Mostra di porta
Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Mostra di porta

 

Mostra di porta

Soggetto: Mostra di porta 
Autore: Ambito lombardo 
Datazione: Fine XV secolo 
Ubicazione: Berlino 
Materiale: Pietra arenaria rosso/violacea; stemma in marmo bianco proconnesio 
Stato di conservazione: Buono 
Provenienza: Lombardia 
Codice ICCD: 01273853 
Documentazione:Archivio storico, Ambasciata d’Italia a Berlino (2013) 
Bibliografia: cfr. scheda inv. 95 

La mostra di porta, in pietra arenaria rosso/violacea, è stata ricomposta per essere adattata al passaggio tra due saloni della Rappresentanza: i due pilastri laterali sostengono l’architrave mentre, in alto, è stata aggiunta una cornice aggettante in legno dipinto che simula la pietra, con più ordini d’intaglio e motivi di dentelli e ovuli; nell’architrave motivi vegetali a girale e al centro, su una base in marmo bianco, è un medaglione a bassorilievo con stemma gentilizio raffigurante l’aquila dei Montefeltro. Il portale è stato messo in relazione con l’ambiente lombardo e datato alla fine del Quattrocento. La struttura rispecchia il gusto imperante tra ’800 e ’900 del pastiche, mentre l’architrave in finto legno nella parte superiore “denuncia la volontà di suggerire un pendant al contiguo portale da Gubbio” (G. Basile, in W. Schache e M. S. Sconci, 2006, p. 105). Questo pezzo architettonico è stato restaurato nel 2003, insieme agli altri elementi architettonici lapidei di epoca rinascimentale che costituiscono una parte considerevole dell’arredo dell’Ambasciata, analizzati nelle successive schede. Vennero ricollocati, infatti, in occasione della completa ristrutturazione del palazzo che ospita la sede di rappresentanza. Anche questo pezzo rientrava tra i reperti marmorei acquistati dallo Stato italiano negli anni Trenta, in precedenza appartenenti alla collezione dell’antiquario berlinese Eduard Simon, che a sua volta li aveva acquistati dal collezionista fiorentino Stefano Bardini.


26422
 Valuta questo sito