i partner IAI ed elevare gli standard qualitativi e valorizzare le produzioni locali.

4. Cultura e cooperazione inter-universitaria
La tutela del patrimonio culturale e ambientale dei Paesi membri è il principale obiettivo della Cooperazione culturale e scientifica in ambito IAI, che ha sviluppato negli anni un particolare interesse nel campo della ricerca archeologica subacquea nel bacino. Per quanto riguarda la cooperazione interuniversitaria, il progetto UniAdrion rappresenta uno dei principali successi dell’Iniziativa: una rete universitaria virtuale che collega atenei e centri di ricerca di tutta la regione e sostiene la mobilità di ricercatori, docenti e studenti provenienti dai paesi IAI.

5. Ambiente e protezione dagli incendi
La tutela del bacino dell’Adriatico-Ionio contro i rischi connessi all’inquinamento e a disastri naturali rappresenta una delle principali sfide allo sviluppo della regione, come sottolineato dai presidenti dei Parlamenti dei Paesi IAI nella Dichiarazione di Neum del 2007. Le presidenze che si sono succedute hanno incoraggiato pertanto l’adozione di un sistema costiero integrato di osservazione e previsione e quella di un piano di emergenza sub-regionale.
A partire dal 2008, in risposta alla necessità di elaborare una più efficace azione di lotta agli incendi nei paesi del bacino adriatico-ionico, è stata creata una tavola rotonda tematica ad hoc.

Presidenza Italiana 2009-2010
L’Italia ha assunto la Presidenza IAI per il periodo 1° giugno 2009 – 31 maggio 2010, in coincidenza del decimo anniversario dell’Iniziativa.

La Presidenza Italiana ha sottolineato l’importanza di un approccio “project-oriented” alla cooperazione regionale nel bacino adriatico-ionico, e ha sostenuto la formulazione di specifici protocolli di intesa tra i Paesi IAI che costituiscano il quadro di riferimento per sviluppare progetti di interesse comune, coerentemente alle priorità dell’Unione Europea nella regione e ai suoi programmi al fine anche di sostenere e accelerare la prospettiva dell’integrazione europea per i Paesi IAI non membri UE.

Aree tematiche del programma della Presidenza italiana hanno riguardato ambiente, turismo come strumento di sviluppo sostenibile, cultura e cooperazione universitaria, PMI e distretti industriali e trasporti, da valorizzare anche attraverso un coinvolgimento di attori locali – regioni, municipalità, camere di commercio etc. – quali attori chiave per la realizzazione di un network di relazioni inteso a rafforzare la cooperazione regionale nel bacino Adriatico-Ionico e in grado di operare nel quadro delle strategie UE attraverso la promozione di progetti finanziabili su fondi comunitari.

Nel corso degli ultimi mesi, sono stati predisposti, sotto la presidenza di turno italiana, nuovi protocolli di cooperazione nei settori del turismo e delle piccole e medie imprese. Tali memoranda confermano l’impegno dei Paesi IAI a rafforzare la cooperazione nel bacino Adriatico-Ionico secondo un approccio “project oriented” e rappresentano altresì la base normativa per la promozione di progetti comuni all’interno della cornice IAI nelle suddette aree tematiche (turismo e PMI).

In occasione del Forum "Italy-South Eastern Europe Investment" (Verona, 11-12 febbraio 2010) dedicato all’internazionalizzazione delle imprese nel Sud-Est Europa si e' proceduto alla firma di un protocollo sulla collaborazione tra PMI in ambito IAI alla presenza del Sottosegretario Mantica che ha sottolineato l’importanza di valorizzare la regione adriatico-ionica con l’adozione di una strategia specifica da parte della UE. Inoltre, durante la riunione degli Alti Funzionari della IAI (27-28 gennaio 2010) si è concordato di procedere alla conclusione del protocollo per la collaborazione in materia culturale; quest’ultimo è stato finalizzato in Montenegro il 23 aprile 2010 a margine della Conferenza dei Ministri della Cultura del Sud-Est Europa.

Il 26 maggio 2010 si è svolta a Roma la cerimonia per la Firma del protocollo sulla cooperazione in materia di sviluppo rurale. I Ministri dell’Agricoltura IAI si sono impegnati a favorire una maggiore cooperazione tra Membri per la partecipazione a progetti finanziati dall’UE e ad avviare un proficuo scambio di buone prassi ed esperienze tra imprese private operanti nel settore agricolo per promuovere il trasferimento di modelli imprenditoriali e di sviluppo economico. Sono stati inoltre rintracciati nell��agriturismo, nei prodotti di qualità, nelle energie rinnovabili e nell’accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli ambiti di concreta collaborazione tra i Governi IAI.

La Presidenza Italiana si è concretamente impegnata a promuovere la convergenza di attori differenti – a livello locale, nazionale e regionale – in una comune azione di promozione dello sviluppo economico e sociale del bacino Adriatico-Ionico. In tale prospettiva, l’incontro di differenti sinergie consentirebbe di delineare una “macroregione Adriatica e Ionica”, che potrebbe essere adottata, in futuro, come cornice di riferimento per una comune Strategia Adriatico-Ionica.

Strategia europea per la macro-regione adriatico-ionica
Nell’ambito della Presidenza italiana IAI è fortemente emerso, tra i Paesi membri, un interesse condiviso a valorizzare il bacino Adriatico-Ionico e le diverse forme di cooperazione territoriale che in esso operano attraverso una strategia integrata per sostenere il completamento della sua integrazione europea e promuoverne uno sviluppo sostenibile, riconducendo in una cornice comune la pluralità di attori e iniziative operanti nella regione.

