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Governo Italiano

Attività e strategia dell’italia nell’artico: la dimensione scientifica

 

Attività e strategia dell’italia nell’artico: la dimensione scientifica

IL CONTESTO E LA SFIDA

A fronte di una crescente preoccupazione per le minacce poste dai cambiamenti climatici, la comunità scientifica sta cercando di tenere il passo con la complessità dei processi, interazioni e retroazioni che sono alla base di questi cambiamenti. In questo contesto, è necessario approfondire le conoscenze del sistema su cui possano basarsi soluzioni affidabili e sostenibili. Vi è un urgente bisogno di incrementare le osservazioni nell'Artico, sia con attività di monitoraggio coordinato volto a migliorare la qualità di previsione dei modelli meteorologici e climatici, la comprensione del sistema artico e del suo ruolo nel sistema Terra che con attività sperimentali e spedizioni oceanografiche.

La presenza permanente di ghiaccio marino e di estesi ghiacciai, neve e permafrost sulla terra sono caratteristiche uniche delle regioni polari che amplificano l'impatto del cambiamento climatico globale a livello regionale. Le caratteristiche del regime radiativo ad alte latitudini è un altro elemento che aumenta la sensibilità del sistema ai cambiamenti e contribuisce alle loro amplificazioni. Le peculiarità del sistema artico portano a forti e complesse interrelazioni tra le componenti fisiche, chimiche geologiche e biologiche che si amplificano per processi di retroazione e per complessità generale del sistema. La complessità del problema è tale che una forte e ampia collaborazione internazionale, in grado di mettere a sistema le diverse potenzialità osservative, il patrimonio di dati e le metodologie di analisi, è fondamentale per raggiungere quella comprensione necessaria a guidare in modo realistico le scelte legate da un lato alle potenzialità di sviluppo e sfruttamento delle risorse e dall'altro alla mitigazione degli impatti del cambiamento climatico. La collaborazione internazionale a questi livelli costituisce il miglior modo per creare occasioni di promozione degli interessi politici ed economici nazionali.

LE LINEE STRATEGICHE

Per rispondere alla sfida rappresentata dai cambiamenti climatici, le priorità e le azioni messe in campo dalla comunità scientifica e da organismi internazionali di coordinamento sia scientifico, come ICSU (International Council for Science), IASC (International Arctic Science Committee) e EPB (European Polar Board), che politico (Consiglio Artico, Commissione Europea) si rivolgono a:

1 - incrementare la risoluzione spaziale e temporale del sistema osservativo artico e rafforzare il livello di coordinamento tra le iniziative delle diverse nazioni;

2 - promuovere lo studio e la conoscenza di una ulteriore dimensione del sistema artico, la complessità, come una componente integrale del Sistema Terra, che gioca un ruolo fondamentale nel determinare il fenomeno dell'Arctic amplification e la natura ed entità dei cambiamenti in atto. In questo ambito un ruolo di grande rilevanza è giocato dai siti (“supersiti”) dove è possibile acquisire contemporaneamente un gran numero di importanti parametri fisici, chimici e biologici per tutto l'anno;

3 – definire a diversi livelli (europeo, internazionale) l'agenda e le priorità di ricerca scientifica su medio e lungo attraverso progetti come la Coordination Support Action EU-PolarNet e iniziative come ICARP (International Conference on Arctic Research Planning). A livello europeo è utile ricordare che l’Artico è elencato come una delle priorità di ricerca nello Horizon 2020 Work Programme 2016-2017.

Avendo quindi come obiettivo il consolidamento l’allargamento della presenza italiana in Artico, in continuità con le linee di azione promosse negli anni passati, e in coerenza con quelle che sono le priorità strategiche a livello internazionale sopra dette, la comunità scientifica, ben sostenuta in ciò dagli enti di ricerca italiani (CNR, ENEA, INGV, OGS), nei prossimi anni si impegnerà a:

A - promuovere nell'ambito della ricerca in Artico la partecipazione italiana come una "eccellenza" scientifica e tecnologica del Paese, massimizzando l'utilizzo delle risorse e delle competenze. La priorità sarà data sia ad azioni di monitoraggio continuativo che si sviluppino sul medio-lungo periodo sia ad attività sperimentali su ecosistemi terrestri ed oceanici. L'obiettivo indicato sarà perseguito innanzitutto ancorandolo a una solida e continua attività sperimentale a Ny-Ålesund (coordinata con le altre nazioni ivi operanti) e integrandolo con attività oceanografiche, in tal modo contribuendo significativamente allo studio integrato del sistema oceano-terra-atmosfera. L’attiva partecipazione all’iniziativa SIOS (Svalbard Integrated Earth Observation System) permetterà di estendere gli interessi scientifici e le attività all'intero Arcipelago delle Svalbard; la partecipazione all’infrastruttura di ricerca europea EUROFLEETS con la nave oceanografica OGS Explora contribuirà all’allargamento degli orizzonti geografici dell’attività di ricerca ed alla promozione del sistema di ricerca italiano in Europa.

