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Nepal

 

Nepal

Dopo lo storico accordo di pace del novembre 2006 tra Governo e guerriglia maoista, che ha posto fine al sanguinoso conflitto interno durato oltre un decennio, nell’aprile 2008 si sono tenute le elezioni dell’Assemblea Costituente che hanno sancito una inaspettata vittoria dagli ex ribelli maoisti. Un mese dopo, l’Assemblea Costituente ha dichiarato all’unanimità il Nepal una Repubblica secolare, federale e democratica, ponendo così fine all’unico regno induista del mondo, durato 240 anni. Grazie ad un'alleanza tra i principali partiti del Paese - ad esclusione dei maoisti - Ram Baran Yadav (di etnia Madhesi, Segretario Generale del Nepali Congress) è stato eletto come primo Presidente della Repubblica, mentre il leader maoista Pushpa Kamal Dahal, (detto Prachanda, “il Terribile”), ha guidato l’esecutivo del  Paese fino al 5 maggio scorso, giorno in cui si è dimesso in seguito al rifiuto del Presidente Yadav di rimuovere il Capo di Stato Maggiore dell’esercito, accusato di aver contravvenuto all’accordo di pace arruolando 3.000 nuovi cadetti senza attingere alle liste degli ex ribelli maoisti.
Lo Stato himalayano è ora guidato dal nuovo Primo Ministro Madhav Kumar Nepal, veterano esponente del Partito comunista nepalese marxista-leninista unificato (Cpn-Uml, di orientamento moderato). L’attuale maggioranza mette insieme, oltre ai comunisti marxisti-leninisti, il Nepali Congress (NC) (seconda forza politica nel Paese), il Madhesi Janadhikar Forum (MJF) (che riunisce i rappresentanti della minoranza etnica madhesi e fa dell’autonomia della regione del Terai il proprio cavallo di battaglia) ed altre 19 formazioni minori. I maoisti, partito di maggioranza relativa, sono dunque passati all’opposizione e, definendo incostituzionale tutto il processo di formazione del nuovo governo, mantengono una netta opposizione.
La tormentata vicenda politica del Nepal prosegue dunque con nuove incertezze e il Governo è chiamato al non facile compito di dare risposte ai bisogni della popolazione e, nel contempo, a portare avanti il processo di pace e la redazione della carta costituzionale (entro maggio 2010, secondo i programmi). Peraltro, i problemi ancora irrisolti ed in primis i ritardi accumulati nel processo di reintegrazione e riabilitazione degli ex-combattenti maoisti (19.000 circa) e nel rilascio dei minori dai siti di raccolta, hanno provocato un nuovo slittamento (fino al gennaio 2010), della missione speciale dell’ONU (UNMIN, il cui mandato fu affidato dal Consiglio di Sicurezza nel gennaio 2007).

I rapporti politici fra il nostro Paese e il Nepal sono sempre stati amichevoli. Il Nepal ha appoggiato numerose iniziative italiane in campo multilaterale e molte delle nostre candidature negli organismi internazionali, anche esprimendo parere favorevole all’approvazione della moratoria sulla pena di morte. Sul piano bilaterale, nuove opportunità si vanno aprendo nel settore della cooperazione culturale e scientifica e della cooperazione tra forze di polizia.
Da anni è in atto una crescente collaborazione tra Italia e Nepal nei settori archeologico, scientifico e tecnologico, sia in ambito nazionale che internazionale. Notevole importanza riveste il Progetto “EV-K2-CNR”, nell’ambito del quale l’Italia ha costruito e gestisce, in collaborazione con la locale “Royal National Academy for Science and Technology”, una Piramide-laboratorio nella regione himalayana di Sagarmatha, in cui si realizzano studi sui cambiamenti climatici e ambientali, sulla fisiologia umana in condizioni estreme, sulla geologia, geofisica e sismologia.
Sul fronte degli investimenti, prospettive per le nostre imprese potrebbero aprirsi nel settore dell’agroalimentare, del turismo e delle lavorazioni industriali, avvalendosi del regime fiscale particolarmente favorevole che rende il Nepal una destinazione di outsourcing interessante rispetto al mercato indiano. L’interscambio commerciale è molto limitato (13 milioni di euro nel 2008).
Le attività di cooperazione realizzate in Nepal nel passato sono state caratterizzate da alcuni sporadici, seppure qualificanti, interventi di carattere sanitario e a tutela dei diritti dell’infanzia, o di soccorso in presenza di gravi calamità naturali. Importanti anche i programmi di promozione della produzione e del consumo delle olive in Nepal, in via di attivazione, e di aiuto allo sviluppo sostenibile delle regioni montane dell’Hindu Kush – Karakorum – Himalaya.


 


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