Si è tenuta ad Ancona, il 5 maggio 2010, la riunione del XII Consiglio Adriatico Ionico, a dieci anni dall'istituzione dell'Iniziativa Adriatico Ionica. I Ministri degli Esteri dei Paesi IAI hanno adottato una dichiarazione intesa a confermare la volontà dei Paesi membri di valorizzare la cooperazione nella regione attraverso il varo di una strategia specifica UE per la macro-regione adriatico-ionica, dando mandato a Italia, Grecia e Slovenia, Paesi IAI membri UE, di promuovere tale iniziativa a Bruxelles, con il supporto ed il pieno consenso di tutti i Paesi IAI.

Si tratta di un salto di qualità che la cooperazione in ambito IAI dovrebbe intraprendere, alla luce dei recenti sviluppi a Bruxelles che hanno visto la valorizzazione delle macro-regioni europee come destinatarie di politiche europee specifiche per il loro sviluppo integrato. La regione adriatico-ionica presenta tutti i requisiti per operare come una macro-regione per la quale sviluppare un approccio strategico, sulla base di tematiche di interesse comune. Si tratta di individuare, quindi, strumenti che meglio permettano di promuovere politiche di coesione territoriale transnazionale, con un carattere inclusivo per tutti i Paesi, sia tra quelli membri dell’Unione che quelli che ancora non ne fanno parte, promuovendo sinergie in una visione di medio e lungo termine, inserite nel quadro delle politiche europee.

Oltre agli Stati e all’Unione Europea, l’obiettivo sarebbe quello di coinvolgere enti locali e società civile, per costruire una strategia che non richieda nuovi fondi, nuove istituzioni e nuove legislazioni, ma meglio utilizzi le risorse già esistenti. La strategia sarebbe anche un segnale politico verso i Balcani Occidentali in quanto una macro-regione adriatico-ionica contribuirà a stabilire relazioni più profonde tra l’UE e i Balcani Occidentali, preparandone l’integrazione.

La strategia di valorizzazione della regione adriatico-ionica fa riferimento a sviluppi internazionali recenti, che hanno visto l’emergere di macro-regioni di prioritario interesse per la cooperazione regionale, dal Mar Nero all’area del Danubio, ed al nord il Baltico, quest’ultimo oggetto di una strategia specifica da parte dell’Unione Europea. Alla luce anche dei recenti sviluppi, che hanno visto l’emergere di macro-regioni di cooperazione sulle quali si focalizza l’attenzione dell’Unione Europea, si è quindi proposta una strategia condivisa che riconduca a sé la pluralità di attori e iniziative che già operano per promuovere lo sviluppo della regione.

Una strategia per l’Adriatico-Ionico dovrebbe articolarsi attorno ad alcune tematiche che in modo condiviso siano ritenute prioritarie da tutti i Paesi che si affacciano sul mare Adriatico e sullo Ionio: la tutela dell’ambiente, il miglioramento delle prospettive economiche nella regione, il rafforzamento della sicurezza, la cooperazione economica, sociale ed istituzionale, la qualità della vita, la valorizzazione di un’esperienza e di un patrimonio culturale comuni. La definizione di tale strategia consentirà di dare valore aggiunto agli interventi sia dell’Unione Europea che degli attori nazionali, regionali, privati e del terzo settore.

Nell’architettura di una Strategia per l’Adriatico e lo Ionio, oltre gli Stati, un ruolo importante dovrebbe spettare, in particolare, alle Regioni ed alle altre realtà locali, che vantano una lunga esperienza di cooperazione transfrontaliera, conoscono potenzialità, punti di forza e criticità dei territori.

Cooperazione con il Consiglio degli Stati del Mar Baltico
La Presidenza italiana, prefiggendosi l’obiettivo di sviluppare e consolidare una rete di attori che operino in sinergia per lo sviluppo del bacino Adriatico-Ionico, ha posto tra i suoi obiettivi quello di rafforzare i rapporti con le altre organizzazioni regionali operanti nell’Europa centrale e sud-orientale, quale l’Iniziativa Centro-Europea (InCE), e con altre organizzazioni e attori regionali che operano al di fuori del Sud-Est Europa ma che condividono con la IAI l’interesse per alcune aree della cooperazione regionale. In particolare, è auspicata una più stretta collaborazione con il Consiglio degli Stati del Mar Baltico (CBSS), per la rilevanza che assume la tutela dell’ecosistema e delle rispettive zone costiere nelle due regioni. A tal fine la Presidenza italiana si è impegnata per istituire legami di cooperazione e interazione tra le due organizzazioni. Il 22 e 23 aprile 2010 si è svolto ad Ancona un workshop con esperti e accademici delle due aree per individuare settori di cooperazione; è così stato prodotto un non paper che, tra le altre proposte, invita a istituire scambi tra funzionari IAI-CBSS e dialogo tra società civili e centri di ricerca. In conformità con quest’iniziativa, la Presidenza italiana IAI ha invitato la Presidenza di turno lituana della CBSS al meeting IAI di Ancona del 5 maggio u.s. e, in questa sede, si è discusso di favorire scambi di esperienze e buone prassi non solo nella cooperazione regionale, ma anche nelle rispettive esperienze di costruzione di macro-regioni oggetto di strategie UE. La presidenza italiana ha conferito notevole enfasi circa la cooperazione con la CBSS perché poter sfruttare il know how del Consiglio Baltico circa la creazione ed il funzionamento di una macro-regione risulterebbe decisivo per il percorso intrapreso dalla IAI in questa direzione.

 


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