Questo sito usa cookies per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookies da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Fondo comune per i prodotti di base (Common Fund for Commodities - CFC)

 

Fondo comune per i prodotti di base (Common Fund for Commodities - CFC)

 

L’Organizzazione

Il Fondo Comune per i Prodotti di Base, con sede ad Amsterdam, è un Organismo finanziario intergovernativo il cui accordo istitutivo, negoziato in seno all’UNCTAD (United Nation Conference on Trade and Development) tra il 1976 ed il 1980, fu firmato a Ginevra il 27 giugno 1980. L’Italia ne ha autorizzato la ratifica con legge 584 del 6 agosto 1984 (GU 258 del 19 settembre 1984).
 Fanno parte del CFC 113 membri: 103 Paesi e 10 Istituzioni internazionali tra le quali l’Unione Europea (EU), l’Unione Africana (AU), il Mercato Comune dei Caraibi (CARICOM), il Mercato Comune per il Sud-Est dell’Africa (COMESA) e la Comunità Economica Eurasiatica (EAEC).
 Gli Organi direttivi del CFC sono il Consiglio dei Governatori (Governing Council) che si riunisce un volta l’anno, il Consiglio Esecutivo (Executive Board) e il Comitato Consultivo (Consultative Committee) che si riuniscono due volte l’anno.
 Il Consiglio dei Governatori (composto dai rappresentanti degli Stati membri in qualità di Governatori, unitamente ai rispettivi Vice Governatori e 10 rappresentanti delle Istituzioni internazionali che aderiscono al CFC) ha il compito di valutare le delibere presentate dal Consiglio Esecutivo sulle diverse tematiche inerenti il Fondo, per la loro definitiva approvazione.
 Il Consiglio Esecutivo (composto da 23 Direttori Esecutivi e 23 Vice Direttori Esecutivi, rappresentanti 23 “Constituency”, molte delle quali includono più paesi membri) ha il compito di deliberare sul finanziamento dei progetti, su eventuali rinnovi dell’Accordo istitutivo, sul funzionamento del CFC, sul Piano operativo del Fondo (a cadenza quinquennale), sulle risorse disponibili da destinare ai progetti, nonché su tutte le tematiche di natura finanziaria (come i versamenti di contributi volontari e le quote di sottoscrizione al CFC) e di natura amministrativa (esame del bilancio preventivo e approvazione del bilancio consuntivo).
 Il Comitato Consultivo (composto da nove esperti) ha il compito di selezionare i progetti che vengono presentati al CFC per la richiesta di finanziamento. Se i progetti rispondono ai criteri di ammissibilità al finanziamento (ogni progetto è valutato sulla base dei criteri di innovazione, redditività commerciale, sostenibilità finanziaria, impatto sullo sviluppo, potenzialità in termini di crescita futura verso altri settori e altri mercati, sostenibilità sociale) il Comitato Consultivo li porta all’attenzione del Consiglio Esecutivo per un successivo esame, in vista dell’approvazione finale da parte del Consiglio del Governatori.
 A livello internazionale il CFC è rappresentato dal suo Amministratore Delegato (che presiede anche il Consiglio dei Governatori) mentre sotto l’aspetto amministrativo il Fondo opera per il tramite di un Segretariato (con il compito di preparare di Piano operativo del CFC, elaborare i bilanci preventivi e consuntivi e trattare tutte le tematiche di carattere amministrativo).

Obiettivi e attività

Finalità primaria del CFC è il consolidamento dello sviluppo socio-economico dei Paesi in via di sviluppo (PVS) e dei Paesi meno avanzati (PMA) produttori di materie prime, attraverso il finanziamento o cofinanziamento di progetti pilota nel settore delle materie prime destinati al miglioramento della produzione e del commercio dei prodotti di base di interesse per le economie dei PVS e PMA, con il fine di migliorare sia la capacità produttiva e qualitativa dei Paesi produttori per il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile, sia l’accesso al mercato delle stesse, anche attraverso l’utilizzo di efficienti strutture di distribuzione delle materie prime.
 Il CFC tende altresì al miglioramento dell’efficienza e accesso delle materie prime sui mercati internazionali, allo sviluppo di prodotti innovativi, al raggiungimento di condizioni stabili di operatività sui mercati per migliorare e sostenere le reali esigenze dei PVS e PMA (proteggendoli così dalle fluttuazioni dei prezzi), alla diversificare della produzione di materie prime, all’industrializzazione del settore produttivo nei paesi più poveri per incrementare il loro export, all’ottimizzazione dell’intera filiera delle materie prime.
 L’approccio del Fondo Comune è quindi diretto a individuare nuove prospettive di crescita per i prodotti di base, orientamento che presenta il vantaggio di proporre soluzioni comuni a tutti i PVS e PMA produttori.
 Per raggiungere gli obiettivi preposti il CFC collabora attivamente con le 13 Organizzazioni internazionali dei prodotti di base e con gli 11 gruppi e sottogruppi sulle materie prime della FAO(*), sia nella preparazione dei piani d’azione quinquennali del CFC, sia nella fase di definizione di progetti mirati, questi ultimi sempre più orientati a creare occupazione giovanile, incrementare il lavoro femminile, aumentare i redditi degli operatori dell’intera filiera produttiva, ridurre la povertà e migliorare la sicurezza alimentare.
 A seguito dell’evoluzione del settore dei prodotti di base e del conseguente venir meno dell’incisività del CFC, i suoi membri hanno sentito la necessità di avviare -a partire dal 2009- una profonda riflessione per riformare il  Fondo Comune. Tale riflessione è tuttora in corso e ha portato sia a uno snellimento strutturale (con tagli al personale), sia a una revisione dei costi (con un riesame del bilancio e riorganizzazione delle voci contabili), sia ad una rivisitazione del suo Accordo istitutivo.

Partecipazione italiana

L’Italia è membro del CFC e partecipa attivamente all’attività dello stesso. Nell’ambito del Consiglio Esecutivo, suddiviso in Collegi elettorali (Constituency), il nostro Paese fa parte della 24ma Constituency insieme alla Grecia.
 Nel ambito dello staff del Segretariato, un esperto italiano partecipa all’attività dell’Associate Project Manager (composta da Italia, Cina e Giappone).

Organi italiani compenti

Ambasciata d’Italia a L’Aja e Ministero Affari Esteri (Direzione Generale per la Mondializzazione, Ufficio I).

 

(*) OO.II. - International Cotton Advisory Committee (ICAC); International Cocoa Organization (ICCO); International Coffee Organization (ICO); International Copper Study Group (ICSG); International Grains Council (IGC); International Jute Study Group (IJSG); International Lead and Zinc Study Group (ILZSG); International Network for Bamboo and Rattan (INBAR); International Nickel Study Group (INSG); International Olive Council (IOC); International Rubber Study Group (IRSG); International Sugar Organization (ISO); International Tropical Timber Organization (ITTO).
FAO - Intergovernmental Sub-Group on Bananas, Intergovernmental Group on Citrus Fruit, Intergovernmental Sub-Committee on Fish Trade, Intergovernmental Group on Grains, Intergovernmental Group on Hard Fibres, Intergovernmental Sub-Group on Hides and Skins, Intergovernmental Group on Meat and Dairy Products, Intergovernmental Group on Oils, Oilseeds and Fats, Intergovernmental Group on Rice, Intergovernmental Group on Tea, Intergovernmental Sub-Group on Tropical Fruits.

 

 


570
 Valuta questo sito