Informazioni circa modalità e criteri per la partecipazione alle Missioni dell'OSCE sul terreno e al programma REACT (seconded positions)
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Informazioni circa modalità e criteri per la partecipazione alle Missioni dell'OSCE sul terreno e al programma REACT (seconded positions)

 

Informazioni circa modalità e criteri per la partecipazione alle Missioni dell'OSCE sul terreno e al programma REACT (seconded positions)

Le Istituzioni e le Missioni dell'OSCE sul terreno

Requisiti per candidarsi

Come presentare la propria candidatura

Come avviene la selezione

Come sono regolati i rapporti di lavoro in OSCE

 

Le Istituzioni e le Missioni dell'OSCE sul terreno

L'OSCE svolge una rilevante attività di prevenzione dei conflitti, rafforzamento istituzionale e ricostruzione post-conflittuale attraverso lo stabilimento, sul territorio di alcuni dei suoi Stati partecipanti, di strutture permanenti di assistenza. Tale attività si esplica attraverso l'azione continuativa del Segretariato OSCE a Vienna, dell’Ufficio per le Istituzioni Democratiche ed i Diritti Umani (ODIHR) di Varsavia  e di 13 Missioni sul terreno (Field Operations), presenti in vari Paesi dell'Europa dell'Est (Moldova ed Ucraina), dei Balcani (Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro, Albania, Ex Repubblica Yugoslava di Macedonia ed una Missione separata per il Kosovo) e dell'Asia Centrale (Kazakhstan, Uzbekistan, Kyrgyzstan, Tajikistan e Turkmenistan). A queste vanno aggiunte le due Missioni di osservazione permanente in Ucraina: la “Special Monitoring Mission to Ukraine” (SMMU) e la Missione di osservazione ai due posti di frontiera di Gukovo e Donetsk (BOM). Le Missioni sul terreno assorbono gran parte delle risorse di bilancio dell'Organizzazione  e vedono impegnati numerosi esperti internazionali “seconded” (= assecondati), cioè pagati parte dall'OSCE e parte dal Paese OSCE di appartenenza dell’esperto, reclutati tra i candidati che presentano domanda su un apposito sito (OSCE Dashboard, vedi più avanti) e la cui candidatura è sostenuta dal Paese di appartenenza. L'Italia, che figura tra i maggiori contribuenti dell'OSCE, attribuisce grande importanza all'attività sul terreno dell'Organizzazione ed assicura alle Missioni il suo pieno supporto, attraverso il sostegno a qualificate candidature italiane. Tale presenza é divenuta nel corso degli anni sempre più rilevante ed è adesso la prima assoluta in termini numerici.

Requisiti per candidarsi

Le Missioni sul terreno e le Istituzioni dell'OSCE pubblicano regolarmente sul sito internet dell'Organizzazione (vedi: http://www.osce.org/employment/vacancies) le vacanze di posto (vacancy notices) per le varie posizioni seconded che si rendono disponibili. I requisiti minimi obbligatori per potersi candidare per tali posizioni sono i seguenti:

  • essere di nazionalità italiana (con pieno godimento dei diritti politici); 
  • essere in possesso di titolo di studio universitario od equivalente; 
  • avere un'ottima conoscenza (Professional Fluency) dell'inglese scritto e parlato; 
  • avere una buona conoscenza dei mezzi informatici; 
  • avere una buona propensione al lavoro di gruppo; 
  • non presentare motivi di incompatibilità con l'incarico; 
  • essere in buona condizione fisica; 
  • essere in possesso di patente di guida (ove specificamente richiesto nella vacancy notice, specificare che si è in grado di guidare veicoli con cambio manuale e 4 x 4); 
  • avere almeno alcuni anni di esperienza professionale (si considerano anche i periodi di tirocinio non retribuito e le esperienze di volontariato): minimo 2 per le posizioni di livello più basso, 6 o più per le altre.

Sono inoltre considerati titoli preferenziali:

  • avere una buona conoscenza delle aree geografiche di interesse; 
  • avere una buona conoscenza di lingue parlate nell'area di interesse; 
  • aver frequentato corsi post-laurea di approfondimento o corsi di formazione nelle seguenti discipline: diritti umani, peace-keeping, prevenzione dei conflitti, gestione civili delle crisi, assistenza ai processi di democratizzazione, gestione delle risorse economico-ambientali; 
  • aver maturato una sostanziale esperienza professionale nei seguenti campi di attività: diritti umani, peace-keeping, prevenzione dei conflitti, gestione civili delle crisi, assistenza ai processi di democratizzazione, gestione delle risorse economico-ambientali.

