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Governo Italiano

Il futuro dell’Europa all’inizio del nuovo Ciclo Istituzionale 2019-2024

 

Il futuro dell’Europa all’inizio del nuovo Ciclo Istituzionale 2019-2024

Il dibattito sul futuro dell’UE è reduce da un periodo di pausa, condizionato soprattutto dalla fase di passaggio a cavallo tra il 2018 e il 2019 segnata dal rinnovo delle Istituzioni europee, dalle incertezze della Brexit edal permanere all’interno dell’Unione di ambizioni e visioni differenti sul futuro del processo di integrazione europea.

L’avvio del nuovo ciclo istituzionale 2019-2024 (le cui priorità sono contemplate nell’Agenda strategica 2019-2024, approvatadal Consiglio europeo del 20-21 giugno 2019) sta segnando la ripresa della riflessione sugli assetti e sulle politiche dell'Unione europea, riflessione che verrà inquadrata in una grande Conferenza sul futuro dell'Europa, un grande esercizio paneuropeo e ampiamente partecipativo. La Conferenza vedrà coinvolti, nel corso di due anni, Stati membri, Istituzioni, Parlamenti nazionali, cittadini e società civile, con l’obiettivo di elaborare concrete ipotesi di riforma e proposte operative da attuare entro l’avvio del prossimo ciclo istituzionale 2024-2029 per imprimere rinnovato slancio all'azione dell'Unione, dando in particolare ascolto alle istanze dei cittadini. L’evento di lancio della Conferenza, ospitato dall’attuale Presidenza croata del Consiglio dell’Unione europea, dovrebbe avvenire nella data-simbolo del 9 maggio 2020, Giornata dell’Europa, in coincidenza con il 70° anniversario della Dichiarazione Schuman.

Tutti gli aspetti essenziali dell’esercizio (portata, formato, struttura, governance, comunicazione, obiettivi, seguiti operativi) dovrebbero confluire in una Dichiarazione comune redatta in esito al confronto interistituzionale tra Consiglio dell’Unione europea, Commissione europea e Parlamentoeuropeo. Fra le tre Istituzioni, sia il Parlamento europeoche ilConsiglio UE hanno assunto la propria posizione sulla Conferenza, rispettivamente in una Risoluzione dello scorso 15 gennaio e in una Comunicazione del 22 gennaio.

Quale contributo alla definizione del futuro esercizio e quale stimolo alla sintesi di una posizione unitaria dei ventisette Stati membri del Consiglio, lo scorso 19 febbraio il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha pubblicato un documento di posizione che sintetizza la posizione dell’Italia sulla Conferenza, predisposto a cura del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e sottoposto all’attenzione dei Vertici delle tre principali Istituzioni europee e degli altri Partner UE. Rispetto ad altri simili documenti nazionali finora circolati, che si sono concentrati sugli aspetti procedurali e organizzativi della Conferenza, il documento italiano è il primo a concentrarsi sui possibili contenuti dell’esercizio, avanzando proposte concrete e ambiziose. Esso tocca sia specifiche proposte di riforme istituzionali, volte specialmente a migliorare il coinvolgimento democratico dei cittadini e l'efficienza dei processi decisionali UE, sia proposte nel campo delle politiche sostanziali, con particolare attenzione all’economia, all'ambiente e alle migrazioni. Il non paper italiano testimonia così la determinazione del nostro Paese a contribuire al successo della Conferenza, in linea con il tradizionale impegno dell’Italia a favore del progetto europeo.


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