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Governo Italiano

Il Sistema Antartico

 

Il Sistema Antartico

 Il Sistema comprende:

 

  • il Trattato Antartico del 1959;
  • il Protocollo di Madrid del 1991 sulla Protezione Ambientale;
  • la Convenzione di Londra del 1972 per la conservazione delle Foche in Antartide;
  • la Convenzione di Canberra del 1980 sulla Conservazione delle Risorse Marine Viventi in Antartide;
  • la Convenzione di Wellington del 1988 per la Gestione delle Attività Minerarie. Quest’ultima non è entrata in vigore, pur essendo parte del corpus normativo del sistema.

 

  

Il Trattato Antartico

Il Trattato di Washington costituisce la base giuridica e il fondamento di tutto il Sistema Antartico. Il Trattato è stato firmato a Washington il 1 dicembre 1959 ed è entrato in vigore il 23 giugno 1961. L’Italia ha aderito il 18 marzo del 1981.

Il Trattato Antartico è un Trattato Quadro, in quanto delinea la disciplina normativa generale del territorio antartico, ponendo i cardini del regime di internazionalizzazione, senza però prescrivere le attività specifiche che in tale ambito potranno essere svolte.

Obiettivi

Il Trattato di Washington sancisce il principio della libertà della ricerca scientifica a scopo pacifico, interdicendo ogni attività di carattere militare e vietando esercitazioni che comportino esplosioni nucleari e il deposito di materiale radioattivo. Per concretizzare un simile obiettivo, il Trattato si propone di favorire la libertà di ricerca e la cooperazione internazionale tra le Parti, attraverso una costante attività di scambio di informazioni e di ricercatori tra le diverse Stagioni logistiche. Il Trattato dispone infine il congelamento delle pretese di sovranità territoriale delle Parti sull’Antartide, funzionale ad un utilizzo pacifico del continente.

Membri

La continua crescita degli Stati parti al Trattato testimonia il suo successo. Ad esso aderiscono 53 Paesi, così suddivisi:

 

  • 29 Parti Consultive, aventi diritto di voto, potere decisionale vincolante all’unanimità e controllo sull’osservanza del Trattato. Tale status è aperto a tutte le Parti che, avendo dimostrato un particolare interesse verso la materia del Trattato, svolgano concrete attività di ricerca in Antartide.
  • 24 Parti Contraenti, costituite da quei Paesi che non svolgono alcuna attività di ricerca in Antartide, e che quindi come tali non hanno diritto di voto.

 

Stati Membri del Trattato Antartico:

Parti Consultive    -->    Data di adesione

Argentina  --> 23 Giugno 1961 
Australia  --> 23 Giugno 1961
Belgio  --> 23 Giugno 1961 
Brasile  --> 16 Maggio 1975
Bulgaria  --> 11 Settembre 1978
Cile  --> 23 Giugno 1961
Cina  --> 8 Giugno 1983
Ecuador  --> 15 Settembre 1987
Finlandia  --> 15 Maggio 1984
Francia   --> 23 Giugno 1961
Germania   --> 5 Febbraio 1979
Giappone  --> 23 Giugno 1961
India  --> 19 Agosto 1983
Italia  --> 18 Marzo 1981
Norvegia  --> 23 Giugno 1961
Nuova Zelanda  --> 23 Giugno 1961
Olanda   --> 30 Marzo 1967
Perù  --> 10 Aprile 1981 
Polonia  --> 23 Giugno 1961 
Repubblica Ceca
 --> 14 Giugno 1962
Repubblica di Corea  --> 28 Novembre 1986
Russia  --> 23 Giugno 1961
 Spagna  -->  31 Marzo 1982
 Stati Uniti  -->  18 Agosto 1960
 Sud Africa  -->  23 Giugno 1961
 Svezia  -->  24 Aprile 1984
 Ucraina  -->  28 Ottobre 1992
 Uruguay  -->  11 Gennaio 1980

