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Natura morta con fiori, frutta, cane, arnesi da caccia e pappagallo

 

Natura morta con fiori, frutta, cane, arnesi da caccia e pappagallo

Soggetto: Natura morta con fiori, frutta, cane, arnesi da caccia e pappagallo 
Autore: Gaetano Cusati 
Datazione: Ultimo decennio sec. XVII / inizi sec. XVIII 
Ubicazione: Parigi 
Iscrizioni: Firmato in basso a sinistra: Gae.no Cusati f. 
Misure: 253 x 205 cm 
Materiale: Olio su tela 
Inventario MAE: 6, ex 172 (2013) 
Codice ICCD: 01253734 
Stato di conservazione: Discreto 
Provenienza: Napoli, Museo di San Martino (1912), inv. n. 3548 SM 
Documentazione: Archivio San Michele (Busta STRP ESTERO P– Q, fasc. 3) Archivio storico Ambasciata d’Italia a Parigi, Registro inventariale dei beni in affidamento, aprile 2013 (inv. 8, ex 173) 
Bibliografia: L’Ambasciata d’Italia a Parigi. Hôtel de la Rochefoucauld-Doudeauville, a cura di Erminia Gentile Ortona, Maria Teresa Caracciolo, Mario Tavella, 2009, cit. 

Il dipinto, proveniente dal Museo di San Martino di Napoli (inv. SM3548) e in deposito presso l’Ambasciata dal 1912, presenta in basso a sinistra la firma dell’artista “Gae.no Cusati f.”. La scena del dipinto è incentrata su una ricchissima composizione di gusto barocco, ambientata in un paesaggio, di cui s’intravede il cielo sul fondo, con molti elementi ornamentali di grande effetto scenografico, come il suo pendant: una fontana da cui zampilla acqua da un mascherone a testa leonina accanto a cui è un pappagallo e due putti; un grande bouquet di fiori svariati a sinistra, entro un vaso di bronzo, rami spezzati a destra e frutti di ogni qualità (uva, pesche, melograni), sparsi a terra in primo piano. Sulla destra un cane sembra irrompere nella scena chiudendo la quinta di destra in basso mentre una prospettiva con altre acque e animali sfonda verso l’orizzonte sulla sinistra (L’Ambasciata d’Italia a Parigi, 2009, pp. 172-175). A terra compaiono anche vari strumenti di caccia. Questo dipinto, come il suo pendant (inv. 8, ex 154) denota una particolare esuberanza decorativa per l’equilibrata e bizzarra mescolanza di elementi naturali attinti dal mondo animale e vegetale, tipica di questo maestro di cui, appunto, il biografo Bernardo De Dominici ricordava “la bizzarria “nel comporre assai cose insieme in grandi quadri...e l’accordava con fontane, con statue, con vasi, con putti...” (De Dominici, 1742, III, p. 569). La tela è firmata in basso a sinistra, rappresentando, pertanto, una testimonianza fondamentale del percorso stilistico di questo proficuo artista. La composizione presenta notevoli tangenze – in particolare nel vaso di fiori che campeggia sulla sinistra – con le opere dell’artista austriaco Franz Werner Tamm (1654-1724), attivo sulla scena romana alla fine del XVII secolo, cui rimanderebbe la fantasiosa fontana di austriaca memoria, e con quelle del pittore Abraham Brueghel (1631-1697), per la composizione di carattere scenografico, con l’inserzione di elementi scultorei e animali. Le due opere, rientrano nella produzione matura di Cusati dell’ultimo decennio del secolo o degli inizi del successivo secondo Sestieri (in L’Ambasciata d’Italia a Parigi, 2009. p. 174), quando la relazione con la cultura pittorica di matrice romana risulta pienamente assorbita raggiungendo esiti “barocchi” paralleli alle composizioni, con scene di giardini patrizi, ricchi di apparati ornamentali, vasi, fontane, plinti, fiori, animali esotici etc., di De Coninck, presente anch’egli a Roma (1672-1694). All’esuberanza formale della cultura pittorica della città papale, è subentrata una tavolozza vivace e brillante e un’apertura al movimento in senso rocaille, con richiami evidenti alla pittura di Luca Giordano, come è riscontrabile, al pari di questi dipinti, nelle tele del Museo di San Martino e nella Natura morta con pesci del museo di Correale.


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