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Battaglia tra romani e galli - Il restauro

 

Battaglia tra romani e galli - Il restauro

Soggetto: Battaglia tra romani e galli 
Autore: Biagio di Antonio Tucci 
Datazione: seconda meta xvo sec. 
Oggetto: Tempera su tavola - spalliera di cassone con dorature e argentature 
Misure: 168 x66 cm. 
Ubicazione: Londra 
Restauratori: Sabina Recchi, Alessandra Meschini

Cenni storici

Il bellissimo dipinto su tavola, situato su una delle pareti della morning-room nella prestigiosa sede dell’ Ambasciata d’ Italia a Londra, risulta essere un'opera di grandissimo valore artistico, forse la più importante tra le opere, di altissima qualità qui conservate. Il suo pendant è conservato al Ashmolean Museum di Oxford, assimilato alla famosa tavola di Paolo Uccello “The Hunt in the forest “ Già nella pubblicazione del 1974, curata dall’allora Direttore della National Gallery, Sir Martn Davis che si occupa delle opere custodite nella residenza di Londra, la tavola viene descritta come parte di un cassone di scuola fiorentina databile alla metà del xv° sec. che ha il suo pendant “La fuga delle Vergini Vestali da Roma” identificato da P. Schubring al Ashmolean Museum di Oxford. I due pannelli hanno come soggetto degli episodi della storia di Roma, da Tito Livio “Ab Urbe Condita“. Secondo lo Schubring il dipinto dell’ Ambasciata descrive un battaglia tra Galli e Romani , che si svolse tra Chiusi e Roma nel 360 A.C. A destra sullo sfondo è raffigurata molto chiaramente la città di Roma con le mura Latine, il Colosseo, l’ Arco di Costantino, la campagna romana con l’ acquedotto Claudio e altri 3 monumenti che fanno pensare ad una conoscenza approfondita da parte dell’ artista delle architetture della Citta dei Papi. Sulla sinistra, molto piccola, è raffigurata la Città di Firenze, con la Cupola di Santa Maria del Fiore ed il Palazzo della Signoria. I monumenti qui rappresentati possono aiutare a circoscrivere la datazione del dipinto, che sicuramente è da collocare dopo 1436 anno di ultimazione della Cupola del Brunelleschi. Al centro è raffigurato lo scontro tra i due eserciti in un groviglio di cavalli cavalieri e lance. Gli eserciti in retroguardia dei due schieramenti, osservano lo scontro posizionati a destra e a sinistra del gruppo centrale.

Stato di conservazione

Uno spesso strato di vernice giallo scuro, completamente alterato, ricopriva uniformemente il dipinto, modificando in modo considerevole la leggibilità dell’ opera. Era visibile, nella parte centrale, una fessura lungo tutta la linea di giunzione delle assi della tavola. Sui bordi della fessura erano visibili piccoli sollevamenti della pellicola pittorica e numerose piccole stuccature lungo tutta la fessura. Solo dopo i primi test di pulitura, atti a rimuovere lo spesso strato di vernice, probabilmente ascrivibile ad un intervento degli anni 50 -60, si è potuta apprezzare la delicatezza della materia e la raffinatezza delle finiture di questo dipinto. La reale valutazione dello stato di conservazione delle finiture e della pellicola pittorica, è stato possibile solo dopo la rimozione del primo strato di vernice al di sotto del quale era visibile una patina grigia, uniforme, presente su tutta la superfice pittorica. Tale strato, sicuramente di origine proteica, la chiara d ‘ uovo si utilizzava nei vecchi restauri per ravvivare il dipinto, ascrivibile ad un intervento di protezione e restauro molto più antico, così come le stuccature a cera su i fori dei tarli . Le numerosissime parti dorate e punzonate con finiture in lacca rossa, si presentano in ottimo stato di conservazione. Gran parte delle armature dei cavalieri, trattate con foglia d’ argento, anch ‘esse incise e punzonate per simulare l’ effetto delle corazze medioevali, risultavano purtroppo molto lacunose con il bolo rosso di preparazione a vista. Probabilmente un’ incauta pulitura delle argentature ormai ossidate ha contribuito a mettere in evidenza il bolo rosso di preparazione. Il dipinto è attualmente collocato in una cornice a cassetta, bloccato con un listello in legno dorato lungo tutto il perimetro della tavola, un passepartout in velluto rosso e un secondo listello sempre in legno dorato; il tutto è chiuso da un pannello in legno sul retro che impedisce l’ ispezione e la valutazione dello stato di conservazione del supporto ligneo.

 

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