Dipinto raffigurante Figura muliebre con fiori
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Dipinto raffigurante Figura muliebre con fiori

 

Dipinto raffigurante Figura muliebre con fiori

Soggetto: Dipinto raffigurante Figura muliebre con fiori 
Autore: Ambito napoletano vicino ad Abraham Breughel (1631-1697) 
Datazione: Seconda metà sec. XVII 
Ubicazione: Stoccolma 
Stato di conservazione: discreto (restaurato e reintelato con vecchi restauri molti evidenti nella parte centrale e rialzo del cretto) 
Misure: 180x136 cm (con cornice: 192 x 136) 
Materiale: olio su tela 
Inventario Mae: 74 
Inventario ICCD: 01253444 
Provenienza: acquisizione MAE, 27/10/1978 
Documentazione: cfr. scheda inv. 955 
Bibliografia: M. Gregori, La Natura morta italiana. Da Caravaggio al Settecento, cat. Mostra Firenze, Palazzo Strozzi, 26 giugno – 12 ottobre 2003 

La grande tela è ambientata all’aperto: al centro è una figura femminile seduta, con il seno semiscoperto che tiene in mano una ghirlanda di fiori. Accanto, a destra, è una fontana in pietra da cui scivola acqua e, su entrambi i lati, alcuni trofei di fiori inseriti in un recipiente d’argento finemente lavorato a sbalzo. Dovunque ricadono rami recisi con fiori di svariata qualità. La scena è straordinariamente ricca di valori cromatici e luministici, oltre che di vibrante materia, caratteri che non vengono sufficientemente valorizzati dalla collocazione del dipinto in un ambiente piuttosto buio. Il dipinto, di eccellente qualità e di bella inventiva, per dati di stile e di struttura compositiva, richiama gli esemplari della natura morta “barocca” diffusa a Roma al seguito di Abraham Breughel che giunse in Italia stabilendosi a Roma tra il 1659 e il 1675. Dall’anno successivo è presente a Napoli dove vive fino al 1697. È il protagonista della stagione della natura morta romana e napoletana, da Berentz e Von Tamm a Roma, al tardo Belvedere e a Lopez (La Natura morta italiana,2003, p. 255). Lo stile di questo dipinto, già attribuito a Scuola napoletana (inv. MAE, 16/09/2013), mostra stretti punti di contatto con il suo naturalismo arricchito, anche in questo caso, dell’opulenza trionfale dei trofei floreali, derivati da Mario Nuzzi.


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