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Dipinto raffigurante Offerta a Flora

 

Dipinto raffigurante Offerta a Flora

Soggetto: Dipinto raffigurante Offerta a Flora 
Autore: Gaspare Lopez 
Datazione: Fine sec. XVII 
Ubicazione: Stoccolma 
Misure: 197x146 cm 
Materiale: olio su tela 
Stato di conservazione: discreto (cfr. L’opera a restauro, p. 235 
Inventario Mae: n. 31 (2014) 
Inventario ICCD: 01253431 
Provenienza: Napoli, Certosa e Museo di San Martino (inv. SM n. 3573). In deposito temporaneo presso l’Ambasciata italiana di Stoccolma dal 1926. 
Documentazione: Archivio del San Michele, telespresso n. 225 del Ministero degli Affari Esteri D.G.P., ufficio III, al Ministero della Pubblica Istruzione. Direz. Gen. Delle Antichità e delle Arti Roma, prot. 009723 del 2 agosto 1955, “Oggetto. Ricognizione Dipinti ed opere d’Arte in dotazione alle Rappresentanze Diplomatiche e Uffici Consolari all’estero”; Ministero degli Affari Esteri. Ambasciata d’Italia Stoccolma. Registro descrittivo Beni durevoli categoria III: Oggetti d’arte, 16/09/2013 
Bibliografia: M. Gregori, La Natura morta italiana da Caravaggio al Settecento, cat. mostra, Firenze, 2003, Milano 2003 

Il presente dipinto è un’interessante opera da attribuire a Gaspare Lopez, il cui nome compare nella documentazione (telespresso n. 225, agosto 1955) dell’allora Direzione generale delle Antichità e delle Arti sia negli inventari successivi del MAE, fino alla data della recente missione di ricognizione (2014). L’artista, allievo di Andrea Belvedere o, secondo De Dominicis, di Jean-Baptiste Dubuisson, si specializzò, sotto la loro guida, in composizioni floreali dal gusto altamente decorativo. Da Belvedere ereditò anche la raffinata eleganza, come nel caso dei due dipinti conservati in deposito temporaneo presso l’Ambasciata di Stoccolma. Nelle sue composizioni, caratterizzate dalla fusione straordinaria di paesaggio e natura morta floreale e da un prezioso cromatismo, questo Maestro risulta influenzato anche da Frans Werner Tamm e da Karel van Vogelaer. Nel 1717 s’iscrisse alla corporazione dei pittori napoletani ma ben presto iniziò una serie di viaggi che lo condussero ad operare a Roma, Firenze, Venezia ed anche in Polonia. La sua fama e il suo successo presso prestigiosi committenti come Gian Gastone Medici a Firenze, l’Elettrice Palatina e l’Ugford, testimoniano la sua notorietà confermata dalla prolungata partecipazione all’Accademia del Disegno (Strocchi, in Gregori, cit., 2003, p. 488). Caratteristica dell’artista che si ritrova in questi due dipinti, è anche l’inserimento di elementi architettonici, desunti dall’antico, che creano una fusione dei generi (architettura, scultura e pittura) e l’invenzione del giardino “arcadico”. Questo dipinto con il suo pendant, proviene dal Museo di San Martino di Napoli (inv. 3573) e venne dato in comodato d’uso all’Ambasciata italiana di Parigi nel 1912 e successivamente consegnata dal Ministero degli Affari Esteri all’Ambasciata di Stoccolma, ove ancor oggi si trova. Quest’ultimo passaggio, stando alla documentazione inventariale attuale, non risulta comunicato alla Soprintendenza che ha considerato l’opera dispersa, con il suo pendant. Ciò risulta dall’elenco delle opere date in consegna alle Ambasciate italiane all’estero, ricevuto dal Museo di San Martino, per la recente ricognizione sul patrimonio dell’Ambasciata di Stoccolma (2014).


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