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Governo Italiano

Osservatorio sulle Materie prime

 

Osservatorio sulle Materie prime

La scarsità di materie prime sul territorio nazionale e la prevalenza in Italia di imprese di piccole dimensioni rendono fortemente vulnerabile l’industria italiana a situazioni di tensione e volatilità dei prezzi e di scarsità di materiale sui mercati internazionali.

In un contesto di crescente domanda di materie prime, in gran parte dovuta agli elevati ritmi di sviluppo delle economie emergenti, la disponibilità - sia quantitativa che qualitativa - di materie prime utili a sostenere il riposizionamento competitivo delle imprese italiane sui mercati internazionali è diventata un importante fattore strategico.

L’Osservatorio si pone l’obiettivo di creare un’interfaccia dinamica tra il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero dello Sviluppo Economico, Enti, Associazioni e aziende italiane per l’identificazione dei settori strategici ed il sostegno degli interessi industriali e commerciali italiani.

Il progetto congiunto Ministero degli Esteri/Ministero dello Sviluppo Economico ha ripreso l’originario esercizio (avviato nel 2008 dal Ministero dello Sviluppo Economico e dall’ICE) rifondandolo alla luce delle esigenze maturate nel corso degli ultimi anni, nel formato di una rete informatica di contatti che consenta un’interfaccia immediata tra MAE, MISE, Associazioni e aziende.
Le funzioni del nuovo strumento possono essere sintetizzate nelle seguenti grandi macro aree:
- censimento delle necessità delle imprese sull’approvvigionamento di materie prime;
- valutazione delle opzioni di filiera per evitare ridondanze e sviluppare sinergia;
- individuazione dei Paesi strategici per l’acquisizione di materie prime;
- valutazione delle esigenze dei paesi fornitori di materie prime, caratteristiche dei rispettivi mercati e condizioni di accesso agli stessi;
- definizione di strumenti mirati rivolti sia alle esigenze delle aziende produttrici italiane, sia alle disponibilità dei Paesi produttori individuati;
- raccordo con le politiche promosse dal nostro Paese in contesti multilaterali, per una più efficace tutela degli interessi dell’industria italiana.
 
Per rivitalizzare e rilanciare l’Osservatorio il Ministero degli Esteri ha organizzato diverse riunioni di carattere logistico, propedeutiche a successivi incontri operativi, grazie alle quali sono emerse le diverse potenzialità e criticità dell’imprenditoria italiana e sono stati determinati i settori considerati sensibili e meritevoli di approfondimenti. Si sono quindi tenute tre riunioni operative sui settori dei fosfati e dell’industria mineraria, sul comparto tessile cotoniero e sulle terre rare e materie prime strategiche.
 
La prima riunione operativa sui fosfati e l’industria mineraria (17 febbraio 2012) ha consentito di individuare e valutare gli interessi industriali italiani alla luce della crescente domanda di minerali nell’applicazione delle nuove tecnologie, soprattutto a seguito delle politiche commerciali adottate da nuovi Paesi emergenti produttori e alla contrazione di tali materie prime sui mercati mondiali, a sostegno delle politiche industriali italiane.
 
La seconda riunione operativa ha interessato il settore tessile-cotoniero (29 febbraio 2012) per tracciare una panoramica dello stato di salute del settore cotoniero in Italia e realizzare una mappatura delle imprese di settore, al fine di individuare strategie di supporto sia a livello comunitario che internazionale. Al riguardo sono emerse alcune criticità che rallentano la crescita della nostra imprenditoria: il crescente ruolo dei Paesi dell’area asiatica nel comparto cotoniero, il negativo impatto delle politiche commerciali restrittive (limitazioni all’export del cotone, sussidi alla produzione applicati da alcuni Paesi emergenti produttori che rendono i loro manufatti più competitivi sui mercati internazionali) e gli effetti destabilizzanti della volatilità dei prezzi. Il settore cotoniero italiano, fiore all’occhiello del Made in Italy, ha risentito negli ultimi anni della delocalizzazione del sistema produttivo, che si è spostato sempre più verso i mercati dell’estremo oriente e della Cina.
 
La terza riunione operativa (18 giugno 2012) ha toccato i temi delle terre rare e delle materie prime strategiche (con particolare riferimento al litio).
Per le terre rare sono stati forniti aggiornamenti sui nuovi mercati di produzione, per una possibile esplorazione di nuove forme di collaborazione bilaterale e di sviluppo del canale di riciclaggio da scarti elettronici.
Per il litio è stata segnalata l’opportunità di consolidare le già avviate forme di collaborazione tecnico-scientifica con alcuni Paesi produttori emergenti, in prospettiva del sempre maggiore sviluppo della “green economy” e della realizzazione di progetti bilaterali.
Sotto il profilo della formazione in Italia di talenti stranieri, si è ricordato il Programma attivato presso il MAE Invest your talent in Italy, iniziativa di formazione avviata nel 2006 da MAE, ICE e Camere di Commercio all’estero per attrarre gli studenti più meritevoli e sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane, programma al quale aderiscono diversi Atenei italiani (Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, Università Bocconi, Università di Trento, Università Cattolica di Milano, Università di Bologna, Università di Genova, LUISS Guido Carli, Università Tor Vergata di Roma, Università di Macerata, l’Istituto Marangoni di Milano e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa).
 
Durante la riunione è stata infine esaminata l’opportunità di istituire un network, rivolto a tutte le materie prime, che consentisse agli operatori dei vari settori economici di condividere spunti di riflessione e materiale di interesse da pubblicare in rete.
Per la realizzazione di tale esercizio l’Osservatorio si è avvalso della piattaforma MAE InfoMercatiEsteri (www.informercatiesteri.it) attiva dal 6 marzo 2013, attraverso la quale le Ambasciate italiane possono pubblicare informazioni sui mercati esteri, portare a conoscenza dell’imprenditoria italiana le opportunità offerte dai Paesi stranieri e gli interessi dei relativi governi in termini di investimento o business.

In tale settore rileva anche l’“Esercizio di mappatura sulle materie prime non energetiche”, lanciato a settembre 2013 dal Servizio Europeo per l’Azione Esterna (SEAE) dell’Unione Europea.
Attraverso l’esercizio di mappatura ogni Paese membro fornisce all’UE i propri dati su produzione, consumo, stoccaggio, import ed export di materie prime, nonché attività di ricerca e prospezione sul territorio e proposte di miglioramento per l’approvvigionamento, che permettono di conoscere in anticipo i quantitativi delle materie prime disponibili e le future necessità dei Paesi membri UE.

Organi italiani competenti: Ministero Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (DGMO, DGSP), Ministero dello Sviluppo Economico.


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