Parti Contraenti    -->       Data di adesione

Austria  --> 25 Agosto 1987
Bielorussia  --> 27 Dicembre 2006
Canada  --> 4 Maggio 1988
Colombia  --> 31 Gennaio 1989
Corea del Nord  --> 21 Gennaio 1987
Cuba  --> 16 Agosto 1984
Danimarca  --> 20 Maggio 1965
Estonia  --> 17 Maggio 2001
Grecia  --> 8 Gennaio 1987
Guatemala  --> 31 Luglio 1991
Islanda  --> 13 Ottobre 2015
Kazakistan  --> 27 Gennaio 2015
Malesia  --> 31 Ottobre 2011
Mongolia  --> 23 Marzo 2015
Papua Nuova Guinea  --> 16 Marzo 1981
Pakistan  --> 1 Marzo 2012
Portogallo  --> 29 Gennaio 2010
Principato di Monaco  --> 31 Maggio 2008
Romania  --> 15 Settembre 1971
Slovacchia  --> 14 Giugno 1962
Svizzera  --> 15 Novembre 1990
Turchia  --> 24 Gennaio 1996
Ungheria  --> 27 Gennaio 1984
Venezuela  --> 24 Marzo 1999

 

Organi

L’unico organo previsto dal Trattato è l’Assemblea degli Stati Parti (ATCM), le cui funzioni sono:

 

  • lo scambio di informazioni su questioni di comune interesse;
  • la formulazione e l’adozione di misure, decisioni e risoluzioni;
  • la vigilanza sul rispetto dei principi del Trattato.


In seno all’Assemblea solo le Parti Consultive esercitano il diritto di voto, adottando  misure, decisioni e risoluzioni per consensus.

 

Si riporta un elenco indicativo delle materie oggetto delle  misure, decisioni e risoluzioni:

 

  • utilizzo dell’Antartide a fini pacifici;
  • attività di facilitazione della ricerca scientifica;
  • cooperazione e d esercizio dei diritti di ispezione;
  • problemi relativi all’esercizio della giurisdizione;
  • protezione dell'ambiente;
  • turismo ed attività non governative;

 

Nel 2003 è stata concordata la creazione di un Segretariato Permanente dell'ATCM (con sede a Buenos Aires), con funzioni di coordinamento e supporto, guidato da un Executive Secretary, incarico attualmente ricoperto dal Dr. Manfred Reinke.

  

Il protocollo sulla Protezione Ambientale

Il Protocollo sulla Protezione Ambientale, è stato firmato a Madrid il 4 ottobre 1991 ed è entrato in vigore il 18 gennaio 1998. Con il Protocollo sono stati recepiti i seguenti cinque Annessi:

 

  • Valutazione dell’impatto ambientale;
  • Conservazione della fauna e della flora in Antartide;
  • Deposito e gestione dei rifiuti;
  • Prevenzione dell’inquinamento marino;
  • Gestione delle Aree Protette.

 

La XXVIII ATCM, tenutasi a Stoccolma dal 6 al 17 giugno 2005, ha adottato il sesto Annesso, relativo alla responsabilità per danni ambientali.

Obiettivi

Il Protocollo promuove il rispetto e la tutela dell’ambiente in Antartide, attraverso l’adozione di misure concrete, accentuando la responsabilità delle Parti Consultive nell’assicurare che ogni attività intrapresa sia conforme al Trattato Antartico, e che venga svolta nell’interesse della comunità internazionale. A tale scopo, il Protocollo dispone:

 

  • l’espresso divieto di attività minerarie;
  • lo sviluppo di attività di cooperazione tra le Parti, con l’introduzione di una procedura di valutazione di impatto ambientale che si svolge attraverso la duplice attività di scambio di informazioni e di reciproca assistenza.

 

L’obiettivo delle norme richiamate è quello di ridurre al minimo gli effetti delle attività antropiche nella regione antartica e negli ecosistemi ad essa associati.

Membri

Gli Stati consultive firmatari del Protocollo sono i 29 Stati Parti Consultive al Trattato di Washington , cui è attribuito ruolo un Ruolo Consultivo e 9 Stati Parti Contraenti (Bielorussia, Canada, Grecia, Malesia, Pakistan, Portogallo, Principato di Monaco, Romania e Venezuela) cui è assegnato lo status di Osservatori.

