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Futuro dell’Europa

 

Futuro dell’Europa

Il Vertice informale di Sibiu del 9 maggio ha costituito l’ultimo momento di riflessione sul futuro dell’Europa prima della conclusione del ciclo istituzionale 2014-2019. Esito del Vertice è stata la Dichiarazione di Sibiu che, dopo aver richiamato i principali risultati storici dell’Unione europea, riafferma l’importanza dell’unità quale fattore di forza, riconosce la “prospettiva europea” di altri Stati europei e concorda dieci impegni, tra cui: l’unità, la protezione dei nostri stili di vita, della democrazia e dello stato di diritto, un’Europa “grande sulle cose grandi”, il sostegno al principio di equità, la salvaguardia del futuro delle prossime generazioni, la protezione dei cittadini, un’Europa come leader globale.

In vista dell’inizio del nuovo ciclo istituzionale 2019-2024 con le elezioni europee del 23-26 maggio, a Sibiu ha preso avvio l’esercizio redazionale delle nuove priorità dell’Unione confluite nell’Agenda strategica 2019-2024, approvata dal Consiglio europeo del 20-21 giugno. L’Agenda strategica indica quattro macro-aree d’azione, ciascuna articolata in una serie di priorità: 1) proteggere i cittadini e le libertà; 2) sviluppare una base economica forte e vivace; 3) costruire un'Europa verde, equa, sociale e a impatto climatico zero; 4) promuovere gli interessi e i valori europei sulla scena mondiale.

Le elezioni europee sono state contraddistinte per una affluenza alle urne più elevata che in passato e hanno introdotto elementi di novità negli equilibri europei, sia all’interno dell’Emiciclo – in particolare con la fine della tradizionale preponderanza dei gruppi politici dei Popolari europei e dei Socialisti e Democratici e l’affermazione dei Liberali e dei Verdi fra le forze emergenti – sia, di riflesso, nel processo di rinnovo delle cariche istituzionali di vertice UE.

Al termine di negoziati cominciati subito dopo l’annuncio dei risultati delle elezioni europee, alla vigilia della prima sessione plenaria del nuovo Parlamento europeo il Vertice straordinario del 30 giugno, 1 e 2 luglio ha certificato l’accordo dei Leader UE su un “pacchetto” di nomine di vertice (Presidente della Commissione, Alto Rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza, Presidente del Consiglio europeo e Presidente della Banca centrale europea). Il processo di rinnovo delle cariche è previsto concludersi entro il prossimo ottobre, in particolare con il voto del Parlamento europeo sull’insieme della nuova formazione della Commissione e sul suo programma e la nomina formale di quest’ultima da parte del Consiglio europeo.


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