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Governo Italiano

UNESCO

 

UNESCO

Organizzazione delle Nazioni Unite fondata per promuovere e consolidare la pace attraverso la cooperazione intellettuale nei settori dell'Educazione, delle Scienze (naturali e sociali), della Cultura (con particolare riferimento alla Protezione e Promozione del Patrimonio Culturale e delle Identità Culturali) e della Comunicazione (intesa come libertà di stampa e sviluppo dei sistemi di informazione).Gli Stati membri dell'Organizzazione sono 195 ai quali si aggiungono 8 associati. Organi istituzionali: la Conferenza degli Stati Membri e il Consiglio Esecutivo, organo di governo composto attualmente da 58 membri. L'Italia è tra i massimi promotori dell'UNESCO, come testimoniano l’entità dei suoi contributi finanziari, la qualità dei progetti finanziati e la presenza dell'Italia in diversi Comitati Intergovernativi, gli organismi attraverso cui si svolge l'attività dell'Organizzazione parigina nei diversi settori in cui è articolata. Da anni l'Italia figura al primo o al secondo posto tra i donatori bilaterali al Sistema UNESCO (oltre 25 milioni di Euro nel 2011) e al sesto posto tra i contribuenti al Bilancio ordinario dell'Organizzazione (14,3 milioni di Euro nel 2011 a carico della Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale), dopo USA, Giappone, Germania, Regno Unito e Francia. Si registra una sostanziale coincidenza tra le priorità italiane e gli scopi più importanti dell'Agenda UNESCO che, nell'ambito del proprio mandato istituzionale, persegue la realizzazione degli obiettivi di sviluppo contenuti nella Dichiarazione del Millennio, adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel settembre 2000:

  • promozione dell'istruzione primaria generalizzata;- pari opportunità d'accesso ai successivi gradi dell'istruzione;
  • protezione ed etica dell'ambiente e delle risorse (a cominciare da quelle idriche);
  •  lotta all'AIDS e alle altre gravi pandemie;
  • accesso universale alle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

L'Organizzazione presta inoltre particolare attenzione al dialogo interculturale e interreligioso e a problemi di grande emergenza quali il terrorismo e la violenza interetnica.

 

UNESCO – Settore Cultura
Tutela del patrimonio Materiale

La Convenzione sulla protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale del 1972 (tra le iniziative UNESCO più note a livello mondiale, disciplina la protezione dei siti d'eccezionale valore per l'umanità per la loro rilevanza culturale o naturalistica. L'Italia possiede in questo settore un bagaglio di conoscenze di livello elevatissimo e sostiene l'attività del Centro del Patrimonio Mondiale (l'organo incaricato dalla Convenzione delle iniziative di salvaguardia) anche con un ingente contributo finanziario volontario, soprattutto nel campo dell'assistenza ai Paesi in via di sviluppo, al fine di promuovere al loro interno le capacità di individuazione, gestione e conservazione del patrimonio. Numerosi progetti UNESCO di recupero e valorizzazione del patrimonio sono attuati con fondi ed expertise italiani. Negli ultimi anni operazioni di restauro hanno riguardato, tra gli altri, Marocco, Tunisia, Vietnam, Cambogia, Angola, Afghanistan, Iraq. Il Comitato del Patrimonio Mondiale riunitosi nel luglio 2012 a San Pietroburgo ha portato a 962 i siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale: 745 culturali, 188 naturali e 29 siti misti distribuiti in 157 Paesi membri. L'Italia, con 47 siti iscritti, è ancora il Paese più rappresentato nella Lista. La tutela del patrimonio culturale da traffici illeciti in situazioni belliche ed in tempo di pace, è garantita dai seguenti strumenti giuridici internazionali: 

 

Tutela del Patrimonio Immateriale

Il patrimonio immateriale (tradizioni, saperi, espressioni linguistiche e artistiche quali teatro e musica, celebrazioni religiose e riti, tecniche tradizionali di artigianato e arti varie, assieme ai processi creativi sottesi a queste realtà) appare, per il suo carattere mutevole, di difficile salvaguardia. Dal 2003 è tutelato dalla Convenzione ad hoc adottata dalla 32ma Conferenza Generale. La Convenzione è entrata in vigore il 20 aprile 2006 ed è stata ratificata dall’Italia il 30/10/2007. Ad oggi, la Lista include 232 elementi dei quali tre sono italiani, “L’opera dei pupi siciliani”, “La tradizione orale del canto a tenore sardo” e “La dieta mediterranea” (quest’ultimo in associazione con Grecia, Marocco e Spagna).