Organi

Ponendosi come parte integrante del Sistema Antartico, il Protocollo affida le funzioni deliberative e di controllo all’ATCM.
Il Protocollo istituisce, come unico organo permanente, un Comitato per la Protezione Ambientale, (CEP), con funzioni consultive, che non altera il meccanismo di controllo e decisionale già esistente.

Il Comitato per la Protezione Ambientale ha la funzione di:

 

  • formulare pareri e raccomandazioni in relazione all’attuazione del Protocollo e dei suoi Annessi;
  • fornire pareri in merito alle misure prese in conformità alle disposizioni di tutela ambientale;
  • pronunciarsi sull’opportunità di utilizzo di mezzi e di procedure, volte a minimizzare l’impatto ambientale, e sulle modalità di intervento in situazioni di emergenza;
  • svolgere tutte le ulteriori attività che gli vengano attribuite da parte dell’ATCM.

 

Il Comitato è composto dagli Stati firmatari del Protocollo, che nominano ognuno un proprio rappresentante.

 

La Convenzione per la Conservazione delle Foche in Antartide

La Convenzione per la Conservazione delle Foche in Antartide è stata firmata a Londra il 9 giugno 1972 ed è entrata in vigore l’11 marzo 1978. La Convenzione costituisce il primo importante tentativo di regolamentazione dell’utilizzo delle risorse marine viventi dell’Antartide, attraverso la creazione di un sistema di controlli ed autorizzazioni. Nel complesso la Convenzione di Londra riprende i principi generali contenuti nel Trattato di Washington.

Obiettivi

La Convenzione, che istituisce uno specifico regime di protezione per tutte le specie di foche presenti nei mari a sud di 60° di latitudine sud, si propone di:

 

  • vietare la caccia per alcune specie di foche minacciate di estinzione;
  • fissare dei limiti di cattura
  • stabilire tre riserve naturali all’interno delle quali le foche non possono essere né uccise né catturate.

 

Oltre alla protezione delle foche, la Convenzione si pone come obiettivo lo studio scientifico delle varie specie, ma soprattutto persegue il fine di armonizzare il principio della conservazione delle risorse naturali antartiche con l’esigenza di uno sfruttamento razionale delle stesse.

Membri

La Convenzione è stata ratificata dai seguenti Paesi:

Stato Membro --> Data della Ratifica

Argentina    7 Marzo 1978
Australia  --> 1 Luglio 1987
Belgio  --> 9 Febbraio 1978
Brasile  --> 11 Febbraio 1991
Canada  --> 4 Ottobre 1991
Cile  --> 7 Febbraio 1980
Francia  --> 19 Febbraio 1975
Germania  --> 30 Settembre 1987
Giappone --> 28 Agosto 1980
Italia --> 2 Aprile 1992
Norvegia --> 10 Dicembre 1973
Nuova Zelanda --> Non Ratificata
Polonia  --> 15 Agosto 1980
Regno Unito  --> 10 Settembre 1974
Russia  --> 8 Febbraio 1978
Stati Uniti   --> 28 Dicembre 1976
Sud Africa  --> 15 Agosto 1972

 

Organi

Il modello giuridico introdotto dalla Convenzione non prescrive la creazione di organi permanenti, ma istituisce un sistema di scambio di informazioni, basato su rapporti annuali da parte degli Stati contraenti e su ispezioni periodiche, condotte da osservatori del Comitato Scientifico sulla Ricerca in Antartide (SCAR). A ciò si aggiunge un meccanismo di notifica ai Paesi membri, nei casi in cui vengano riscontrate violazioni delle norme della Convenzione.

 

La Convenzione sulla Conservazione delle Risorse Marine Viventi in Antartide

La Convenzione sulla Conservazione delle Risorse Marine Viventi in Antartide, firmata a Canberra il 20 maggio 1980 ed entrata in vigore nel 1982, segna il passaggio da una forma di cooperazione diretta alla salvaguardia dell’ambiente, alla conservazione delle flora e della fauna, ad un nuovo tipo di collaborazione, basato sull’utilizzazione economica e razionale delle risorse naturali e su un nuovo approccio eco-sistemico.

