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Governo Italiano

Il Progetto

 

Il Progetto
fase due

 

Il progetto "Censimento e valorizzazione del patrimonio di interesse storico - artistico del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, presenti presso le Ambasciate d'Italia all'estero” offre l’occasione di conoscere e approfondire lo studio di opere d’arte di epoche e stili diversi, all’interno di contesti storici prestigiosi come quelli rappresentati dalle sedi delle Ambasciate italiane. 

Il Patrimonio italiano all'estero, è costituito infatti sia dalle acquisizioni del Ministero degli Affari Esteri sia dai comodati d'uso: per lo più dipinti, concessi dai diversi musei italiani, destinati ad arredare le sale delle diverse sedi diplomatiche ed a rappresentare l’immagine dell'Italia all'estero in linea con le alte tradizioni artistiche e culturali della sua Storia. 

La realizzazione del progetto in tutte le sue fasi è stata possibile per la decisiva partecipazione economica della società per azioni ARCUS, che ha fornito la disponibilità di un finanziamento per l’intero progetto. 

Per restituire al pubblico molte di queste opere che, per alterne vicende sono diventate di difficile identificazione e reperibilità, si è deciso di realizzare questo progetto grazie anche all’attiva collaborazione tra i soggetti istituzionali coinvolti: MiBACT, MAECI, ICCD.

Il complesso svolgimento del progetto tecnico-scientifico ha previsto diverse fasi di attività. 

Una prima fase temporale, propedeutica alla catalogazione, è stata quella dello studio dei documenti d'archivio, condotto presso gli Archivi del MiBACT, l'Ufficio Esportazione, le Soprintendenze, l'Archivio diplomatico del Ministero degli Affari Esteri e presso gli Archivi storici delle singole sedi estere. Tali ricerche hanno consentito di rintracciare capolavori dimenticati, poco noti o dati per dispersi, effettuando riscontri tra gli "Inventari generali" delle sedi e la fitta corrispondenza scambiata tra le Ambasciate e il MiBACT, relativa al prestito e allo spostamento delle opere in comodato dall'Italia alle varie sedi estere. In tale modo è stato possibile ricostruire la storia di ogni opera, dal museo di provenienza all'arrivo nella sede di rappresentanza. 

La seconda fase di lavoro è consistita in una registrazione completa delle opere d’interesse storico – artistico generalmente in uso per il restante patrimonio del territorio e dei musei nazionali, dando vita ad una “banca dati” ossia ad una catalogazione sistematica operando all’interno del Sistema Informativo Generale del Catalogo (SIGEC – Web) dell’Istituto Centrale del Catalogo Italiano. L’inventariazione si configurerà anche come strumento fondamentale per l’aggiornamento degli studi, per nuove ricerche o confronti scientifici. Considerato il numero complessivo dei pezzi d’arredo delle Rappresentanze diplomatiche italiane nel mondo e la significatività culturale di alcune collezioni rispetto ad altre, la scelta delle sedi su cui iniziare le attività si è concentrata principalmente in Europa ed in particolare presso otto ambasciate (Berlino, Dublino, Lisbona, Londra, Parigi, Praga, Stoccolma e Vienna) che hanno dimostrato di possedere un patrimonio artistico di oltre 1.300 opere. 

Una terza fase ha riguardato le missioni che sono state effettuate presso le otto sedi e che hanno rappresentato lo strumento di verifica ispettiva di tutti gli arredi, passaggio indispensabile per determinare lo stato conservativo e l’eventuale intervento di restauro necessario. In tale occasione sono stati eseguiti riscontri su tutti gli inventari generali sia dei beni mobili che degli oggetti d’arte, con il relativo supporto fotografico. 

La quarta fase, curata dai collaboratori esterni, è consistita nella compilazione delle schede di catalogo e nella relativa immissione dei dati nel sistema SIGEC dell’IICD. 

La quinta ed ultima fase è stata quella dei restauri. Essendo infatti l’Italia un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale proprio per la qualità professionale dei nostri restauratori, è stato un valore aggiunto del progetto quello di far meglio conoscere ed apprezzare la loro perizia attraverso gli interventi realizzati in questa occasione, sulle opere più bisognose d’attenzione. L’attività sopracitata diventa propedeutica ai tre obbiettivi di: tutela, conservazione e valorizzazione di un patrimonio culturale rilevante e prezioso, qual è il nostro.


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