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Governo Italiano

Corea del Sud

 

Corea del Sud

I rapporti politici

I nostri rapporti diplomatici con la Corea del Sud si sono andati intensificando nel corso degli anni, parallelamente alla graduale affermazione sul piano internazionale di Seul.  Il trasferimento da Pechino a Seul delle competenze sulla Corea del Nord, seguito allo stabilimento da parte dell’Italia, nel 2000, delle relazioni diplomatiche anche con tale Paese, è stato un ulteriore motivo di rafforzamento dell’attenzione italiana verso la Corea del Sud.

Il 2008 ha confermato il forte rilancio delle relazioni bilaterali avviato nel 2007, a testimonianza della crescente attenzione che l’Italia destina alla Repubblica di Corea  nello scacchiere asiatico.

Sul piano politico, oltre alla convergenza di interessi in ambito Nazioni Unite, ha certamente contribuito al successo del dialogo bilaterale la particolare sensibilità ed attenzione dimostrate dall’Italia per la situazione nella penisola coreana. E’ stato sempre molto apprezzato da parte coreana   il fatto che l’Italia sia stato il primo paese in ambito G7 nel 2000 ad allacciare relazioni diplomatiche con la Corea del Nord, nonché le nostre varie iniziative a supporto del dialogo intercoreano. La tradizionale comune visione su alcuni temi multilaterali, fra cui prima di tutto la riforma del Consiglio di Sicurezza, rende intenso il rapporto con la Corea, che ha tra l’altro deciso l’invio di un contingente coreano in Libano (350 soldati). Nel febbraio 2007 è stato   firmato a Seul  un Memorandum tra Italia e Corea del Sud, che prevede lo svolgimento di annuali consultazioni politiche (alternativamente a Roma e nella capitale coreana), per discutere questioni regionali ed internazionali di mutuo interesse. Tangibile prova dell’intensificarsi dei rapporti tra Italia  e Corea è data dalla visita del Presidente della Repubblica coreana Lee Myung-Bak in Italia in occasione del G8 (luglio 2009), nonché dalal visita di Stato del Signor Presidente della Repubblica Napolitano in Corea (13-16 settembre).

I rapporti economico-commerciali

L’Italia, è il terzo partner commerciale della Corea in ambito UE dopo Germania e Regno Unito. Il flusso delle esportazioni italiane verso la Corea, in particolare, ha registrato negli ultimi dieci anni un andamento di crescita costante a doppia cifra, cui hanno contribuito le vendite di macchinari (23% del totale), apparecchi elettrici (8%) e prodotti farmaceutici. 
Il volume totale dell’interscambio italo-coreano nel 2008 è stato pari a 7,69 Mld di US$ (5,2 Mld    Euro); esso risultava costituito da esportazioni italiane verso la Corea per un 4,15 Mld di US$ (2,8 Mld Euro), in crescita del 15,9% rispetto al 2007, e da importazioni italiane dalla Corea per 3,54 Mld di US$ (2,4 Mld Euro), in diminuzione annua del 14,6%. Nel 2008 il saldo della bilancia commerciale italo-coreana è stato per la prima volta, dopo 11 anni, positivo per l’Italia, per un importo di 605,7 Mln di US$ (412 Mln Euro).

Modesti sono invece i flussi di investimenti esteri nei due sensi nonostante le potenzialità, e da parte italiana ci si adopera per incoraggiare una conoscenza più approfondita di questo mercato da parte dei nostri operatori, soprattutto ora che la questione nord coreana non è più da considerarsi una minaccia alla pace e stabilità della regione. Oltre a consolidare la propria posizione sul mercato locale le imprese italiane potrebbero avvantaggiarsi delle ottime infrastrutture logistiche coreane per una efficace penetrazione negli adiacenti mercati asiatici (es. Cina, Giappone). Nel 2008 gli IDE italiani in Corea sono stati pari a 15,1 Mln US$, in diminuzione del 35% rispetto al 2007, mentre gli IDE coreani in Italia sono stati pari a 60,3 milioni di US$, laddove nel 2007 avevano totalizzato 2,6 milioni di US$ (+2.219% annuo).

Da registrare come molto positivo il progetto coreano di investire in Italia nel settore dei porti e della logistica, con particolare riguardo al Porto di Trieste. Decisamente proficuo può essere inoltre, per l’Italia, promuovere collaborazioni con la Corea del Sud nei settori della componentistica automobilistica, dell’elettronica, del design, dei parchi industriali, scientifici, tecnologici, e nei settori cantieristico-navale e delle telecomunicazioni. Un maggiore dialogo fra le competenti agenzie governative (Sviluppo Italia, ICE, KOTRA, ecc.) ed iniziative mirate a tal fine potrebbero dar vita ad importanti progetti e colmare il vuoto attualmente esistente nel settore. Nel quadro degli eventi relativi al settore scienza e tecnologia di “Italia in Corea”, il 16 giugno 2009 si è tenuto a Seul il “Korea-Italy Workshop on fuel Cell Improvement adn Application”, in collaborazione con il KIST e l’Enea.

Poiché la Corea intende svolgere un ruolo leader nella lotta al cambiamento climatico in Asia, sono state organizzate due importanti iniziative: il Primo forum della East Asian Climate Partnership (maggio) ed il convegno “Global Environment Forum 2009 (agosto).   

Da non trascurare, oltre a ciò, la possibilità di investimenti in ambito culturale, considerato l’alto numero di giovani coreani che ogni anno si recano in Italia per compiere i loro studi nel campo soprattutto dell’Opera lirica e della moda, settori in cui l’Italia è ritenuta modello di eccellenza.


Anno dell’Italia in Corea del Sud 2008

Sulla base del successo riscontratosi con le rassegne/contenitore “Anno dell’Italia in Cina 2006” e “Primavera italiana” in Giappone 2007, il nostro Paese ha deciso di lanciare un’analoga manifestazione dal titolo “Anno dell’Italia in Corea 2008”, svoltosi attraverso una serie di eventi per la celebrazione non solo della nostra arte e cultura, con particolare riguardo alla lirica, amata in maniera speciale dai sudcoreani, ma anche iniziative scientifiche, tecnologiche, commerciali, in un connubio fra classico e contemporaneo, che deve sempre rappresentare l’aspetto vincente di tali ambiziose rassegne italiane, strumento prezioso di promozione del Sistema Italia.

Anche attraverso queste iniziative, in un Paese a forte crescita economica quale la Corea del Sud, si possono aiutare  le nostre imprese a rimanere competitive rispetto all’agguerrita concorrenza internazionale che opera sul vasto mercato asiatico.


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