Obiettivi

La Convenzione è un accordo di cooperazione a scopo conservativo, al quale possono aderire anche gli Stati che non sono parte del Trattato di Washington, interessati alle attività di pesca e di ricerca nei mari antartici.
La Convenzione si propone di:

 

  • garantire la sostenibilità dell’ecosistema antartico, attraverso il controllo demografico delle specie sfruttate;
  • mantenere l’equilibrio ecologico tra le specie pescate;
  • minimizzare i rischi di alterazioni eco-sistemiche a lunga reversibilità.

 

Membri

Sono Membri della Commissione 24 Paesi, qui di seguito elencati, e l’Unione Europa aventi diritto di voto con potere decisionale vincolante all’unanimità:

Argentina 
Australia 
Belgio 
Brasile 
Cile 
Cina
Francia 
Germania 
Giappone 
India 
Italia 
Namibia 
Norvegia 
Nuova Zelanda 
Polonia 
Regno Unito 
Repubblica di Korea
Russia 
Spagna
Stati Uniti
Sud Africa 
Svezia 
Ucraina 
Uruguay 

Stati aderenti alla Convenzione ma non Membri  della Commissione

Bulgaria 
Canada 
Finlandia 
Grecia
Isole Cook
Mauritius  
Olanda 
Perù
Pakistan
Panama
Vanuatu

Organi

La Convenzione ha istituito tre organi:
La Commissione, principale organo previsto dalla Convenzione, è dotata di funzioni decisionali ed esecutive. La Commissione, le cui decisioni si adottano per “consensus”, ha una competenza generale in ordine alle misure necessarie per l’attuazione degli scopi e dei principi della Convenzione. Più precisamente, la Commissione

  • regolamenta e supervisiona la pesca, la ricerca e le attività scientifiche che coinvolgono le risorse viventi e l’ecosistema marino nell’Oceano Antartico in funzione della loro conservazione;
  • formula e adotta specifiche misure di conservazione, di osservazione e di ispezione, finalizzate al rispetto ed al perseguimento degli obiettivi della Convenzione (i compiti specifici di osservazione e di ispezione sono, in ogni caso, attribuiti alle singole Parti contraenti).

In caso di violazione delle misure suddette, gli operatori dei Paesi membri sono perseguibili secondo quanto disposto dalle leggi del rispettivo Stato di cittadinanza. La Commissione, tuttavia, dovrà essere informata delle sanzioni comminate.

Il Comitato Scientifico, organo consultivo della Commissione, competente per tutte le questioni scientifiche associate all’ecosistema antartico:

 

  • raccoglie, cataloga e analizza i dati sulla fauna e sulla flora antartica;
  • sulla base dei dati raccolti, fornisce proposte e pareri alla Commissione, con l’ausilio dei suoi Gruppi di Lavoro Permanenti.

La Segreteria Permanente, che fornisce supporto ai lavori degli altri due organi, in particolar modo attraverso la figura del Segretario Esecutivo, incarico attualmente ricoperto da Andrew Wright.

 

La Convenzione sullo Sfruttamento delle Risorse Minerarie

La Convenzione sullo Sfruttamento delle Risorse Minerarie, firmata a Wellington nel 1988, nonostante non sia mai entrata in vigore in mancanza del numero di ratifiche necessario, rappresenta un punto di svolta nell’evoluzione del Trattato Antartico. Avversata sin dall’inizio del negoziato dagli Stati terzi che avevano rivendicato il diritto di partecipare a pieno titolo alla sua elaborazione, la Convenzione fu ben presto oggetto di critiche anche da parte di alcuni Paesi che avevano partecipato alla stesura del testo.
La mancata entrata in vigore della Convenzione non si spiega unicamente con i contrasti sorti sul “titolo” di partecipazione al negoziato o sul contenuto del regime di sfruttamento o con l’affermarsi, in alcuni Paesi chiave, di una nuova politica ambientalista. L’insuccesso della Convenzione attiene più in generale alla qualificazione giuridica dello status internazionale dell’Antartide, mantenuta indeterminata a causa dell’ambiguità sulla questione delle singole rivendicazioni di sovranità.

L’estensione della disciplina del Trattato a questo ulteriore aspetto della cooperazione antartica, avrebbe costretto le Parti ad affrontare il nodo giuridico-politico delle rivendicazioni territoriali sull’Antartide e sulle sue risorse.


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