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Governo Italiano

Pakistan

 

Pakistan

Con l’elezione di Asif Zardari alla Presidenza della Repubblica (settembre 2008) si è chiusa per il Pakistan la drammatica fase politica iniziata nel novembre 2007 con l’imposizione dello stato d’emergenza. Una fase funestata da un’ondata terroristica senza precedenti - simboleggiata dall’assassinio di Benazir Bhutto- e culminata, dopo le elezioni democratiche di febbraio 2008 e l’insediamento del Governo Gillani, in aprile, con le dimissioni del Presidente Musharraf il 18  agosto 2008. Se dunque il quadro politico appare totalmente rimodellato, sono tuttavia ancora numerose e pesanti le incognite che incombono sul Paese. Gli sviluppi registrati dall’inizio dell’anno – il susseguirsi di attentati terroristici in tutto il territorio nazionale, l’escalation nel confronto politico tra governo e opposizione disinnescata in marzo con una pragmatica soluzione di compromesso, l’avvio a fine aprile di una massiccia campagna militare anti-talebani nella Province del Nord Ovest ed ora in via di estensione al Waziristan, con il conseguente  drammatico esodo di oltre 2,4 milioni di persone (1,5 milioni ora rientrati) – dimostrano al contempo la fragilità della giovane democrazia pakistana e la volontà di perseverare comunque nel cammino intrapreso.
La comunità internazionale si è stretta attorno al Paese per offrire sostegno politico, strategico ed economico, in uno sforzo comune per lo sviluppo e la stabilizzazione dell’intera regione. Tale mobilitazione si articola su più fronti: Conferenza dei Donatori, Gruppo “Friends of Democratic Pakistan”, Istituzioni Finanziarie Internazionali, ecc.. Nel contempo, il Governo di Islamabad deve portare avanti programmi di riforma (giustizia e fisco in primis) e risanamento economico e ingenti iniziative di sviluppo in tutto il Paese, dove la povertà e il malcontento che ne deriva, alimentato dalla propaganda radicale, rischiano di compromettere la tenuta delle istituzioni.

L’Italia sostiene con forza il processo democratico in Pakistan, sia a livello bilaterale che in qualità di membro dell’UE, avendo ben presente l’urgenza di aiutare il Pakistan democratico a far fronte alle sfide di sviluppo e sicurezza che lo stanno mettendo a dura prova, iniziando con l’emergenza sfollati nelle province del nord e proseguendo con interventi di ricostruzione nelle aree di frontiera e di cooperazione in tutto il Paese. Il nostro impegno è testimoniato dai crescenti programmi di cooperazione allo sviluppo (nuove iniziative per 62 milioni di euro nelle aree tribali con particolare enfasi sull’agricoltura e la formazione professionale), dall’avvio della fase operativa della conversione del debito (80 milioni di euro di cui 10 milioni per la ricostruzione delle aree colpite dagli scontri), dai tempestivi aiuti per gli sfollati (4,6 milioni di euro), dalla attiva partecipazione al Gruppo Friends of Democratic Pakistan, dalle nuove iniziative di collaborazione economica e dalla nostra azione in seno all’UE tesa a far partire i negoziati per un accordo di libero scambio con il Pakistan. Coerentemente con l’approccio regionale definito nella riunione ministeriale G8 di Trieste, gran parte di questi interventi sono focalizzati nelle aree di frontiera tra l’Afghanistan e il Pakistan. A questi assi prioritari della nostra cooperazione, si aggiungono poi altri contributi versati per far fronte a specifiche situazioni di emergenza tramite gli organismi della famiglia delle Nazioni Unite (WFP, FAO, UNHCR), nonchè l'impegno profuso nel campo della protezione dell'ambiente con i progetti nel Karakorum Park.

La recente visita compiuta in Italia dal Presidente Zardari (28 settembre-1^ ottobre 2009), accompagnato da un’ampia delegazione di Ministri e alti funzionari, ha suggellato l’appoggio politico e strategico che il nostro Paese sta assicurando al Governo pakistano ed ha gettato le basi per ampliare le relazioni economiche bilaterali e per avviare un partenariato di lungo periodo.  D’altra parte, i rapporti tra Italia e Pakistan, tradizionalmente amichevoli, hanno conosciuto negli ultimi anni una notevole intensificazione, e gli ambiti di collaborazione tra i due Paesi si sono conseguentemente ampliati. Ne è un primo esempio il notevole incremento dell’interscambio, più che raddoppiato dal 2000 ad oggi ed arrivato a superare il miliardo di euro nel 2008. La metà delle nostre esportazioni verso il Pakistan è rappresentata da macchine, apparecchi industriali ed elettrici e motori. Per contro, il tessile abbigliamento domina la composizione dei nostri acquisti dal Pakistan. Seppur ancora al di sotto delle potenzialità offerte dal Paese, gli investimenti italiani in Pakistan sono in crescita, come testimoniano i nuovi impegni assunti da ENI, la principale compagnia petrolifera presente nel paese. Spiccano poi realtà più piccole che hanno saputo conquistare importanti nicchie di mercato nel settore dei sistemi a gas per automobili, delle infrastrutture e del tessile. Nel settore della cooperazione economica, si segnala la convocazione ad Islamabad della seconda Sessione della Commissione Mista (la prima si svolse a Roma nel marzo 2006). I settori d’interesse sono quelli che vedono coinvolti sia alcuni grandi gruppi fortemente radicati in Pakistan, sia il mondo delle PMI, anche grazie ad una linea di credito ad hoc (7,7 milioni di euro) erogata dalla nostra Cooperazione. Tra i settori più promettenti si ricordano l’agricoltura e l’agroindustria (con particolare riguardo alla produzione dell’olio di oliva, al caseario e alla frutta), il marmo e le pietre preziose, il cuoio, il tessile, l’energia, le infrastrutture e le biotecnologie.


 


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