 

Tutela della Diversità Culturale

La 33ma Conferenza Generale dell'UNESCO ha approvato, il 20 ottobre 2005, il testo della Convenzione internazionale sulla protezione e promozione della Diversità delle Espressioni Culturali. La diversità culturale è intesa come l'insieme delle molteplici espressioni culturali esistenti nel tempo e nello spazio, fonte di scambi, innovazione e creatività, patrimonio comune dell'umanità, particolarmente necessaria per favorire politiche di sviluppo sostenibile. La Convenzione risponde, pertanto, a due preoccupazioni principali: assicurare rispetto alle identità culturali con la partecipazione di tutti i popoli in un contesto democratico; contribuire all'emergere di un clima favorevole per la creatività di tutti, rendendo in questo modo la cultura un fattore di sviluppo sostenibile. La Convenzione, ratificata dall’Italia il 19/02/2007, è entrata in vigore il 18/03/2007

 

UNESCO - Settore Educazione
Programma Education For All

A seguito degli impegni presi dalla comunità internazionale in occasione del Forum Mondiale di Dakar sull'Istruzione dell'aprile 2000, per il raggiungimento, entro il 2015, di un'istruzione di base di qualità obbligatoria e universale, ha assunto una grande rilevanza il sostegno al programma "Education for All" (EFA), che impegna in primo luogo i Paesi in Via di Sviluppo a finalizzare i Piani d'azione nazionali con l'indicazione precisa di obiettivi, impegni, strategie e risorse necessarie, i Donatori a finanziare i Piani nazionali di qualità e gli Organismi internazionali - UNESCO, UNICEF, Banca Mondiale, ILO, FAO- ad assistere i Paesi in fase di programmazione e realizzazione dei Piani.

In tale quadro è stato attribuito dalle Nazioni Unite all'UNESCO il ruolo di coordinatore di tutti i Partners, in particolare attraverso la pubblicazione di un Rapporto mondiale annuale, la convocazione periodica di un Gruppo di Alto Livello, per mantenere elevata l'attenzione politica sull'obiettivo, e la realizzazione di riunioni tecniche per definire e rivedere di volta in volta le strategie di attuazione. A tale compito si affianca quello che l'UNESCO svolge in qualità di Agenzia specializzata nel Settore Educazione con funzione di assistenza tecnica ai Paesi, soprattutto per lo sviluppo delle capacità autonome dei Ministeri dell'Istruzione e per la formazione degli insegnanti.

I programmi EFA costituiscono da quasi un decennio una delle priorità della Cooperazione Italiana allo Sviluppo. Per poter assumere un ruolo strategico e di indirizzo sempre più efficace, l'Italia contribuì a suo tempo all'istituzione del Fondo Catalitico, nel quadro della Fast-Track Initiative, con una quota pari a 4 milioni di Euro. Nonostante sembri ormai inevitabile il mancato raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2015 e nonostante che la crisi economica mondiale in atto dal 2008 abbia condizionato la disponibilità di risorse per l’Educazione sia nei bilanci dei Paesi obiettivo che negli impegni assunti dai Paesi donatori, la 36ma Conferenza Generale (ottobre 2011) ha confermato il programma EFA al centro degli strumenti programmatici UNESCO nel settore Educazione, dalla strategia di medio termine 2008-2013, alle priorità biennali, alle linee d’azione.

 

Lotta al Doping nello Sport

La Convenzione internazionale contro il Doping nello Sport approvata nel 2005 ed entrata in vigore il 01/02/2007 (ratifica italiana il 27/02/2008) costituisce il primo strumento giuridico internazionalmente riconosciuto attraverso cui: a) armonizzare sia le legislazioni nazionali in materia di contrasto al doping, sia la cooperazione tra Stati, Movimenti e Organizzazioni Sportive Internazionali e nazionali, nella realizzazione di controlli antidoping e di programmi di educazione, informazione e ricerca;b) superare i limiti degli strumenti giuridici internazionali preesistenti in materia:i. la Convenzione del Consiglio d'Europa del 1989, di portata soprattutto europea e quindi regionale; ii. il Codice Mondiale Antidoping, istituito dall'Agenzia Mondiale Anti-Doping(AMA) nel 2003, primo strumento internazionale per la lotta al doping in tutti gli sport, senza capacità coercitiva a causa della natura sostanzialmente privatistica dell'Agenzia che lo ha emanato. http://portal.unesco.org/en/ev.php-URL_ID=31037&URL_DO=DO_TOPIC&URL_SECTION=201.html

 

UNESCO - Settore Scienze
Commissione Oceanografica Intergovernativa - COI

Fra i membri fondatori della COI , l'Italia si è guadagnata un rimarchevole credito internazionale al suo interno, tale da averle consentito nel tempo una lunga presenza nel Consiglio Esecutivo della Commissione.

Attualmente l’Italia è presente in due strutture operative COI di alto rilievo scientifico: la Prof.ssa Nadia Pinardi co-presiede per l’Oceanografia la JCOMM (Commissione congiunta COI-WHM sulla Meteorologia Marina) e la Prof.ssa Rosalia Santoleri è membro del Consiglio Direttivo del GOOS (Global Ocean Observing System).

