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La Madonna con il Bambino

 

La Madonna con il Bambino

Soggetto: La Madonna con il Bambino 
Autore: Ambito di Giampietrino (Giovan Pietro Rizzoli, Milano, docum. dal 1495 c. al 1549) 
Datazione: 1520 c. 
Ubicazione: Londra 
Misure: 86x59 cm 
Materiale: Olio su tavola 
Stato di conservazione: discreto 
Inventario Mae: inv. 2348 (2014) 
Inv. ICCD: 01273955 
Provenienza: dalla Galleria Sabauda (14/5/1958) 
Documentazione: Archivio storico Ambasciata d’Italia a Londra (inv. 2010), Ambasciata d’Italia. Londra. Registro di Beni proprietà di altri enti in comodato d’uso e deposito temporaneo al 31/12/2010 
Bibliografia: AA.VV. La pittura in Italia. Il Cinquecento, II, Venezia 1988; M. Rossi, A. Rovetta, La Pinacoteca Ambrosiana, Introduzione di Gianfranco Ravasi, Milano 1998; P. Moreno, C. Stefani, Galleria Borghese, 2000, cit.; L’Ambasciata d’Italia a Londra, 2003, cit.; Leonardeschi. Da Foppa a Giampietrino. Dipinti dell’Ermitage di San Pietroburgo ai Musei civici di Pavia, cat. mostra, 19 marzo – 10 luglio 2011, Milano 2011 

Nello Studio dell’Ambasciatore di Londra, sopra il camino, è appesa questa tavola, raffigurante una Madonna con il Bambino in braccio benedicente, un interessante esemplare d’ ambito leonardesco, con strette assonanze alla maniera del Giampietrino, alla cui bottega è stato correttamente riferito (L’Ambasciata d’Italia a Londra, 2003, p. 37). L’identità di Giampietrino, ricordato da Leonardo nel Codice Atlantico come uno scolare del Maestro vinciano di nome “Gian Pietro”, emerge da un gruppo di opere, raccolte attorno al suo nome già dal sec. XVII, all’interno del quale, primeggiano raffinate composizioni sacre legate al tema della Madonna con il Bambino (La pittura in Italia. Il Cinquecento, II, 1988, p. 727) caratterizzate da una ripresa, ma in realtà pallido riverbero, dell’atmosfera sfumata ideata dall’autorevole maestro vinciano. All’interno di una vasta, talora confusa e inflazionata produzione di modelli bottega legata al nome del Giampietrino, si distingue questo dipinto, di ottima qualità, in cui sia la tipologia delle figure sia la trattazione luministica rimandano alla maniera del Maestro per la stretta impronta leonardesca, collocabili tra gli esiti di Cesare da Sesto e di Bernardino Luini. Di tale composizione esiste una replica con la figura aggiunta di San Giovannino, che si conserva presso il Museo di San Pietroburgo. L’uso del fondo scuro, coperto da un’uniforme stesura che concentra l’attenzione sulle figure, dilatate e avvicinate allo spettatore, rimanda alla Madonna con il Bambino della Pinacoteca Ambrosiana, datata dalla critica ad un periodo successivo al 1520 (Rossi, Rovetta, 1998, p. 85). Il tendaggio sul fondo è simile a quello del dipinto di analogo soggetto, conservato alla Galleria Borghese, considerato non successivo al 1520 (Moreno, Stefani, 2000, p. 273). Tali analogie propendono a collocare l’opera intorno al 1520. La tela è da considerare, quindi, una buona replica ove le componenti stilistiche e formali d’ascendenza leonardesca di B. Luini, come la capigliatura, la generale trattazione luministica, l’ambientazione spaziale, il tendaggio, si fondono con tipologie compositive della Madonna, proprie dell’area rinascimentale dell’Italia centrale. La grazia della composizione suggerisce, infatti, il riferimento alla pittura peruginesca rivelando la forte attrazione del milanese Giampietrino per questa cultura, avvalorando anche la sua maestria nel fondere diverse suggestioni di stile. Anche quest’opera fu concessa in deposito temporaneo dalla Galleria Sabauda il 14 maggio 1958, come si legge nel registro dei beni redatto in Ambasciata, in data 31 dicembre 2010.


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