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Organizzazione Marittima Internazionale (IMO)

 

Organizzazione Marittima Internazionale (IMO)

 

L’ Organizzazione

L’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) è un’Agenzia specializzate delle Nazioni Unite, istituita a seguito dell’adozione della Convenzione internazionale marittima di Ginevra del 1948, volta a promuovere la cooperazione marittima tra i paesi membri e a garantire la sicurezza della navigazione e la protezione dell’ambiente marino. Ad essa aderiscono attualmente 172 Paesi membri ed ha sede a Londra.

L’IMO è articolata in una Assemblea che si riunisce a cadenza biennale (ultima sessione nel 2017), un Segretariato (composto da circa 300 unità), un Consiglio Esecutivo (40 Stati membri), cinque Comitati principali e nove sottocomitati.

L’Italia è membro del Consiglio dell’organizzazione ed è inclusa nel ristretto gruppo di 10 Paesi maggiormente evoluti in tema di navigazione marittima che forniscono, in ragione dell'importanza della flotta mercantile, grande impulso allo sviluppo del trasporto marittimo. Tale riconoscimento deriva dal fatto che l’Italia è tra gli Stati che hanno ratificato il maggior numero di trattati attualmente in vigore nel settore del trasporto marittimo e possiede una flotta ampiamente rinnovata e tecnologicamente avanzata, che è garanzia di sicurezza della navigazione e di tutela dell’eco-sistema marino. 

Le attività del’IMO

La creazione dell’IMO nasce dall’esigenza di regolare con standard internazionali il trasporto marittimo, un settore che copre il 90% dell’insieme del commercio internazionale.

L’Organizzazione non soltanto si è assunta l’onere di vigilare su applicazione ed aggiornamento dell’originaria Convenzione, ma ha a sua volta elaborato una filiera di nuovi atti internazionali che fanno stato della logica evoluzione che il trasporto marittimo, l’industria cantieristica, le rotte e la tecnologia, hanno conosciuto nella seconda metà del ventesimo secolo.

I gruppi tematici in cui si suddivide la normativa originata in ambito IMO sono “Sicurezza in mare”, “Inquinamento marino”, “Responsabilità e Risarcimenti”, “Altri oggetti” e trattati dai seguenti comitati e sotto-comitati: Maritime Safety Committee (MSC), Marine Environment Protection Committee (MEPC), Legal Committee, Technical Co-operation Committee e Facilitation Committee.

In ambito IMO è stato, inoltre, istituito l’insieme dei Fondi IOPC per consentire un pronto indennizzo dei danni economici ed ambientali dovuti sia ad incidenti marittimi sia allo sversamento accidentale di idrocarburi e materie  inquinanti nelle acque del mare, basandosi sul principio della “responsabilità oggettiva” a carico dell’armatore della nave che ha determinato detto inquinamento, del proprietario e del destinatario del carico. L’Italia è il secondo Paese tra i contribuenti. 

Partecipazione italiana nell’IMO

L’Italia è uno dei principali Paesi in ambito internazionale per la consistenza della flotta mercantile (13° al mondo) e contribuisce al funzionamento dell’IMO con una quota del 2% circa del bilancio dell’organizzazione. 

Il Rappresentante Permanente presso l’organizzazione è l’Ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, coadiuvato da un Ufficiale Generale delle Capitanerie di Porto in qualità di Esperto.

Riferimenti

  • Rappresentanza diplomatica competente: Ambasciata d’Italia a Londra
  • Ufficio competente presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: DGMO-Ufficio I

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