B - estendere la presenza italiana nel sistema osservativo panartico, soprattutto sulla base di accordi bilaterali. Gli attuali contatti dovrebbero consentire di poter avviare nei prossimi due-tre anni collaborazioni sia in Groenlandia che in Canada. A oriente le iniziative si concentreranno verso la Russia, la Corea, la Cina ed il Giappone. Alcuni accordi specifici sono già in corso e altri potrebbero essere attivati grazie a strumenti come gli accordi per la cooperazione scientifica e tecnologica promossi dal MAECI o l'accordo tra il CNR e RFBR (Russian Foundation for Basic Research) e l’accordo fra OGS e il cinese FIO (First Institute of Oceanography).

C - consolidare l'internazionalizzazione. Gli enti di ricerca italiani quali CNR, ENEA, INGV e OGS partecipano attivamente ad iniziative internazionali artiche. Il CNR è membro dello IASC e dell'EPB, e partecipa attivamente all'iniziativa ECRA (European Climate Research Alliance), e in particolare al Collaborative Programme Arctic Climate Stability and Change promosso dall’Alfred Wegener Institut (Germania) e dal Bjerknes Centre (Norvegia). La condivisione di grandi infrastrutture oceanografiche (quali navi da ricerca, sistemi di perforazione, ROV) contribuirà all’ulteriore internazionalizzazione della ricerca oceanografica italiana nella regione artica. Nell'ambito dello IASC, il CNR e OGS continueranno a contribuire concretamente a due Gruppi di Lavoro del Consiglio Artico sull'atmosfera e sul mare  - in particolare, ad AMAP (Arctic Monitoring and Assessment Programme). L’OGS ha anche partecipato all’interno della delegazione italiana all’evento Arctic Circle 2014 a Reykjavik; il CNR contribuisce a IPI (International Polar Initiative) e ha sin dall'inizio rappresentato la ricerca italiana all'interno di SAON (Sustaining Arctic Observing Networks). A livello di grandi iniziative infrastrutturali, l'Italia ha contribuito attivamente alla preparatory phase di SIOS, e, attraverso l'impegno del CNR, intende partecipare all'interim phase di tale iniziativa, promuovendola la livello nazionale.

D – partecipare all'azione di rafforzamento infrastrutturale nell'Artico Europeo promossa dalla Commissione Europea, dalle nazioni artiche, ma anche da nazioni mediterranee come la Francia (progetto IAOOS – Ice, Atmosphere, Arctic Ocean Observing System). Questo avverrà con il lavoro di potenziamento della base Dirigibile Italia e delle sue piattaforme osservative, attraverso:

-      la partecipazione alle nuove infrastrutture di ricerca promosse dalla Commissione Europea e dall’ESFRI dedicate alle zone artiche, come la già menzionata SIOS nelle Isole Svalbard;

-      il sostegno a quelle infrastrutture di ESFRI coordinate dall’Italia, che stanno consolidando la loro presenza nella regione artica e subartica, come EMSO (European Multidisciplinary Seafloor and water column Observatory), rete multidisciplinare di osservatori marini su scala europea, e EPOS (European Plate Observing System ), l’infrastruttura che integra i sistemi osservativi dedicati alla dinamica e tettonica terrestre;

-      il supporto a un’eventuale espansione alla regione artica dell’infrastruttura ESFRI ICOS (Integrated Carbon Observation System);

-      la realizzazione di ulteriori spedizioni oceanografiche;

-      la partecipazione a call europee promosse in collaborazione con il British Antarctic Survey, il Norwegian Polar Institute, l’Alfred Wegener Institut e università straniere.

E - sviluppare la sinergia tra le attività artiche degli enti di ricerca italiani e le attività del PNRA (Programma Nazionale di Ricerche in Antartide). Tale sinergia si svilupperà in primo luogo attraverso la standardizzazione della gestione dei dati provenienti sia dall'Artico che dall’Antartide, attraverso un sistema informativo per la raccolta di tutti i metadati generati e per l’Artico anche dei dati acquisiti. Un secondo aspetto molto importante riguarderà le azioni di divulgazione e disseminazione dei risultati. Infine il terzo aspetto riguarderà l'ampliamento della comunità scientifica polare italiana attraverso la formazione qualificata di giovani ricercatori.

F - promuovere e rafforzare la collaborazione tra i diversi soggetti interessati a livello nazionale (enti, università). Al momento CNR, OGS e INGV hanno in corso un progetto premiale 2012, ARCA (ARctic: present Climatic change and pAst extreme events). Le ampie sinergie esistenti nell’ambito delle infrastrutture di ricerca ESFRI tra SIOS, che vede la partecipazione del CNR, e EMSO ed EPOS, che sono entrambe coordinate dall’INGV, saranno ulteriormente sviluppate, così come saranno esplorate con ASI (Agenzia Spaziale Italiana) le modalità per valorizzare a livello di sistema osservativo pan-artico i prodotti unici ottenibili con la costellazione Cosmo-SkyMed.

G - promuovere azioni di innovazione e sperimentazione tecnologica - soprattutto nel campo delle osservazioni atmosferiche (UAV, sistemi monitoraggio in ambienti estremi, sistemi monitoraggio all'interfaccia aria-mare-ghiaccio), marine (USV, ROV) e satellitari (sviluppo prodotti, cal/val), anche mettendo insieme e traendo profitto dalle larghe esperienze acquisite dalla comunità nazionale in ambito PNRA.

 

 


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