 

Programma Idrologico Internazionale - PHI

Il PHI è governato da un Consiglio intergovernativo, organo sussidiario della Conferenza Generale dell'UNESCO, che ha il compito, tra l'altro, di pianificare e definire le priorità e controllare l'attuazione del PHI.L'Italia è stata eletta nel 1993 nel Consiglio e da allora è stata sempre riconfermata: la 35ma Conferenza Generale dell'UNESCO ha prorogato il suo mandato fino all'ottobre 2013. Rappresentante italiano è il Prof. Lucio Ubertini, Presidente della Commissione Italiana IHP.

 

Programma per l'Uomo e la Biosfera - MAB

Il Programma MAB (Man and Biosphere Programme), costituito negli anni '70 con l'attivo e consistente contributo della comunità scientifica italiana (il Prof. Moroni, dell'Università di Parma, in particolare), si innesta su una precedente iniziativa UNESCO, la Conferenza sulla Biosfera che già nel 1968 metteva in guardia circa i pericoli di uno sfruttamento irresponsabile degli ecosistemi naturali. Principale obiettivo del Programma è quello di promuovere lo studio e la cooperazione scientifica, la ricerca interdisciplinare e il confronto fra studiosi di tutto il mondo in materia di tutela delle risorse naturali e della biodiversità, di gestione degli ecosistemi naturali e urbani, di analisi delle condizioni di compatibilità tra uomo e habitat naturale, mediante l'istituzione di parchi, riserve e aree naturali protette, lo sviluppo di progetti di monitoraggio e appropriati sistemi di educazione ambientale.Costituitosi in rete internazionale di cooperazione scientifica, articolata in programmi regionali, coinvolge i Paesi dei cinque continenti in quattro Programmi regionali (a quello europeo partecipano oltre quaranta Paesi, compresi quelli nord americani). L'organo di governo del Programma è l'International Co-ordinating Council (ICC), composto da 34 Paesi membri, eletti dalla Conferenza Generale dell'UNESCO, con un mandato di 4 anni, rinnovabile.

In risposta alle crescenti e delicate sfide ambientali del nuovo millennio, a Madrid nel corso della 20° Sessione del Consiglio ICC del 2008 venne adottato il cosiddetto “Madrid Action Plan” (MAP) che ha definito azioni, obiettivi, indicatori di risultato, partenariati ed altre modalità di attuazione del Programma e della Rete Globale delle Riserve della Biosfera per il periodo 2008-2013.

All’ICC fanno riferimento i Comitati nazionali, nati per gestire il programma a livello locale. Il Comitato Nazionale Italiano MAB, nella sua ultima formulazione, è disciplinato dal Decreto n.228 del 12 novembre 2011 del Ministro dell’Ambiente (divenuto operativo il 14 dicembre 2011) ed è presieduto dalla Direzione Generale per la Protezione della Natura e del Mare.

L'International Co-ordinating Council ha intrapreso da alcuni anni l'iniziativa di individuare, monitorandone la gestione, alcune «riserve della biosfera», vere e proprie aree protette, internazionalmente riconosciute quali importanti «laboratori viventi» sulla conservazione degli ecosistemi, per sollecitare modelli di sviluppo umano ed economico eco-sostenibili e garantire la continuità della ricerca, del monitoraggio e dell'informazione. In Italia ci sono attualmente 8 riserve della biosfera che fanno parte della rete MAB e per altre 5 sono in corso le procedure di presentazione delle candidature.

 

Ufficio Regionale UNESCO per la Scienza e la Cultura di Venezia - BRESCE (ex ROSTE)

L'Ufficio Regionale UNESCO di Venezia, originariamente operativo a Parigi, nella sede dell'UNESCO, venne trasferito nel dicembre 1988 a Venezia, nella prestigiosa sede di Palazzo Zorzi, con un ruolo di promozione della cooperazione scientifica tra l'Europa occidentale e orientale.

Le originarie competenze in campo scientifico (scienze di base, ingegneria e ricerca applicata all'energia) e ambientale, sono state estese al settore culturale con il "Memorandum of Understanding" tra Italia e UNESCO del 2002 con l’istituzione di un nuovo "Settore Cultura", che affianca il preesistente "Settore Scienze".

I progetti coinvolgono contemporaneamente l’aspetto culturale e quello scientifico e sono focalizzati sul sostegno e l’assistenza ai Paesi dell’Europa Centrale e Orientale, con particolare riferimento al Sud Est Europeo (SEE). E’ molto sviluppata la cooperazione con i centri d’eccellenza dell’area balcanica, soprattutto nel campo della formazione universitaria e professionale.

Tra i progetti in campo culturale, l'Ufficio Regionale UNESCO di Venezia privilegia l'attività di salvaguardia e di restauro del patrimonio artistico danneggiato dai conflitti nell'area balcanica. Nel mese di giugno 2012, a Mostar, città emblematica della Bosnia-Erzegovina, ha avuto luogo il 10° Summit UNESCO dei Capi di Stato del Sud Est dell’Europa, conclusosi con la Dichiarazione di Mostar sul ruolo del Patrimonio Culturale come base per una rafforzata collaborazione tra i Paesi della regione.

In campo scientifico è ritenuta prioritaria l’attività relativa alla tutela ambientale e delle risorse idriche.

 


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