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Governo Italiano

Asia, Oceania, Pacifico e Antartide

 

Asia, Oceania, Pacifico e Antartide

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ASIA SUD-ORIENTALE E OCEANIA

 

ASEAN

Istituita nel 1967, l’Associazione dei Paesi del Sudest Asiatico (ASEAN) è composta da dieci Paesi: Indonesia, Malaysia, Filippine, Singapore, Tailandia, Brunei, Vietnam, Laos, Cambogia e Myanmar. L’area ASEAN conta 650 milioni di abitanti e registra da vari anni i più alti tassi di crescita a livello globale. Le esportazioni italiane verso l’ASEAN dal 2011 al 2016 hanno registrato un incremento del 29,7%, su valori analoghi alla crescita dell’interscambio commerciale nello stesso periodo (+27,5%).

Filippine

I rapporti sono rafforzati dalla presenza in Italia di una numerosa e ben integrata comunità filippina. Il 2017 ha segnato l’anno delle celebrazioni del 70esimo anniversario delle relazioni bilaterali. Le nostre esportazioni verso le Filippine  sono aumentate significativamente negli ultimi 5 anni (+79%) ed il Paese, in forte crescita economica, è di interesse sempre più rilevante per le nostre imprese.

Indonesia

Potenza asiatica emergente e membro del G20, l’Indonesia è la principale economia del Sud-Est Asiatico. L’Indonesia è il nostro secondo partner commerciale nell’ASEAN: il nostro export negli ultimi 5 anni è cresciuto del 47%. Con Jakarta è attivo anche un foro di dialogo interreligioso volto a promuovere i valori di tolleranza e moderazione.

Malaysia

Nel 2017 si è celebrato il 60mo anniversario delle relazioni bilaterali. Si tratta del 4° mercato nell’area ASEAN per i prodotti italiani: le nostre esportazioni sono cresciute del 26% negli ultimi 5 anni.

Myanmar

Dal punto di vista delle relazioni economiche, l’interscambio commerciale, seppur non significativo, ha registrato un notevole incremento negli ultimi 5 anni (+855%), lasciando intravedere un buon potenziale.

Singapore

Singapore è uno dei principali hub economici e finanziari globali ed attrae un crescente numero di imprese italiane, che scelgono di stabilirvisi anche per espandere le attività nell’intera regione. Costituisce oggi il principale mercato per l’export italiano tra i Paesi ASEAN (1,845 mld euro nel 2016).

Tailandia

La Tailandia è il nostro terzo partner nell’area in termini di interscambio commerciale. Le esportazioni italiane sono cresciute dell’11% negli ultimi 5 anni. L’attivo Business Forum, costituito da imprese di entrambi i Paesi, contribuisce a intensificare l’interscambio commerciale e a favorire gli investimenti diretti.

Vietnam

Il Vietnam è il nostro primo partner commerciale in ASEAN, con un interscambio pari a 4 miliardi di euro nel 2016 ed una crescita dell’88,5% delle nostre esportazioni negli ultimi 5 anni. La cooperazione bilaterale si estende ai settori culturale, scientifico e accademico, con numerose intese tra Università italiane e vietnamite.

Australia

L’Australia è un partner G20 con il quale condividiamo le principali priorità globali. In Australia risiede una ben integrata comunità di origine italiana di oltre un milione di persone. In crescita il flusso di investimenti diretti in entrambe le direzioni e la partecipazione di imprese italiane ad importanti progetti in Australia. Le nostre esportazioni nel periodo 2011-2016 sono cresciute del 18,5%.

Nuova Zelanda

Le relazioni economiche e commerciali sono in ascesa nonostante la distanza geografica. Questo rapporto di amicizia è caratterizzato da posizioni affini riguardo a temi come pace e sicurezza, e dall’impegno comune riguardo alla moratoria internazionale della pena di morte Le esportazioni italiane hanno registrato un aumento del 26% negli ultimi 5 anni.

