Storia della collezione Ambasciata di Dublino
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Storia della collezione Ambasciata di Dublino

 

Storia della collezione Ambasciata di Dublino

La Legazione, esistente a Dublino dal 1937, ebbe come sua prima sede il Castello in stile gotico di Luttrellstown. Dal 1948, invece, Lucan House diventò la Residenza per i Ministri di allora per poi passare, quando nel novembre 1955 la Legazione venne elevata al rango di Ambasciata, a sede ufficiale per i rapporti diplomatici tra i due paesi.

La storia della sede, sia pure indirettamente, è stata strettamente legata agli accordi diplomatici dall’Ambasciata italiana nei confronti dell’Irlanda meridionale, soprattutto durante la seconda guerra mondiale.

Le opere contenute nella residenza di Luchan House che ne costituiscono la collezione, rientrano nel programma di arredo delle Residenze italiane all’estero che ha la sua maggiore concentrazione tra l’inizio del Novecento e la fine della guerra, a seguito dell’apertura delle diverse Ambasciate europee.

In occasione della campagna di ricognizione della sede di Dublino (2012), è stata condotta una circostanziata ricerca documentaria presso gli uffici dell’Ambasciata italiana, che si è rivelata di particolare utilità, al fine di ricostruire sia alcune vicende del palazzo, destinato a residenza diplomatica, sia il percorso collezionistico delle opere, tutte inedite, che figurano nel catalogo a seguito. Per ricostruire la storia della collezione e degli arredi, bisogna risalire agli anni in cui esisteva la Legazione italiana e alle vicende immediatamente successive alla seconda guerra mondiale. Dagli inventari storici delle rappresentanze diplomatiche e consolari si hanno notizie degli Archivi esistenti nel Consolato di Dublino tra il 1863 e il 1895 e ancora nel 1919. È al 1924, come risulta dagli inventari, che risale l’ingresso della prima dotazione di uso quotidiano della casa con oggetti a carattere funzionale, che risultano esser stati acquistati a Dublino, mentre un incremento successivo si ebbe nel 1936 con il vasellame, la cristalleria e l’argenteria, interamente provenienti da Roma.

Un’interessante fotografia storica del “salotto giallo” anteriore al 1932, anno in cui si verificò un furto, documenta lo stato della stanza. Si vedono una serie di opere (quadri, vasi settecenteschi, oggetti e mobili) poi andate disperse, presumibilmente insieme a molte altre che dovevano arredare la Legazione agli inizi del Novecento. Tra i dodici dipinti appesi si può riconoscere una Madonna alla maniera del Sassoferrato, una coppia di vasi neoclassici, una serie di paesaggi o scene agresti, due grandi composizioni sacre, di cui una di forma circolare, opere non più esistenti nell’attuale collezione. Nel 1937 iniziarono gli acquisti di buona parte dei mobili sia sul mercato antiquariale della capitale irlandese sia su quello di Londra (1939). Nel 1947 entrarono a Lucan i 3 tavoli da gioco e a parete del Salotto giallo (inv. MAE 176-177) e altri pezzi lignei, acquistati sempre a Dublino.

Il 1950 segnò, invece, l’ingresso di alcuni arredi di pregio come i due arazzi (invv. MAE 107-108), provenienti dalla sede di Parigi ma da qui ben presto allontanati per essere trasferiti altrove. Nel 1955 ai mobili acquistati a Dublino (commode, inv. 179, tavolo Sheraton, inv. MAE 192) se ne aggiunsero altri provenienti da Londra, come lo specchio Chippendale (inv. 174) e quello in stile Adams (inv. MAE 178) e l’orologio Regency in bronzo (inv. MAE 190). In questa stessa data entrarono in collezione diversi dipinti. Non si può escludere che siano depositi temporanei i quattro dipinti citati in un telespresso, datato 9 marzo 1961, del Ministero degli Affari Esteri al Ministero della Pubblica Istruzione – Direzione Generale Antichità e Belle Arti, come prestiti “in temporanea esportazione” da musei di cui, però, non è emerso il nome: si tratta dei due grandi quadri collocati lungo la scala, qui attribuiti a Viviano Codazzi (invv. MAE 284-285), del Paesaggio attribuibile a Van Bloemen (inv. MAE 283) e del Paesaggio Fantastico (inv. MAE 286) degli inizi del sec. XVIII, sottoposto ad intervento di restauro (inv. MAE 286), a seguito della ricognizione. All’Ambasciatore Silj spetta il merito di essersi occupato dell’acquisto del Castello di Lucan, prima soltanto locato.

