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Governo Italiano

Emilio Colombo

 

Emilio Colombo
  • Nato a Potenza l’11 aprile 1920, laureato in Giurisprudenza.
  • Proviene dalle organizzazioni cattoliche nelle quali ricopre importanti incarichi tra cui quello di Vice presidente nazionale della Gioventù italiana di azione cattolica.
  • Deputato alla Costituente nel 1946, è eletto al Parlamento nel 1948 e confermato in successive elezioni.
  • Fa il suo ingresso al Governo per la prima volta come Sottosegretario all’agricoltura nel V e nel VI Governo De Gasperi e, successivamente, ai lavori pubblici nell’VIII Governo De Gasperi, nel Governo Pella, nel I Governo Fanfani e nel Governo Scelba.
  • Ministro dell’agricoltura e delle foreste nel I Governo Segni e nel Governo Zoli, è tra i protagonisti della Riforma agraria messa a punto da Antonio Segni.
    Nel 1958 è Ministro del commercio con l’estero nel II Governo Fanfani, dell’industria e del commercio nel II Governo Segni, nel Governo Tambroni, nel III e IV Governo Fanfani, del tesoro nel I e nel II Governo Leone (con l’interim del Ministero del bilancio e della programmazione economica), nel I, II e III Governo Moro, nel I, II e III Governo Rumor.
  • Dal 6 agosto 1970 al 15 gennaio 1972 è Presidente del Consiglio e, dal 6 marzo 1971, regge ad interim il Ministero di grazia e giustizia.
  • E’ Ministro del tesoro nel I Governo Andreotti e Ministro senza portafoglio con compiti politici particolari e di coordinamento, con speciale riguardo alla presidenza della delegazione italiana all’ONU, nel II Governo Andreotti.
  • Ministro delle finanze nel IV Governo Rumor, torna al tesoro nel V Governo Rumor e nel IV e V Governo Moro.
  • Membro del Parlamento europeo nel 1976, è eletto presidente nel 1977 e rieletto nel 1979 alle prime elezioni a suffragio diretto e universale. Nello stesso anno, riceve ad Aquisgrana, terzo statista italiano dopo De Gasperi e Segni, il Premio Carlomagno, che viene assegnato ogni anno all’uomo politico europeo che ha maggiormente contribuito al processo di integrazione comunitaria.
  • Negli anni ’80, torna al governo come Ministro degli affari esteri con Cossiga e rimane alla Farnesina con Forlani, Spadolini e Fanfani.
  • In questo periodo, redige, con il collega tedesco, l’Atto Colombo-Genscher, che rappresenta la premessa politica su cui si basano l’Atto Unico Europeo per il Mercato unico e lo stesso Trattato di Maastricht.
  • E’, inoltre, autore della Dichiarazione di Venezia sulla politica europea per il Medio Oriente.
  • Nel 1987 è Ministro del bilancio e della programmazione economica nel Governo Goria e delle finanze nel Governo De Mita.
  • Nel 1992, con Amato Presidente del Consiglio, torna alla Farnesina, subentrando all’on. Scotti, dimissionario. Nel settembre dello stesso anno, il Comitato monetario della CEE sospende la valuta italiana, a seguito della crisi finanziaria. In questo periodo, Colombo, quale membro del Gruppo dei 7 Paesi industrializzati, tratta con il collega russo Kozirev il programma di aiuti economici dell’Occidente alla Federazione russa per l’avvio delle sue trasformazioni economiche e sociali. Durante il suo incarico alla Farnesina, entra in vigore, il I gennaio 1993, il Mercato Unico Europeo.
  • Il 14 gennaio 2003 viene nominato senatore a vita “per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale”.

 


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