Isole del Pacifico

L’Italia negli ultimi anni ha intensificato la propria presenza nell’area del Pacifico e le relazioni con i Paesi membri del Pacific Islands Forum (PIF) sono in crescita. È costante l’impegno italiano per accrescere la resilienza nel fronteggiare i cambiamenti climatici, favorire lo sviluppo sostenibile e la tutela degli oceani.

 

ASIA NORD-ORIENTALE

 

Repubblica Popolare Cinese

Dal 2004 l’Italia ha in atto con la RPC un partenariato strategico che mira a conferire sistematicità alla trattazione delle questioni bilaterali e ad articolare il dialogo politico in un’ottica globale, che includa l’aspetto delle relazioni UE-Cina, nonché i temi regionali e multilaterali di comune interesse. Lo strumento principale di tale partenariato è il Comitato Governativo Italia-Cina, istituito nel 2004, e co-presieduto dai rispettivi Ministri degli Esteri. Il Comitato, la cui Ottava edizione si è svolta a Pechino il 18 dicembre 2017, riunisce rappresentanti delle principali Amministrazioni Pubbliche dei due Paesi e ha il compito di conferire impulso e sistematicità allo sviluppo della collaborazione nei diversi settori.

Il documento programmatico che delinea i principi e le aree prioritarie della collaborazione bilaterale è il Piano d’Azione, adottato a Pechino il 16 maggio 2017 dal Presidente del Consiglio Gentiloni insieme con il suo omologo cinese Li Keqiang.

Nel rapporto bilaterale, un rilievo centrale è assunto dalla cooperazione economico-commerciale, nell’ambito della quale l’obiettivo di un riequilibrio complessivo del volume degli scambi si accompagna a quello dell’attrazione di un maggiore afflusso di investimenti cinesi in Italia, soprattutto produttivi.

Giappone

Il 2016 ha segnato il 150° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone (firma del Trattato di Amicizia e Commercio, 25 agosto 1866). Oltre che dalla frequenza dei contatti a livello politico, le relazioni bilaterali sono caratterizzate da un ampio spettro di cooperazioni settoriali, da una dinamica positiva delle relazioni economico-commerciali, che beneficerà di ulteriore dinamismo dall’attuazione dell’Accordo per una Partnership Economica tra UE e Giappone, e da un’ampia consonanza di vedute su diversi temi regionali e globali. Tale consonanza è rinvenibile soprattutto nell’ambito del G7 e nel contesto G20.

Particolarmente intensi sono i rapporti tra italiani e giapponesi, evidenziati da robusti flussi turistici e da un forte e reciproco interesse per le rispettive culture.

L’amicizia tra italiani e giapponesi ha trovato frequente modo di esprimersi nei reciproci moti di solidarietà in occasione di catastrofi naturali, quali i terremoti, che affliggono sia la penisola italiana che l’arcipelago nipponico. Tali vicendevoli manifestazioni di assistenza si sono realizzate in particolare in occasione dei terremoti dell’Aquila (2009), del Tohoku (2011), del Kyushu e in Italia centrale (2016).

Repubblica di Corea

Italia e Repubblica di Corea hanno celebrato nel 2014 il 130° anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche. Tali rapporti poggiano su un solido dialogo politico bilaterale e nei maggiori fora multilaterali e su una comunanza di valori e di posizioni sui principali temi regionali e di rilevanza globale.

Le relazioni tra i due Paesi sono, inoltre, marcate da un interscambio commerciale diversificato, trainato dall’Accordo di Libero Scambio fra Unione Europea e Repubblica di Corea, e da articolate collaborazioni in ambito industriale.

In forte sviluppo anche le relazioni “people-to-people”: i flussi turistici dalla Corea del Sud verso l’Italia stanno registrando un lusinghiero andamento crescente verso il nostro Paese, facilitato anche dall'aumento del numero delle rotte dirette con l'Italia.

