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Governo Italiano

Giulio Andreotti

 

Giulio Andreotti
  • Nato a Roma il 14 gennaio 1919.
  • Laureato in Giurisprudenza.
  • Presidente della Federazione universitaria cattolica italiana (FUCI) dal 1942 al 1944, collabora alla fondazione della Democrazia cristiana al fianco di Alcide De Gasperi e di Guido Gonella.
  • Nel 1944, al congresso di Napoli della D.C. viene eletto membro del Consiglio Nazionale.
  • Eletto nel 1946 all’Assemblea costituente, è rieletto alla Camera dei deputati nel 1948 e confermato in tutte le successive competizioni elettorali, fino alla nomina a senatore a vita nel 1991 “per aver illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”.
  • Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 1947 al 1954, è Ministro dell’interno nel I Governo Fanfani, delle finanze nel I Governo Segni e nel Governo Zoli, del tesoro nel II Governo Fanfani, della difesa nel II Governo Segni, e mantiene tale incarico nei successivi Governi Tambroni, III e IV Fanfani, I Leone, I e II Moro.
  • Dal 1966 al 1968 è Ministro dell’industria e del commercio nel III Governo Moro e nel II Governo Leone. Ritorna, nel 1974, alla difesa con il V Governo Rumor.
  • Il 17 febbraio 1972 assume per la prima volta l’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri, ma non ottiene la fiducia. Dopo lo scioglimento delle Camere e le elezioni politiche anticipate del 7 maggio 1972, forma, il 26 giugno dello stesso anno, il suo II Governo, che resta in carica fino al 12 giugno 1973.
  • Nel V Gabinetto Rumor è Ministro della difesa e, dal 1974 al 1976, è Ministro del bilancio e della programmazione economica nel IV e V Governo Moro.
  • Il 29 luglio 1976 forma il suo III Governo, l’11 marzo 1978 il IV, il 20 marzo 79 il V, che non riceve la fiducia delle Camere.
  • Dal 1983 al 1989 Ministro degli affari esteri nel I e II Governo Craxi, fa della distensione l’asse portante della politica estera italiana, insieme con l’appoggio alla strategia atlantica. Svolge un ruolo incisivo nelle tensioni medio-orientali, sostiene i Paesi dell’est nel loro processo di democratizzazione e l’opera di Gorbaciov in URSS, dà il via libera all’installazione degli euromissili della NATO.
  • Nel novembre 1985, si trova ad affrontare il caso legato al sequestro della nave italiana “Achille Lauro” da parte di un commando di palestinesi e, nell’aprile 1986, la questione del bombardamento americano di obiettivi libici a Tripoli e Bengasi; quando due missili vengono lanciati dai libici contro l’isola di Lampedusa, l’Italia diffida la Libia dal compiere ulteriori azioni del genere.
  • Sempre durante il Governo Craxi, l’Italia ospita a Milano il Consiglio europeo, che lancia la sfida della realizzazione di un mercato unico europeo entro il 1992 e, a tal fine, approva la convocazione di una Conferenza intergovernativa che, nel febbraio 1986, porta all’Atto unico europeo, la prima riforma istituzionale organica delle Comunità europee. In questo stesso semestre, l’Italia porta a buon fine i negoziati per l’adesione di Spagna e Portogallo alla Comunità.
  • Andreotti è ancora Ministro degli affari esteri con il VI Governo Fanfani e con il Governo Goria e, nel dicembre del 1987, perfeziona, insieme con il collega austriaco Mock, i termini dell’intesa sull’Alto Adige tra i due Paesi. Rimane alla Farnesina anche durante il Governo De Mita.
  • Il 22 luglio 1989 forma il suo VI Governo e, il 12 aprile 1991, il VII.

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