Altri, più specifici, requisiti sono indicati dall'OSCE in relazione ai settori di attività individuati (Human Rights, Rule of Law, Democratisation, Elections, Economic and Environmental Affairs, Press and Public Information, Media Development, Political Affairs, Administration and Support, General Staff and Monitoring Functions, Military Affairs, Civilian Police) e per ognuno dei livelli di professionalità previsti (Professional, Senior Professional, Middle Management, Senior Management).

Si prega il candidato di leggere attentamente  i requisiti indicati nella “vacancy notice” per la posizione a cui intende candidarsi: anche la mancanza di uno solo dei requisiti indicati come obbligatori (mandatory) comporta infatti la bocciatura inesorabile della candidatura da parte dell’OSCE.

Come presentare la propria candidatura

Chi fosse interessato a presentare la propria candidatura per le posizioni “seconded” pubblicate sui bandi dell’OSCE deve innanzitutto compilare la domanda on-line tramite l’apposito modello disponibile sul sito dell’OSCE al seguente indirizzo:

http://www.osce.org/employment/vacancies

Una volta entrati nel sito suddetto, occorre cliccare sulla posizione per cui si intende candidarsi, si apre una nuova pagina e bisogna prima selezionare il Paese di appartenenza (Italy) e poi cliccare su “apply”. A questo punto si viene re-diretti verso un  altro sito WEB (e-Recruitment), dove occorre prima creare un proprio “account” (cioè creare un proprio username e una propria password) e dopo si può cominciare a redigere il proprio curriculum sul formulario OSCE, denominato REACT (Rapid Expert Assistance and Co-operation Teams). E’ una procedura meno complicata di quanto possa apparire ed abbastanza intuitiva (basta seguire le istruzioni), però è un po’ laboriosa e richiede circa un’ora di tempo, quando si accede per la prima volta. Attenzione: anche se è possibile salvare il proprio curriculum e modificarlo successivamente (ed utilizzarlo per altre candidature), una volta usciti dal sito la procedura risulta completata e il curriculum, anche se incompleto, viene automaticamente memorizzato come quello valido per la candidatura! Infatti, successive modifiche potranno valere solo per successive candidature. Tenere questo ben presente! La compilazione on-line del formulario è l’unica modalità per presentare la propria candidatura su posizioni seconded: l’invio di CV o formulari di tipo diverso non potranno essere presi in considerazione dall’Ufficio competente.

Completata la compilazione, il formulario viene automaticamente memorizzato dal sistema OSCE (OSCE Dashboard) che lo invia, sempre in automatico, all’Autorità nazionale competente  (nel caso dell’Italia il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) – Direzione Generale per gli Affari Politici e di Sicurezza (DGAP) – Ufficio VI, competente per l’OSCE (Piazzale della Farnesina 1, 00194 Roma – Tel. Ufficio 06 3691 2272 / 3745 – dgap6@esteri.it ), che procede all’esame delle domande pervenute entro i termini, al fine di presentare i profili ritenuti maggiormente competitivi dall’OSCE, cui spettano le fasi successive di selezione e la scelta definitiva del candidato.

I candidati che avessero riportato condanne penali e/o fossero sottoposti a procedimenti penali pendenti, sia in Italia che all'estero (anche se siano stati concessi amnistia, condono, indulto o perdono giudiziale, ecc.), sono tenuti a dichiararlo allegando apposita dichiarazione, da inviare all'Ufficio OSCE.

I funzionari in servizio presso le altre Amministrazioni pubbliche sono tenuti a dichiararlo nella domanda ed a far pervenire entro il termine di scadenza del bando, anticipandolo via e-mail all’Ufficio OSCE, il NULLA OSTA alla presentazione della domanda da parte dell’Amministrazione di appartenenza.

Il MAECI si riserva la facoltà di contattare coloro che hanno presentato la domanda, secondo la procedura di cui sopra, al fine di verificare la veridicità delle notizie riportate sul loro CV, nonché di sottoporre i candidati ad un colloquio individuale.

Entro il termine di scadenza stabilito dal bando dell’OSCE per la presentazione on-line delle domande il predetto Ufficio OSCE, qualora abbia riscontrato l’opportunità di ricoprire il posto funzionale messo a concorso dall’OSCE, procede all’esame delle candidature quindi, sempre on-line, a darne seguito sia in caso di valutazione positiva che negativa.
In considerazione del consistente numero di candidature che detto Ufficio deve mediamente esaminare, solo coloro che venissero selezionati (e proposti quindi dall’OSCE per la valutazione finale) riceveranno notizia scritta dell’avvenuto prosieguo della selezione. Coloro che dopo la scadenza del bando non ricevessero notizia alcuna dovranno considerarsi come non selezionati.

TERMINE DI SCADENZA: vengono considerate presentate nei termini le domande che risultano riscontrate sul sito dell’OSCE entro le ore 12.00 del giorno di scadenza indicato nel bando.

