Questo sito usa cookies per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookies da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Intervista

التاريخ:

22/08/2006


Intervista

Vittorio Craxi, sottosegretario agli Esteri, rilancia l'appello del ministro Giuliano Amato: “il nostro, rispetto ad altri, non è un approdo ma un Paese di passaggio. Siamo la porta del Mediterraneo. Ma nascondersi che anche per noi il volume dei flussi migratori nei prossimi anni rischia di aumentare sarebbe come non saper prevedere i tifoni. Questo non è un fenomeno meteorologico ma una delle grandi emergenze che dobbiamo affrontare in questo decennio. Dobbiamo farlo con l'Europa”.

D. Come ogni agosto, le immagini dei barconi che approdano in Italia, carichi di speranza e disperazione, sono quotidiane. Come si fermano gli sbarchi?

R. «Il problema è colpire alla radice il fenomeno. Questo flusso che si dirige verso Lampedusa proviene dalla Libia da un corridoio molto vulnerabile che dall'Africa subsahariana scende fino alla costa. E' un problema degli stessi libici riuscire a fronteggiarlo. Lo stesso problema - lo dico perché ne ho discusso con loro due mesi fa- che hanno anche gli algerini. Ci sono ondate che è difficile controllare»

D. Come si può fare?

R. «Primo, stringendo accordi molto forti cori i Paesi rivieraschi, la prossima conferenza sull'emigrazione nel mediterraneo si terrà a Tripoli e questa sarà una delle proposte che faremo al governo libico. E' un problema di controllo dei confini con i paesi più disperati del mondo. Questo sul piano logistico-tecnico».

D. La prima obiezione è che gli accordi con la Libia sono stati fatti ma gli sbarchi continuano. Tant'è che il ministro Amato dice che la questione deve diventare problema dell'Unione europea.

R. « Non c'e correlazione tra l'andamento dei nostri rapporti con la Libia e questa ondata migratoria che è molto forte.Tra quindici giorni si terrà a New York l'assemblea generale dell'Organizzazione internazionale della migrazione ed è nell'agenda di questi lavori, oltre che una serie di questioni legate allo studio del fenomeno, quello delle aree geografiche più interessate. C'è quindi un problema logistico da risolvere a livello internazionale e poi c'è un problema politico ed economico che non può essere più rimandato».

D. Come si affronta? È ancora più difficile del nodo logistico.

R. «Una delle grandi questioni è la destinazione dei fondi a sostegno dei Paesi che soffrono drammaticamente il problema della siccità e della fame. E' il problema del millennio e non a caso Kofi Annan ha messo l'Africa al centro della sua azione. Davanti ai barconi che si rovesciano e a queste vite disperate il nostro dibattito si accede sui punti e le virgole di una legge. Ma non è con una legge che si padroneggia il fenomeno»

D. Eppure in Italia si litiga sulla legge. La Lega insiste per le maniere forti: Maroni chiede il filo spinato a difendere le frontiere, Calderoni vuole sparare sulle barche per respingerle.

R. «A dire la verità, su questo terreno non ricordo grandi performance del Maroni ministro dell'Interno. E in più, il carattere pressapochista e poco serio con cui si sono affrontare queste questioni, solo a fini di polemica interna, non aiuta la soluzione del problema: anche la minoranza della padania deve rendersi conto che questa è una delle grandi questioni che investe il mondo e deve affrontare il tema con lo stesso approccio dei governi seri e i responsabili di tutta Europa»

D. Nella Cdl c'è anche chi sostiene che accorciare i tempi per la concessione della cittadinanza può rendere ancora più appetibili questi viaggi della speranza.

R. «Penso che quei poveri disperati morti a Lampedusa non fossero soliti leggere al mattino il Corriere della Sera. E che quindi non siano morti perchè i tempi per avere la cittadinanza italiana potevano essere più brevi. E tuttavia è saggio non fare concessioni ad operazioni di carattere demagogico. Ossia non sostenere che questa misura sia un modo per enfatizzare il valore della multietnicità della nostra società. Che deve mantenere le proprie caratteristiche e allo stessi tempo comportarsi in modo equo con chi da noi si è ricostruito una vita».


المكان:

Roma

المؤلف:

Teresa Bartoli

2877
 Valuta questo sito