La promozione culturale costituisce un terreno di reciproco interesse in particolare nei settori del design e della musica.

L’Italia, infine, attribuisce grande importanza alla cooperazione in ambito scientifico e tecnologico con la Corea, che investe il 4,3% del proprio PIL in attività di ricerca e sviluppo e si caratterizza per una forte osmosi tra ricerca scientifica e attività economica.

 

Mongolia

I rapporti italo-mongoli, formalmente stabiliti nel 1970, registrano un’intensificata frequenza che si avvantaggia anche dell’apertura di Ambasciate a Roma (2012) e a Ulaanbaatar (2016), e dal reciproco interesse all’approfondimento del dialogo politico e della collaborazione settoriale, con particolare riferimento all’incremento dei flussi commerciali e di investimento reciproci.

I due paesi sono impegnati a sviluppare forme di cooperazione nei settori del tessile-conciario, dell’agricoltura e della sicurezza alimentare (trattamento delle carni), delle infrastrutture di trasporto e dell’energia e del settore minerario.

ASIA MERIDIONALE

L’Asia centro-meridionale costituisce un’area dalle enormi potenzialità di sviluppo economico.

Interscambio commerciale

I Paesi dell’area offrono interessanti opportunità nell’ottica di un ulteriore sviluppo dei rapporti economico-commerciali, alla luce del trend di crescita dell’interscambio bilaterale registrato negli ultimi anni.

L’interscambio commerciale con l’India si attesta intorno agli 8 miliardi di euro. L’Italia esporta in India soprattutto macchinari, prodotti chimici, mezzi di trasporto, prodotti agricoli e alimentari ed importa dall’India prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio, prodotti chimici, materie plastiche, gomma sintetica e abbigliamento. In India vi è una presenza molto consistente (circa 600) di società a capitale totalmente o parzialmente italiano, principalmente concentrate nei due maggiori poli industriali del Paese, ossia le aree di Delhi e di Mumbai. L’interscambio con il Bangladesh è pari a circa 2 miliardi di euro. Oltre il 90% dell’import italiano dal Bangladesh è costituito da prodotti tessili ed in cuoio. Gran parte dell’export italiano verso il Bangladesh è invece costituito da macchinari industriali. Gli investimenti italiani si concentrano nel tessile. Altri settori di interesse sono il meccano-calzaturiero e il meccano-conciario.

Dal Pakistan l’Italia importa principalmente tessuti, articoli di abbigliamento e pellame. Gran parte del nostro export è costituito da macchinari (soprattutto per l’industria tessile), prodotti chimici di base, fertilizzanti e materie plastiche, per un interscambio di circa 1,3 mld. di euro. La concessione da parte dell’Unione Europea del regime tariffario preferenziale “GSP Plus” a partire dal 1 gennaio 2014 costituisce un fattore di stimolo alla crescita e rappresenta al tempo stesso per molti nostri settori, quali il meccano-tessile e la meccanica per cuoio e calzature, un’importante opportunità di partenariato con imprese locali.

Con lo Sri Lanka, infine, l’interscambio bilaterale è di circa 600 milioni di euro. L’Italia vi esporta prodotti tessili e macchinari, importando principalmente abbigliamento e articoli in gomma. Larga parte dell’export srilankese verso il nostro Paese è costituito da prodotti tessili.

Altri temi economici

Dal punto di vista economico l’area è di grande interesse, sia per gli alti tassi di crescita degli ultimi anni che per l’ulteriore potenziale di sviluppo. Il PIL indiano continua a crescere ad un tasso superiore al 7%, tanto che il Paese figura già oggi tra le maggiori economie mondiali.

Gli altri Paesi del subcontinente crescono a tassi compresi tra il 5 ed il 7%. Bangladesh, Pakistan e Sri Lanka mostrano una dinamica demografica sostenuta e alti tassi di inurbamento, fattori che possono costituire un grande potenziale di sviluppo.


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