NOTA BENE: quando la data di scadenza indicata sul bando OSCE coincide con un sabato, una domenica od un altro giorno festivo secondo il calendario italiano, non essendo l’Ufficio OSCE operativo, il termine di scadenza ai fini della valutazione delle domande viene anticipato all’ultimo giorno lavorativo utile (esempio: se la data di scadenza indicata sul bando OSCE coincide con un sabato, giorno non lavorativo per gli uffici pubblici, come termine ultimo vengono considerate le ore 12.00 del venerdì precedente).
AVVERTENZA: come di norma riportato nei bandi dell’OSCE si raccomanda vivamente di presentare la richiesta di candidatura con congruo anticipo rispetto alla data di scadenza del bando. 

  

Come avviene la selezione

L’approvazione di una candidatura da parte del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) non offre alcuna garanzia di successo della stessa candidatura; la decisione finale spetta infatti all’OSCE, che opera  la selezione dei candidati seguendo le seguenti tappe:

  1. il “Recruitment Office” del Segretariato OSCE opera un primo esame del curriculum presentato dal candidato per vedere se possiede i requisiti obbligatori (mandatory) indicati nella vacancy notice del posto per cui egli si è candidato: se anche uno solo di essi manca, il candidato sarà inesorabilmente bocciato. Invece, i candidati che superano questa prima selezione entrano nella c.d. “long list” che viene trasmessa dal “Recruitment Office” all’Ufficio OSCE competente per la posizione;
  2. l’Ufficio OSCE competente opera un’ulteriore selezione, sempre sulla base della comparazione tra i curricula dei candidati e i requisiti indicati nella vacancy notice, e chi la supera entra nella “short list” dei candidati convocati per sostenere l’esame scritto;
  3. l’esame scritto consiste nella redazione, via Internet, di un rapporto in inglese su un tema indicato dalla commissione esaminatrice OSCE. Tale prova serve essenzialmente a verificare la conoscenza dell’inglese da parte del candidato e la sua capacità di redigere rapporti sintetici ed esaurienti. Chi supera la prova scritta, viene ammesso alla prova orale;
  4. la prova orale consiste in un colloquio via Skype della Commissione esaminatrice col candidato, del quale sono saggiate le conoscenze specifiche sugli argomenti che dovrà trattare ove fosse assunto;
  5. alla fine della prova orale, la commissione esaminatrice propone al responsabile dell’Ufficio OSCE competente la rosa (massimo 2 o 3 nomi) dei candidati ritenuti idonei per la posizione. Ove in questa rosa ci fossero candidati italiani che lo segnalino al competente Ufficio VI DGAP di questo Ministero (vedi sopra), quest’ultimo cercherà di sostenerli tramite la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’OSCE o l’Ambasciata competente (farlo prima non servirebbe ed anzi sarebbe controproducente).

Naturalmente, la procedura di selezione OSCE descritta sopra sarà valida solo per quei candidati che hanno superato la pre-selezione operata dall’Ufficio VI DGAP. Quest’ultimo opera avendo in mente la prima fase di selezione che sarà attuata poi dal “Recrutiment Office” OSCE (punto 1 qui sopra) che porta alla “long list”. L’Ufficio VI DGAP infatti pre-seleziona solo quei candidati che possiedono tutti i requisiti obbligatori (mandatory) indicati nelle vacancy notice delle posizioni per cui i candidati e scarta gli altri, perché sa che questi ultimi sarebbero comunque scartati dal “Recruitment Office” OSCE nella fase di redazione della long list. Infatti, anche se il sostegno dell’Ufficio VI DGAP a una candidatura è condizione necessaria perché essa sia presa in considerazione dall’OSCE, non è però condizione sufficiente affinché l’OSCE la approvi. Di conseguenza, l’Ufficio VI DGAP (che svolge le funzioni di “seconding Authority”, secondo la terminologia OSCE) è costretto ad operare una pre-selezione abbastanza severa al fine di convincere l’OSCE che tutti i candidati italiani che le sono sottoposti sono quanto meno degni di essere presi in considerazione. Tale politica ha dato buoni frutti perché finora: il 99% dei candidati italiani sostenuti dall’Ufficio VI DGAP sono entrati in long list; il 75% è entrato in short list (punto 2 qui sopra); circa il 25% è stato poi effettivamente assunto. Soprattutto quest’ultimo dato è particolarmente significativo ove si consideri che, per ciascuna posizione vacante in OSCE, possono esservi (e in effetti molto spesso ci sono) le candidature concorrenti degli altri 56 Paesi membri. Del resto, come già detto all’inizio di questa pagina WEB, la presenza di funzionari italiani in OSCE è la più alta.

