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Governo Italiano

India

 

India

L’affermazione del Paese sulla scena internazionale ha negli ultimi anni determinato una notevole intensificazione dei rapporti politici, sia a livello di Unione Europea, sia sul piano bilaterale. Sin dal 2000 i Summit tra UE e India si sono susseguiti con regolarità e l’UE si è posta come obiettivo nei propri rapporti con l’India l’instaurazione di un partenariato strategico, accompagnato da ambiziosi obiettivi anche sul piano delle relazioni economiche, scientifiche e culturali. Un’accresciuta cooperazione operativa con New Delhi potrà in particolare contribuire, sulla base dei comuni valori democratici, alla pace ed alla stabilità sia in ambito asiatico che in un’ottica globale, sviluppandosi su numerosi temi dell’attualità internazionale e regionale.           
 
Per quanto riguarda, in particolare, l’obiettivo della stabilizzazione e dello sviluppo dell’Afghanistan e dell’area Centro Asiatica, in un’ottica di cooperazione regionale, l’India rappresenta un interlocutore di primo piano. Il rafforzamento della nostra cooperazione con l’India, sia sul piano UE che su quello bilaterale, potrà pertanto risultare tra i fattori decisivi per il perseguimento dell’obiettivo, da realizzare peraltro in una più ampia ottica regionale e parallelamente alla definitiva normalizzazione delle relazioni tra India e Pakistan. Sotto quest’ultimo punto di vista, gli attentati di Mumbai del novembre 2008  hanno rappresentato un gravissimo atto di destabilizzazione regionale, mirato proprio a provocare nuove tensioni tra India e Pakistan. E’ pertanto assai importante che i due Governi in questione diano in questo momento  prova della misura e prudenza necessarie a non compromettere definitivamente il “dialogo composito” avviato tra i due Paesi nel 2004 ed ora sospeso. Sul piano politico l’India, comunemente identificata come la più grande democrazia del mondo, ha visto riconfermato nelle elezioni generali conclusesi il 16 maggio scorso il Governo di Manmohan Singh, costituito da un’alleanza (la cosiddetta United Progressive Alliance, UPA), guidata  dal Partito del Congresso  di Sonia Gandi. Il risultato è stato netto e ha rappresentato la sconfitta della regionalizzazione e frammentazione su base religiosa o castale del consenso. Il Governo potrà ora proseguire nella sua opera di riforma dell’economia, con al contempo grande attenzione alle questioni sociali, e di conferma dell’aspirazione al ruolo di grande potenza globale.

I rapporti bilaterali
Gli ultimi anni hanno visto una forte intensificazione dei contatti a livello governativo,  che hanno confermato come tra Italia ed India vi sia un proficuo dialogo su alcune cruciali questioni dell’attualità regionale ed internazionale (rapporti UE-India, Afghanistan, Asia Meridionale e Centrale, Iran, Libano, multilateralismo efficace e peacekeeping, lotta al terrorismo, etc). Significativo al riguardo appare il fatto che l’Italia rientri nel ristretto novero di paesi con il quale l'India ha sinora istituito una partnership strategica (UE, Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia, Germania, Giappone, Brasile, Sud Africa). A testimonianza di tale tendenza, il Premier indiano Singh ha preso parte alla sessione allargata del Vertice G8 dell’Aquila (luglio 2009), dove ha anche avuto un incontro bilaterale con il Presidente del Consiglio Berlusconi.

Per quanto riguarda le relazioni economiche, intendiamo sfruttare a pieno le complementarietà esistenti tra i progetti di sviluppo indiani e la struttura del sistema produttivo italiano, puntando su settori specifici individuati tra le parti. Si riscontra negli ultimi anni un trend dell’interscambio bilaterale in costante ascesa, con un positivo risultato sul saldo della bilancia commerciale fra i due Paesi che ha raggiunto quasi il pareggio da una posizione tradizionalmente negativa per l’Italia.
Nel dettaglio, le esportazioni italiane verso l’India hanno toccato nel 2008 la cifra di 3,091 miliardi di euro, con una crescita del 3,2% rispetto al 2007 (nel 2007 l’incremento sul 2006 era stato del 38,2%). Le nostre importazioni hanno raggiunto i 3,429 miliardi di euro (+1,2% rispetto al 2007), determinando un interscambio globale pari a 6,520 miliardi di euro (+2,1%) con un saldo a nostro sfavore di 337 milioni (era di 392 milioni nel 2007 e di 809 milioni nel 2006). I dati relativi al primo semestre 2009 indicano tuttavia un calo dell’interscambio (-20,7% rispetto al primo semestre 2008). L’Italia basa le proprie esportazioni verso l’India soprattutto su macchinari elettrici ed elettronici, in particolare macchine utensili per l’industria. Sul piano degli investimenti, negli ultimi due anni, con le JV Fiat-Tata (con il lancio nel giugno del 2009 della “Grande Punto” sul mercato indiano) e Generali-Future, il rilancio degli investimenti di Piaggio, Carraro e l’avvio di operazioni ex novo da parte di Lavazza, Ferrero etc., si sono fatti significativi passi nella direzione di un adeguamento della nostra presenza economica alle potenzialità del Paese. E’ prevista nei prossimi mesi la tenuta di una sessione della Commissione economica mista che potrà dare ulteriore impulso in questo senso.


Anche sul piano della cooperazione scientifica ed universitaria, infine, si aprono notevoli opportunità per sviluppare la presenza dei nostri atenei nel paese e la loro collaborazione con le università indiane. Di particolare rilevanza è l’iniziativa “Invest your talent in Italy”, avviata con successo nel 2006 dal MAE con ICE e Unioncamere, con l’obiettivo di promuovere l’offerta formativa, a beneficio di studenti indiani, di corsi post laurea in lingua inglese in Italia (sostenuti con borse di studio), comprensivi di tirocini aziendali.


 


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