Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

SS. Cosma e Damiano al martirio

 

 SS. Cosma e Damiano al martirio

Soggetto: SS. Cosma e Damiano al martirio 
Autore: Scuola di Paolo Caliari detto il Veronese 
Datazione: VII-VIII decennio del sec. XVI 
Ubicazione: Parigi 
Misure: 100 x 144 cm 
Materiale: Olio su tela 
Inventario MAE: inv. 5, ex inv. 171 (2013) 
Codice ICCD: 01253992 
Stato di conservazione: Buono (cornice danneggiata) 
Provenienza: Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica (1911), inv. n. 1216, F. N. 802 
Documentazione: Archivio storico Ambasciata di Parigi, Elenco dei Beni in affidamento, aprile 2013; Archivio San Michele (busta STRP. Estero, P-Q, fasc. 2; busta STRP, SBAS Roma, Galleria Borghese-Galleria Spada, Galleria Nazionale Palazzo Barberini e Palazzo Corsini, fasc. 4-5) 
Bibliografia: L’Ambasciata d’Italia a Parigi. Hôtel de la Rochefoucauld-Doudeauville, a cura di Erminia Gentile Ortona, Maria Teresa Caracciolo, Mario Tavella, 2009, cit. 

Nella composizione, tipicamente veneziana per l’ambientazione teatrale profana, è raffigurato il martirio di Cosma e Damiano, tra quinte architettoniche riprese dalla città veneta rinascimentale. Nella scena che si svolge sulla gradinata, è colto il momento in cui i due fratelli, medici anàrgiri, identificabili nei due uomini al centro con le mani legate e le pesanti catene ai piedi, preceduti da un uomo vestito con armatura e vessillo, vengono condotti al martirio. La composizione estranea al testo sacro, è trattata al pari di uno spettacolo teatrale a cui assistono numerose figure disposte all’intorno: fanciulli, donne, figure maschili e animali, come la scimmietta e il cane in primo piano. La gestualità di alcuni personaggi come quella della donna alle spalle dei Santi, del vecchio canuto con le braccia aperte al cospetto del soldato con armatura, delle altre figure che si sporgono dalle colonne in equilibri instabili, trasmettono drammaticità e senso di realtà all’evento. Il dipinto si lega alla produzione e invenzioni più note del Caliari, alle scene dedicate ai convivii (Cena in casa Levi, 1573) dipinti realizzati per i cenacoli dei conventi veneziani e ai suoi martirii di santi (Martirio di Santa Giustina, 1570-1575). La composizione ne rispecchia la produzione per l’impostazione compositiva, l’orchestrazione di spazi e di personaggi, la vivacità della narrazione e l’interpretazione del sacro in chiave profana. Anche la tavolozza cromatica, dalle tinte limpide e brillanti, e la trattazione dei tessuti propri della moda veneziana del tempo, rimandano al Maestro veronese. L’opera venne acquistata nel 1873 dalla Galleria Nazionale d’Arte Antica dal Monte di Pietà. Fu concessa, poi, in deposito temporaneo all’Ambasciata d’Italia a Parigi nel 1910, data che si deduce da una lettera che il direttore di allora, F. Hermanin, ricevette dal Ministero dell’Istruzione, in data 8 novembre 1910, con l’elenco dei 13 quadri scelti dall’On.Tittoni, Ambasciatore a Parigi, per arredare la rappresentanza diplomatica in quegli anni.


26512
 Valuta questo sito