Pertanto, si assicura che l’Ufficio VI DGAP  sosterrà tutte le candidature italiane che presentino probabilità di successo. Solo per le candidature per posizioni presso le Istituzioni OSCE (Segretariato a Vienna e ODIHR a Varsavia) , l’Ufficio attua una politica più restrittiva, dovuta al fatto che le posizioni “seconded” presso le Istituzioni sono interamente a carico di questo Ministero (vedi capitolo successivo) e quindi ciascuna di esse costa 5mila Euro al mese indistintamente dal grado, cioè costano sempre 5mila euro al mese sia che siano di livello basso o alto. Di conseguenza, il sostegno alla candidature per posizioni “seconded” presso le Istituzioni OSCE è di norma riservato a quelle di funzionari italiani che prestano già servizio in OSCE da qualche anno e che si candidano per posizioni di livello abbastanza elevato (almeno P3). Ai nuovi candidati, cioè quelli che non hanno mai prestato servizio in OSCE, si consiglia perciò di fare domanda per posizioni presso le Missioni OSCE, partendo da quelle di livello più basso, per poi successivamente concorrere per quelle di livello medio e alto. Solo dopo avere completato tale iter, che richiede qualche anno, si potrà concorrere per posizioni presso le Istituzioni OSCE.

Si assicura infine che, nella selezione dei candidati per posizioni Osce, questo Ministero agisce nel pieno rispetto delle pari opportunità.

 

Come sono regolati i rapporti di lavoro in OSCE

I candidati che hanno successo e sono assunti dall’OSCE devono tenere presente che i rapporti di lavoro nelle Istituzioni / Missioni sul terreno hanno sempre natura temporanea e sono regolati da un contratto. Essi non danno diritto a status di funzionario internazionale. I contratti offerti dall'OSCE hanno di norma durata annuale e possono essere rinnovati con il consenso delle parti interessate (OSCE, Stato partecipante, esperto), purché continuino a sussistere tutte le condizioni che ne avevano permesso l'avvio (priorità nazionali e interesse per l'incarico) e che la valutazione dell'operato dell'esperto sia positiva. Da tenere presente inoltre che non si può prestare servizio per più di 7 anni nella stessa Missione e non più di 10 anni in OSCE in generale. L’organizzazione viennese è, di fatto, una sorta di istanza di formazione professionale per funzionari internazionali che poi passano ad altre Organizzazioni Internazionali (UE, ONU e sua agenzie specializzate, e così via). Si raccomanda quindi al candidato che ha avuto successo di non considerare il suo impiego in OSCE come una sistemazione definitiva, perché potrà essere più o meno lunga ma sarà sempre temporanea!

L'OSCE corrisponde al suo personale seconded presso le Missioni sul terreno un'indennità giornaliera per coprire le spese di vitto e alloggio (cd. board and lodging allowance - BLA), cui si aggiunge un’integrazione mensile, corrisposta sempre dall’OSCE, ma i cui costi gravano su fondi messi a disposizione dall’Italia. Sia la BLA che l’integrazione sono considerate un’indennità e non uno stipendio, ragion per cui non sono soggette a tassazione né nel Paese in cui sono percepite, né in Italia.

La BLA non esiste per le posizioni presso le Istituzioni OSCE, che sono quindi interamente a carico dell’Italia. Nelle Missioni OSCE variano e, per il 2017, esse ammontano  (indipendentemente dalla posizione ricoperta) a: 113 Euro giornalieri in Albania, 114 in Bosnia-Erzegovina, 117 in Kosovo, 112 in FYRoM (Macedonia), 117 in Montenegro, 125 in Serbia, 113 in Moldova, 125 in Ucraina (sia per l’Ufficio permanente di Kiev che per la Missione di Monitoraggio Speciale), 147 per la Missione di Osservazione ai posti di frontiera di Gukovo e Donetsk (tra Russia ed Ucraina), 121 in Armenia, 115 in Kazakistan, 120 in Kirghizistan, 128 in Tagikistan, 133 in Turkmenistan, 132 in Uzbekistan.

Per quanto riguarda l’integrazione a carico dell’Italia, per le posizioni presso le Missioni OSCE essa è pari a zero per le posizioni “Professional” (S1), ammonta a 1.400 Euro mensili per le posizioni “Senior Professional” (S2), a 2.000 Euro per le posizioni “Middle Management” (S3) e a 3.000 Euro per le posizioni “Senior Management” (S4). Invece, per i funzionari che lavorano al Segretariato OSCE a Vienna e all’ODIHR a Varsavia, che non ricevono alcuna forma di indennità dall’OSCE, essa ammonta sempre a 5.000 Euro mensili. Oltre all’integrazione, i secondees italiani ricevono: 1. un contributo “una tantum” di 250 Euro come rimborso forfetario delle spese di viaggio; 2. il pagamento dell’assicurazione contro il rischio Morte & Infortuni proposta dall’OSCE.

Sono ad esclusivo carico del personale seconded tutti gli oneri di sicurezza sociale e l’assicurazione sanitaria.

 


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