Il 20 giugno 1946 la casa di Lucan venne infatti presa in affitto dallo Stato italiano con un contratto triennale, a partire dall’ 8 agosto del 194538. Il proprietario era Luke William Burke Teeling. Al 1955 risalgono la corrispondenza, i pagamenti e i contratti di vendita relativi all’acquisto della sede di Lucan House (1953 – 1954 – 1955). Una pianta della casa, datata 12 maggio 1954 e un “Report on Condition of Structure and Decoration” documentano lo stato dell’edificio. Il 17 gennaio 1954 la casa viene acquistata: a quest’epoca, infatti, risalgono molti lavori di ristrutturazione della Residenza di varia natura, come lavori sanitari o elettrici ed anche la sistemazione del parco.

E’ sempre il Marchese Francesco Silj, Ministro d’Italia di allora, a promuovere i successivi lavori nella Casa di Lucan, adoperandosi per la collezione della casa attraverso alcuni acquisti sui mercati antiquari di Dublino, Londra e Parigi e con l’affidamento di quadri in comodato d’uso: più volte il Ministro Delegato si rivolse, infatti, al Prof. Siviero che in quegli anni questi coordinava l’immenso e complesso lavoro di recupero delle opere d’arte trafugate dai nazisti, per la richiesta di opere provenienti da musei italiani, di cui però non c’è traccia nella documentazione. Nel 1955 vennero eseguiti i lavori di sistemazione del tetto, iniziati già l’anno prima e gli interventi di pulizia per gli ambienti e poi, negli anni Sessanta, i primi acquisti degli arredi. Nel 1961 il nuovo ambasciatore è Vittorio Winspeare Guicciardi. La residenza a questa data presenta al suo interno pitture, sculture, mobilio e numerosi oggetti. La collezione che oggi arreda le sale vanta esemplari di rilevante interesse storico-artistico che la recente campagna di ricognizione, iniziata proprio dalla sede di Dublino (2012), ha potuto far emergere dall’anonimato. Tra queste opere figurano diversi esemplari inediti, che rappresentano un’interessante combinazione della cultura italiana e di quella dello Stato ospitante. Il nucleo dei dipinti, in particolare, è espressione di diversi contesti ed epoche della pittura italiana, dal nord al sud, dal settentrione, soprattutto attraverso il genere del paesaggio, con presenza di opere di stranieri, testimoniati dai Paesaggi di Van Bloemen e di G. Dughet, etc… Gli arredi vantano esemplari d’arte romana, mobili di pregio e preziosi esemplari a bassorilievo d’età neoclassica, come le inedite realizzazioni in marmo e scagliola per i camini e i tavoli di Pietro Bossi e una copia dello “Spinario”. È documentata, infine, anche la famosa arazzeria italiana medicea, rappresentata dai due arazzi “ritrovati” della collezione di palazzo Pitti.

Esemplari d’arte della nazione ospite, l’Irlanda, completano la raccolta che si caratterizza come un vero e proprio “museo nascosto”, meritevole di particolare attenzione anche ai fini di una sua valorizzazione, al pari delle collezioni conservate nelle Residenze più famose. La preziosità di questa raccolta è accresciuta anche dal suo stato di conservazione, sostanzialmente inalterato e buono, favorito dalle continue attenzioni che i diversi ambasciatori che si sono succeduti negli anni in Lucan House, come nelle altre sedi, hanno rivolto alle opere. L’elegante architettura degli ambienti, di gusto neoclassico, fa da illustre cornice a questa collezione creando un’atmosfera di una “casa – museo” di raro e inaspettato valore per il visitatore.


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